DAMASCO – Gli Stati Uniti hanno intensificato la loro offensiva contro lo Stato Islamico (ISIS) in Siria, lanciando una nuova massiccia ondata di attacchi aerei ritorsivi. L’operazione, confermata dal Comando Centrale degli Stati Uniti (CENTCOM), giunge come risposta diretta all’imboscata del mese scorso a Palmira, in cui hanno perso la vita due soldati americani e un interprete civile.
Secondo il comunicato ufficiale del CENTCOM, i raid sono iniziati intorno alle 12:30 (ora della costa orientale degli Stati Uniti) di sabato 10 gennaio. Le forze aeree americane, supportate da partner locali, hanno colpito molteplici obiettivi strategici dell’ISIS in diverse aree della Siria.
L’operazione è parte integrante della missione denominata “Operation Hawkeye Strike” (Operazione Colpo di Falco), lanciata dall’amministrazione Trump per smantellare le cellule residue del gruppo terroristico e vendicare l’attacco di dicembre. In quell’occasione, i sergenti della Guardia Nazionale dell’Iowa, Edgar Brian Torres-Tovar e William Nathaniel Howard, insieme all’interprete civile Ayad Mansoor Sakat, erano rimasti uccisi in un’imboscata tesa dai militanti dello Stato Islamico.

Le parole del Comando Centrale sono state inequivocabili: “Il nostro messaggio resta fermo: se colpite i nostri combattenti, vi troveremo e vi uccideremo in qualsiasi parte del mondo, non importa quanto cercherete di sfuggire alla giustizia”.
L’offensiva di sabato segue un primo grande attacco avvenuto il 19 dicembre scorso, quando gli Stati Uniti avevano già colpito 70 siti sensibili, tra cui depositi di armi e infrastrutture logistiche dell’ISIS nella Siria centrale.
Questi sviluppi militari avvengono in un contesto politico siriano profondamente mutato. Dopo la caduta del regime di Bashar al-Assad nel dicembre 2024, gli equilibri sul campo si sono spostati. Sebbene le Forze Democratiche Siriane (SDF) a guida curda rimangano un partner storico per Washington, gli Stati Uniti stanno intensificando il coordinamento con il nuovo governo centrale di Damasco per garantire la stabilità e l’eradicazione definitiva delle sacche di resistenza jihadiste.
Poche ore prima degli attacchi di sabato, le autorità siriane avevano inoltre annunciato l’arresto del leader militare delle operazioni dell’ISIS nel Levante, un duro colpo alla gerarchia dell’organizzazione terroristica che sembrava aver ripreso vigore dopo il collasso del precedente regime.
L’operazione Hawkeye Strike prende il nome dal soprannome dello stato dell’Iowa (“The Hawkeye State”), in onore dei due soldati caduti appartenenti alla Guardia Nazionale locale. Il Presidente Trump ha ribadito che la protezione del personale americano all’estero resta la massima priorità della sua amministrazione, segnalando che la pressione militare in Siria non diminuirà finché la minaccia dello Stato Islamico non sarà del tutto neutralizzata.

Ops Hawkeye Strike - USA all'ISIS: se colpite i nostri combattenti, vi troveremo e vi uccideremo






