WASHINGTON – La rimozione del Tenente Generale Brett Sylvia dal ruolo di Direttore dei Piani Strategici (J5) dello Stato Maggiore si è trasformata in un vero e proprio caso di sicurezza nazionale. Le indiscrezioni pubblicate da Axios e dal Washington Post rivelano che al centro del licenziamento c'è un'indagine interna del Dipartimento della Difesa per la divulgazione intenzionale e non autorizzata di informazioni militari classificate riguardanti i conflitti in Ucraina e Iran.
La dinamica delle fughe di notizie
Secondo le ricostruzioni investigative emersi dai verbali del Pentagono:
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L'arco temporale: Il flusso di informazioni riservate sarebbe iniziato nei primi giorni di giugno 2025, in concomitanza con le restrizioni di accesso imposte alla stampa da parte dei vertici del Dipartimento della Difesa.
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I canali utilizzati: Le comunicazioni verso i giornalisti di due differenti testate sono avvenute principalmente tramite l'applicazione di messaggistica crittografata Signal.
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L'incontro di Arlington: In almeno un caso documentato, il generale avrebbe incontrato di persona un reporter — impegnato nella stesura di un libro — all'interno di un diner ad Arlington, in Virginia. In quell'occasione, Sylvia avrebbe condiviso appunti presi durante la revisione di un rapporto confidenziale sul supporto militare statunitense all'Ucraina.
Nessuno di questi contatti era stato né coordinato né autorizzato dall'ufficio relazioni pubbliche del Dipartimento della Difesa.
Il test della verità e la confessione
La svolta decisiva nelle indagini si è avuta dopo che il generale è stato sottoposto al test con la macchina della verità (poligrafo) nell'ambito di un accertamento a largo raggio.
Dopo non aver superato l'esame per più volte, Sylvia ha ammesso di aver passato informazioni riservate ai media. L'ufficiale avrebbe inoltre dichiarato agli inquirenti di considerarsi parte di un gruppo di circa 20 alti ufficiali del Dipartimento fortemente critici nei confronti della gestione politica del Pentagono.
La posizione del Pentagono e le conseguenze legali
La reazione del Dipartimento della Difesa e del Segretario Pete Hegseth è stata immediata, portando al licenziamento in tronco del generale e all'interruzione dei suoi 32 anni di servizio militare.
"Il Dipartimento della Difesa adotta una linea di tolleranza zero per la divulgazione intenzionale e non autorizzata di informazioni classificate. Il provvedimento si è reso necessario per tutelare informazioni di sicurezza altamente sensibili."
— Sean Parnell, Portavoce del Pentagono
La vicenda ha già travalicato i confini disciplinari militari: il Pentagono ha formalmente segnalato il caso al Dipartimento di Giustizia (DOJ) per valutare l'apertura di un procedimento penale a carico di Sylvia per violazione delle leggi sulla sicurezza nazionale e sulla gestione dei segreti di Stato.
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