Asse Roma – Berlino: dal Vulcano ai Droni, fino ai Sottomarini

CONDORALEXCONDORALEXInternazionali1 settimana fa130 Visualizzazioni

La presidente del Consiglio Giorgia Meloni e il cancelliere federale tedesco Friedrich Merz hanno firmato a Roma, a Villa Doria Pamphilj, un “Accordo sulla cooperazione rafforzata in materia di sicurezza, difesa e resilienza” con l’obiettivo di rendere più strutturale il coordinamento bilaterale e rafforzare la base industriale europea della difesa.

Nel capitolo dedicato all’industria, il testo chiarisce che la cooperazione potrà poggiare su progetti già in corso – senza esserne limitata – e indica un ventaglio di programmi: dai sistemi terrestri (Panzerhaubitze 2000, munizioni Vulcano, piattaforme corazzate) ai programmi aeronautici (Eurofighter, Eurodrone, NH90, F-35), fino al dominio marittimo (sottomarini classe 212, inclusi i Near Future Submarine) e ad alcuni progetti in ambito OCCAR.

Asse Roma - Berlino: dal Vulcano ai Droni, fino ai Sottomarini
Asse Roma – Berlino: dal Vulcano ai Droni, fino ai Sottomarini

I punti chiave

  • Panzerhaubitze 2000
  • Le munizioni Vulcano
  • Caccia Eurofighter
  • Eurodrone
  • L’elicottero multiruolo NH-90
  • Il sottomarino U-212 (anche NFS)
  • I progetti OCCAR (REACT ed ESSOR)

Un perimetro “multi-dominio”, con obiettivo interoperabilità

L’accordo lega la cooperazione industriale a standardizzazione, intercambiabilità e interoperabilità: requisiti più allineati, logistica più comune e, dove possibile, sviluppo congiunto, aggiornamenti condivisi e procurement coordinato. Il testo prevede anche un “Industry Defence Roundtable” regolare tra governi e imprese, per far dialogare priorità operative e capacità produttive.

1) Panzerhaubitze 2000: la “vecchia” artiglieria come terreno comune

Tra i sistemi terrestri citati c’è il Panzerhaubitze 2000, obice semovente da 155/52 in servizio in Germania e in Italia. In una fase europea in cui torna centrale la capacità di fuoco e il tema dei volumi, la convergenza su un sistema comune può significare catene di supporto integrate, formazione e manutenzione armonizzate e, soprattutto, piena compatibilità con famiglie di munizioni avanzate.

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2) Munizioni Vulcano: la famiglia guidata che incrocia già l’asse italo-tedesco

Il documento richiama esplicitamente la famiglia VULCANO. Si tratta di munizioni a gittata estesa e, in alcune versioni, guidate, impiegabili su calibri diffusi (terrestri e navali). L’area naturale di cooperazione è l’allineamento tra requisiti, lotti di acquisizione e produzione per aumentare volumi, accorciare tempi e consolidare la compatibilità tra piattaforme.

3) Eurofighter: un consorzio europeo dove Italia e Germania sono già “azionisti” di sistema

L’Eurofighter Typhoon è indicato come base su cui costruire ulteriore cooperazione. Qui la leva bilaterale non è “creare” un progetto nuovo, ma accelerare l’evoluzione di capacità: aggiornamenti comuni, pacchetti più convergenti (sensori, guerra elettronica, armamenti) e una linea condivisa sulla roadmap futura del sistema.

4) Eurodrone: il programma UE sui droni come cartina di tornasole della sovranità industriale

Tra i progetti più simbolici c’è l’Eurodrone (MALE RPAS), nato per dotare l’Europa di una capacità comune nel segmento dei droni a media altitudine e lunga autonomia. Per Roma e Berlino, la cooperazione rafforzata può diventare lo strumento per trasformare un programma industriale in una capacità pienamente impiegabile: addestramento, dottrine d’uso, integrazione nello spazio aereo e governance condivisa su evoluzioni e acquisizioni.

5) NH-90: piattaforma comune e aggiornamenti di flotta

L’NH-90 è un’altra piattaforma citata. Qui la cooperazione bilaterale può dare risultati immediati soprattutto nel ciclo di vita: disponibilità, retrofit, software, standard di manutenzione e aggiornamenti. In un contesto di risorse limitate, “fare massa” su supporto e aggiornamenti è spesso più efficace di nuove acquisizioni isolate.

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6) U-212: sottomarini e Near Future Submarine, una cooperazione già strutturata

Nel dominio marittimo il testo include i sottomarini classe 212 e i Near Future Submarine. È un’area in cui la cooperazione industriale e tecnico-operativa tra Italia e Germania ha già radici solide. La cornice politica può agevolare decisioni comuni su aggiornamenti tecnologici, componentistica critica, addestramento e supporto, con un’attenzione crescente anche alla protezione delle infrastrutture sottomarine e alla resilienza nel dominio marittimo.

7) I progetti OCCAR: REACT ed ESSOR, dallo spettro elettromagnetico alle radio software-defined

La lista include due iniziative in ambito OCCAR:

  • REACT: focalizzato su capacità di attacco elettronico e jamming in scenari complessi.
  • ESSOR: iniziativa per radio software-defined e waveform interoperabili, per comunicazioni più sicure e compatibili tra forze europee.

Sono programmi meno visibili di caccia o sottomarini, ma spesso decisivi: senza comunicazioni sicure e senza superiorità nello spettro elettromagnetico, anche le piattaforme migliori faticano a esprimere tutto il proprio potenziale.

Oltre la lista: la cornice politica e le ricadute industriali

Il testo lascia spazio ad “ambiti aggiuntivi” e sottolinea l’intenzione di mettere a sistema progetti esistenti per ottenere risultati più rapidi: maggiore interoperabilità, filiere più robuste, maggiore capacità produttiva e riduzione della frammentazione europea. In controluce, l’accordo segnala la volontà di rendere più stabile l’asse Roma-Berlino nella difesa: non come sostituto dei programmi UE e NATO, ma come acceleratore pragmatico per trasformare cooperazioni già avviate in capacità operative e industriali più solide.

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Al secolo Alessandro Generotti, C.le magg. Paracadutista in congedo. Brevetto Paracadutista Militare nº 192806. 186º RGT Par. Folgore/5º BTG. Par. El Alamein/XIII Cp. Par. Condor. Fondatore e amministratore del sito web BRIGATAFOLGORE.NET e DIFESANEWS.COM. Blogger e informatico di professione

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