EsercitoNotizie, analisi e aggiornamenti sull’Esercito italiano e le forze terrestri internazionali: dottrine, esercitazioni, equipaggiamenti e operazioni in corso.
MarinaApprofondimenti sulle forze navali italiane e globali: strategie marittime, nuove unità, cantieristica navale, missioni e tecnologie sottomarine.
AeronauticaNovità dal mondo dell’aviazione militare: aeronautica italiana e straniera, programmi di ammodernamento, caccia, droni e sistemi antiaerei.
InternazionaliPanorama globale della difesa: alleanze, crisi internazionali, evoluzioni militari e iniziative multilaterali nel contesto della sicurezza globale.
GeopoliticaAnalisi strategiche sugli equilibri mondiali: conflitti, sfide emergenti, relazioni tra potenze e l’impatto sulla sicurezza internazionale.
IndustriaFocus sull’industria della difesa: aziende, innovazioni tecnologiche, investimenti, contratti e filiere nazionali e internazionali.
SicurezzaTutto sulla sicurezza nazionale e civile: forze dell’ordine, intelligence, gestione delle crisi, terrorismo e protezione delle infrastrutture critiche.
SpazioDifesa e geopolitica nello spazio: satelliti militari, capacità antisatellite, programmi spaziali dual-use e cooperazioni strategiche.
BlogArticoli, analisi e riflessioni su attualità, difesa, sicurezza e geopolitica: approfondimenti tematici, curiosità, interviste e punti di vista originali per comprendere meglio il contesto globale.
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La guerra lungo la linea di contatto nel Donbass è entrata in una fase in cui il “fattore decisivo” non è più una singola arma, ma l’ecosistema: sensori economici (droni), munizioni improvvisate, collegamenti satellitari, adattamento rapidissimo, capacità di muoversi e nascondersi sotto un cielo che vede e colpisce. Da questa trasformazione emergono insegnamenti concreti, soprattutto tecnici e dottrinali.
1) Il cielo è la nuova “prima linea”
Lezione: la superiorità locale non dipende solo dall’artiglieria, ma dalla capacità di negare e sopravvivere al cielo.
Il ronzio costante dei droni rende lo spazio sopra la trincea una “zona di morte” continua: osservazione, acquisizione bersagli, attacchi FPV, sganci notturni, e persino droni lasciati a terra come ordigni d’agguato.
Implicazione operativa: ogni movimento (rifornimento, evacuazione, rotazione) diventa una micro-operazione con tempi strettissimi, disciplina radio, procedure standard, e piani di emergenza.
Cosa studiare (Italia):dottrina “anti-drone first”: non un asset di nicchia, ma un requisito per ogni reparto, dal livello squadra al battaglione.
Ucraina: Lezioni tecnico-militari dalla Linea del Fronte
Lezione: la sopravvivenza su strada è una gara di secondi, non di chilometri.
I trasferimenti avvengono con manovre aggressive, soste ridotte a istanti, esposizione minima. Anche una pausa “normale” può essere fatale.
La minaccia non è solo il drone in attacco: è il drone in ricognizione che “marca” un veicolo e chiama fuoco successivo.
Cosa studiare (Italia):
addestramento alla guida tattica su fango/neve e in condizioni degradate;
procedure di “stop & go” e di scarico rapidissimo;
standardizzazione del comportamento sotto allarme drone (non improvvisare).
3) Meteo e notte non sono più “copertura garantita”
Lezione: pioggia, neve e vento degradano i sensori, ma degradano entrambi; il vantaggio lo ottiene chi sa cambiare ritmo.
Con maltempo diminuisce l’efficacia di copertura con droni: questo apre finestre per infiltrazioni a piedi e piccole avanzate.
Ne consegue una guerra di micro-movimenti: terreno guadagnato a metri, non a mappe.
Cosa studiare (Italia): capacità “all-weather” per sensoristica e procedure: quando i droni vedono meno, servono piani alternativi (osservatori, sensori terrestri, pattuglie, barriere).
Ucraina: Lezioni tecnico-militari dalla Linea del Fronte
4) Guerra elettronica: la contromossa cambia la partita (ma non risolve tutto)
Lezione: quando la guerra elettronica (disturbo radio) diventa diffusa, si cercano canali di controllo non disturbabili: è qui che entrano i droni a fibra ottica.
Il controllo via cavo riduce l’efficacia del jamming: se il segnale non passa via radio, disturbarlo è molto più difficile.
Contro-misura: non “spegnere il segnale”, ma interrompere la catena fisica (taglio/rottura del filo) o colpire il pilota e il punto di lancio.
Cosa studiare (Italia):
l’integrazione tra EW e cinetico (jamming + fuoco + manovra);
pattuglie e sensori dedicati alla scoperta di postazioni di pilotaggio;
“caccia alla logistica” del drone (batterie, ricambi, punti di assemblaggio).
Ucraina: Lezioni tecnico-militari dalla Linea del Fronte
5) La “fabbrica diffusa”: innovazione rapida, low cost, e produzione vicina al fronte
Lezione: in una guerra lunga, vince chi accorcia il ciclo idea → prototipo → test → impiego.
Piccoli laboratori (stampanti 3D, banchi di assemblaggio, componenti commerciali) generano adattamenti continui: bilanciamento pesi, supporti per telecamere, sistemi di sgancio, modifiche di telaio.
Il vantaggio non è solo tecnologico: è organizzativo. Team piccoli, agili, con feedback diretto dal fronte.
Cosa studiare (Italia):
“cellule di innovazione” collegate ai reparti, non solo ai centri ricerca;
procedure d’acquisto rapide per componenti non strategici;
standard minimi di sicurezza e qualità (per evitare che la velocità produca incidenti).
6) Formazione: contano curiosità e tempo-ciclo, non solo specializzazioni “da manuale”
Lezione: servono operatori e tecnici formabili in poche settimane, aggiornabili ogni mese.
Se la tecnologia cambia rapidamente, l’addestramento deve essere modulare, continuo, “a rilascio” come un software.
L’operatore droni non è solo un “pilota”: è un nodo in una rete fatta di video, coordinate, comunicazioni e collaborazione.
Cosa studiare (Italia):
percorsi rapidi per competenze tecniche (droni, reti, riparazioni);
cultura del debrief immediato e condivisione lesson learned tra unità;
riserva tecnica (ingegneri, maker, informatici) attivabile in crisi.
Ucraina: Lezioni tecnico-militari dalla Linea del Fronte
7) Rete e connettività: chi vede e condivide prima, colpisce (o evita di essere colpito)
Lezione: la guerra moderna è anche una guerra di banda: feed video, coordinate, sincronizzazione.
La connettività satellitare (es. Starlink) permette di mettere in rete postazioni e flussi video: questo aumenta la velocità di decisione e l’efficacia del fuoco.
Vulnerabilità: dipendenza da nodi, terminali, energia; e rischio di localizzazione se la disciplina elettromagnetica è scarsa.
Cosa studiare (Italia):
ridondanza delle comunicazioni (satellitare + terrestre + radio);
SOP su emission control (EMCON) e sicurezza delle postazioni digitali;
capacità di operare “degradati” quando la rete cade.
8) La trincea resta centrale: logistica minima, turni, fatica e tenuta psicologica
Lezione: anche con i droni, la fanteria in postazione vive di rotazioni, scorte, micro-discipline.
Sonno frammentato, permanenze lunghe, isolamento: la tenuta mentale diventa capacità operativa.
In difesa, spesso “non perdere terreno” è già successo: ma consuma uomini e materiali.
Cosa studiare (Italia):
dotazioni per sostenere settimane in postazione (energia, calore, igiene, cibo);
protocolli anti-fatica e gestione dello stress (non “benessere”: prontezza).
Ucraina: Lezioni tecnico-militari dalla Linea del Fronte
9) Difesa passiva e “tunnel della vita”: la protezione fisica si reinventa
Lezione: reti, coperture, schermature e percorsi protetti riducono drasticamente la vulnerabilità agli attacchi dall’alto.
Strade con reti tese e percorsi mascherati diventano infrastrutture tattiche: non sono scenografia, sono sopravvivenza.
In aree vicine a Kramatorsk e Druzhkivka, la protezione “artigianale” di vie di comunicazione è parte della strategia.
Cosa studiare (Italia):
kit standard di camouflage e protezione anti-top-attack per vie logistiche;
capacità del genio di costruire “in fretta e spesso” (non una volta sola).
10) Resilienza energetica: colpire la rete elettrica significa colpire la società (e la capacità bellica)
Lezione: gli attacchi alle infrastrutture energetiche trasformano l’elettricità in un’arma strategica: logora la popolazione e degrada funzioni militari e sanitarie.
In Kyiv i blackout programmati cambiano routine, servizi, sanità, evacuazioni. Aziende come Ukrenergo e DTEK diventano target “militari” perché abilitatrici di tutto il resto.
Cosa studiare (Italia):
piani di continuità energetica per ospedali, telecomunicazioni, trasporti;
generatori sì, ma con procedure di sicurezza e logistica carburante;
micro-grid e ridondanza: non solo protezione fisica, ma architettura di rete.
Sintesi: cosa cambia davvero per l’Italia
Queste lezioni non dicono “comprare più droni”. Dicono altro:
Ogni reparto deve saper vivere sotto droni (muoversi, mascherarsi, reagire).
EW + cinetico come coppia fissa, non opzioni separate.
Innovazione rapida vicino ai reparti, con filiera veloce e controllo qualità minimo.
Resilienza nazionale: energia, comunicazioni, sanità, protezione civile sono parte della deterrenza.
Addestramento continuo: la tecnologia cambia più in fretta dei manuali.
Ucraina: Lezioni tecnico-militari dalla Linea del Fronte
Al secolo Alessandro Generotti, C.le magg. Paracadutista in congedo. Brevetto Paracadutista Militare nº 192806. 186º RGT Par. Folgore/5º BTG. Par. El Alamein/XIII Cp. Par. Condor.
Fondatore e amministratore del sito web BRIGATAFOLGORE.NET e DIFESANEWS.COM. Blogger e informatico di professione
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