Il 17 febbraio 2026 il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE) ha autorizzato la piena operatività del sito RWM Italia (gruppo Rheinmetall) a Domusnovas, nel Sulcis, sbloccando un impianto di munizionamento rimasto a lungo in sospeso dopo un iter amministrativo e giudiziario complesso.
In questa fase storica, la difesa non è solo acquisto di mezzi: è soprattutto capacità produttiva nazionale ed europea. La decisione del MASE viene letta anche come un segnale di impegno nel rafforzamento della filiera, in un contesto in cui l’Europa sta accelerando sulla disponibilità di munizionamento e sulla resilienza delle forniture.

Da questo punto di vista, rendere operativo Domusnovas significa:
Il dossier Domusnovas si inserisce in un quadro più ampio di collaborazione tra Rheinmetall e l’industria italiana della difesa. Leonardo e Rheinmetall hanno costituito una joint venture per piattaforme terrestri (carro armato e veicolo da combattimento), con l’obiettivo di sviluppare e produrre sistemi per l’Esercito Italiano.
Questo tipo di integrazione industriale (munizionamento, piattaforme, componentistica, supporto) è ciò che oggi molti Paesi cercano per avere autonomia operativa e catene di fornitura più robuste.
Sul piano interno, il governo ha legato il via libera a una prospettiva di rilancio produttivo e occupazionale del Sulcis, parlando di stabilizzazione e nuovi posti di lavoro.
Secondo ricostruzioni di stampa, il progetto prevede investimenti rilevanti e un incremento dell’occupazione, insieme a un aumento dei volumi produttivi.
In chiave difesa nazionale, il punto è semplice: una filiera strategica funziona se regge su competenze, impianti e persone. L’occupazione qualificata e gli investimenti, in questi settori, non sono solo “economia”: sono una componente della capacità del Paese di sostenere nel tempo i propri programmi e impegni.

Il via libera del MASE a Domusnovas può essere letto come una scelta che:

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