Il quadro internazionale emerso nel biennio 2024-2025 evidenzia un’evoluzione significativa nei rapporti tra Europa e Stati Uniti. Tale dinamica non è riconducibile esclusivamente alla figura di Donald Trump, ma riflette una trasformazione più ampia della postura strategica statunitense, caratterizzata da una crescente attenzione agli interessi economici e industriali nazionali.
In questo contesto, l’alleanza transatlantica continua a rappresentare un pilastro della sicurezza europea, ma non costituisce più un riferimento esclusivo e sufficiente per affrontare le nuove sfide geopolitiche e tecnologiche. I dati raccolti nel 2025 dalla rivista Le Grand Continent indicano che una quota rilevante dell’opinione pubblica europea ritiene necessario rafforzare la capacità autonoma dell’Unione europea in materia di sicurezza e politica estera.
Questi orientamenti suggeriscono una progressiva ridefinizione delle aspettative collettive nei confronti del ruolo internazionale dell’Europa. L’espressione Europa post-americana va pertanto intesa non come superamento dell’alleanza con Washington, ma come adattamento a un sistema internazionale multipolare, nel quale l’Unione europea è chiamata a rafforzare la propria capacità decisionale.
Il concetto di autonomia strategica europea si estende oltre la dimensione della difesa e coinvolge settori centrali per la competitività economica, tra cui energia, materie prime critiche, sanità, industria avanzata e innovazione tecnologica. La Commissione europea ha più volte evidenziato come la dipendenza da fornitori esterni in ambiti strategici rappresenti un fattore di vulnerabilità per l’economia dell’Unione.

Nel periodo 2024-2025, l’UE ha annunciato l’intenzione di mobilitare fino a 200 miliardi di euro in investimenti pubblici e privati nel settore dell’intelligenza artificiale, destinando circa 20 miliardi di euro allo sviluppo di infrastrutture di calcolo avanzato. Tali iniziative si inseriscono in un più ampio sforzo di rafforzamento della base industriale e tecnologica europea, anche in coordinamento con i programmi di sicurezza e difesa.
Secondo dati Eurostat, le imprese europee effettuano ogni anno consistenti pagamenti verso fornitori extra-UE per servizi digitali e diritti di proprietà intellettuale. Questo fenomeno riflette l’elevato livello di integrazione dell’economia europea nelle catene globali del valore, ma al tempo stesso pone l’accento sull’importanza di sviluppare capacità tecnologiche interne.
In tale prospettiva, l’autonomia strategica assume il significato di rafforzamento della resilienza economica, più che di riduzione delle relazioni internazionali esistenti.
L’intelligenza artificiale rappresenta uno degli ambiti nei quali la questione dell’autonomia europea è più rilevante. Secondo analisi della International Energy Agency e di S&P Global, l’Unione europea dispone di una quota limitata della capacità globale dei data center, inferiore al 5%, a fronte di una partecipazione all’economia mondiale pari a circa il 17%.
Questa distribuzione evidenzia la necessità di rafforzare le infrastrutture digitali europee, in un contesto in cui Stati Uniti e Cina concentrano una parte significativa della capacità di calcolo globale. Come osservato da Eric Schmidt, la disponibilità di modelli di intelligenza artificiale sviluppati e controllati a livello europeo contribuirebbe a migliorare la tutela dei dati e la competitività delle imprese.

Secondo il McKinsey Global Institute, gli investimenti globali in infrastrutture per l’intelligenza artificiale potrebbero raggiungere 6.700 miliardi di dollari entro il 2030. Altre analisi, come quelle di Bain & Company, indicano che i progressi tecnologici potrebbero ridurre progressivamente i costi unitari della capacità di calcolo, favorendo un accesso più ampio a tali tecnologie.
In questo scenario, lo sviluppo di infrastrutture digitali e capacità di intelligenza artificiale europee appare come un elemento essenziale per sostenere la crescita economica, la competitività industriale e la capacità dell’Unione di operare in modo autonomo all’interno di un sistema globale interconnesso.

Rappresentazione grafica dei rapporti tra Stati Uniti e Unione europea nel contesto delle trasformazioni dell’ordine transatlantico.”






