
La Spagna mina Schengen - Bruxelles alza la Voce
Il governo spagnolo ha deciso di dare uno status legale a circa 500mila migranti senza documenti. La misura, annunciata a fine gennaio, riguarda le persone entrate in Spagna prima del 31 dicembre 2025. Per ottenere la regolarizzazione bisogna aver vissuto nel Paese per almeno cinque mesi oppure aver chiesto asilo entro la fine del 2025. Il decreto prevede un permesso di soggiorno valido un anno e il diritto di lavorare in qualsiasi settore. La ministra dell’Immigrazione Elma Saiz ha spiegato che l’obiettivo è sostenere la crescita economica e la coesione sociale. Pedro Sánchez guida il governo spagnolo dal 2018.
Secondo tre funzionari Ue che hanno parlato con Euronews in modo anonimo, la Commissione europea vede la scelta della Spagna con forti riserve. Un funzionario ha detto che la decisione non è in linea con lo spirito della politica europea sulla migrazione. Un altro teme che una regolarizzazione così ampia mandi un messaggio opposto rispetto a quello che l’Unione sta cercando di diffondere, cioè scoraggiare l’immigrazione irregolare.

Una delle principali preoccupazioni a Bruxelles riguarda l’area Schengen. Con un permesso spagnolo, le persone regolarizzate potrebbero viaggiare in Europa fino a 90 giorni ogni 180 giorni. Secondo le fonti, questo potrebbe spingere alcuni a tentare di restare in altri Paesi Ue senza i permessi necessari. La questione sarà discussa al Parlamento europeo: il commissario Ue per gli Affari interni e le migrazioni, Magnus Brunner, ne parlerà in un dibattito dedicato e finora ha ricordato che si tratta di una competenza nazionale. Il caso arriva mentre l’Ue sta rendendo più dure le regole su asilo e rimpatri. Diverse ONG, tra cui Amnesty International, Save the Children e Human Rights Watch, criticano però questa linea, sostenendo che riduce l’accesso all’asilo e mette a rischio la tutela dei diritti umani.






