Si è concluso il percorso formativo di 16 Operatori di Soccorso Alpino Militare (OSAM) e quattro Tecnici di Soccorso Alpino Militare (TESAM), ai quali sono stati consegnati i diplomi.
Le squadre assicurano la cornice di sicurezza per gli alpini impegnati nell’addestramento e nelle operazioni in ambiente montano. Su richiesta, possono inoltre sostenere il sistema di protezione civile.
Le qualifiche richieste agli operatori
Il corso OSAM è rivolto a Ufficiali, Sottufficiali, Graduati e Militari di Truppa già qualificati come Capocordata e Sciatore Militare Scelto.
L’addestramento ha riguardato l’impiego dei dispositivi di autosoccorso in valanga: ARTVA, pala e sonda. I frequentatori hanno inoltre svolto attività di ricerca organizzata dei travolti e manovre di autosoccorso in cordata.
Il programma ha compreso le procedure di soccorso organizzato in parete e su ghiacciaio, la ricerca di superficie e le tecniche di primo soccorso, fino al conseguimento dell’abilitazione BLS-D.
I tecnici guideranno le squadre
Il corso TESAM ha preparato i futuri responsabili delle Squadre di Soccorso Alpino Militare. L’accesso è riservato a personale in possesso di specifiche qualifiche.
Sono richieste quelle di Istruttore in campo alpinistico e sciistico, di Esperto Militare Neve e Valanghe (EMNV) e di Operatore del Soccorso Alpino Militare abilitato all’impiego del verricello.
I tecnici si sono addestrati alla valutazione locale del pericolo di valanghe e alla direzione della ricerca organizzata dei travolti. Le esercitazioni hanno simulato interventi in parete e su ghiacciaio, con la conduzione di una squadra di specialisti.
Sono poi state svolte operazioni di recupero e rilascio mediante verricello, oltre alla conduzione di una ricerca di superficie.
Progetti per l’ambiente artico
Durante le attività, il Comandante delle Truppe Alpine, Generale di Divisione Alberto Vezzoli, e il Comandante del Centro Addestramento Alpino, Generale di Brigata Carlo Di Somma, hanno incontrato i frequentatori dei due corsi.
A margine della visita sono stati discussi nuovi progetti e lo sviluppo di competenze destinate all’ambiente artico, settore nel quale le conoscenze tecniche delle Truppe Alpine dell’Esercito potrebbero trovare ulteriori applicazioni.
I corsisti provenivano da tutto il territorio nazionale. Il percorso punta ad ampliare le conoscenze e le tecniche operative delle Truppe Alpine, formando squadre di soccorso autosufficienti e proiettabili.
Le squadre dovranno poter operare in terreni montani complessi e in aree urbanizzate, con una specializzazione nel settore del combat rescue.
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