Il sommergibile Gazzana della Marina Militare ha lasciato la base navale di Taranto lo scorso 11 agosto per prendere parte a una missione NATO nell’ambito dell’Operation Sea Guardian (OSG), l’operazione dell’Alleanza Atlantica dedicata alla sicurezza marittima nel Mediterraneo. Per l’equipaggio italiano sono previsti 18 giorni di attività operativa, durante i quali il battello contribuirà al dispositivo alleato in uno scenario caratterizzato da una crescente rilevanza strategica della dimensione marittima e, in particolare, di quella subacquea.
La partecipazione del Gazzana si inserisce nel più ampio contributo fornito dall’Italia alle attività della NATO nel Mediterraneo. In questo contesto, i sommergibili costituiscono uno degli strumenti più sofisticati della componente navale grazie alla capacità di operare per lunghi periodi in profondità, con elevata autonomia e ridotta visibilità.
Caratteristiche che consentono di concorrere alla conoscenza dell’ambiente marittimo e al monitoraggio delle aree di interesse, integrando le informazioni provenienti dalle unità di superficie, dagli aeromobili e dagli altri sistemi impiegati dall’Alleanza.
La partenza nei giorni immediatamente precedenti al Ferragosto rappresenta inoltre un esempio della continuità dell’impegno operativo assicurato dalla Marina Militare durante tutto l’anno, con uomini, donne e mezzi impegnati negli scenari nazionali e internazionali a tutela degli interessi del Paese e nell’ambito degli impegni assunti con gli Alleati.
L’Operation Sea Guardian è stata avviata dalla NATO nel novembre 2016, raccogliendo l’esperienza maturata con la precedente Operation Active Endeavour. Si tratta di un’operazione di sicurezza marittima non riconducibile all’articolo 5 del Trattato Nord Atlantico, sviluppata per contribuire alla stabilità e alla sicurezza del Mediterraneo.
Le sue attività principali comprendono la Maritime Situational Awareness, il contrasto al terrorismo marittimo e il sostegno allo sviluppo delle capacità di sicurezza marittima. L’operazione può inoltre svolgere ulteriori compiti quando autorizzati dal Consiglio Nord Atlantico.

Il Mediterraneo rappresenta un’area di fondamentale importanza per l’Alleanza. Attraverso le sue acque transitano alcune delle principali rotte commerciali ed energetiche che collegano Europa, Africa e Medio Oriente, mentre sui fondali sono presenti infrastrutture strategiche come cavi per le telecomunicazioni e collegamenti energetici.
La capacità di conoscere ciò che accade sopra e sotto la superficie del mare assume quindi un’importanza crescente. È proprio in questa dimensione che assetti come il Gazzana possono fornire un contributo particolarmente prezioso.
La NATO conduce periodicamente nell’ambito di Sea Guardian attività focalizzate in specifiche aree del Mediterraneo, integrando unità navali, aeromobili, sommergibili e sistemi di sorveglianza. Le informazioni raccolte concorrono alla costruzione di un quadro marittimo condiviso, indispensabile per individuare situazioni anomale e migliorare la capacità di risposta dell’Alleanza.
La missione del Gazzana assume particolare significato anche alla luce della crescente attenzione riservata alla dimensione subacquea. Negli ultimi anni la protezione delle infrastrutture critiche sommerse è diventata una delle priorità della sicurezza marittima europea e atlantica.
Cavi per le telecomunicazioni, condotte energetiche e altre infrastrutture collocate sui fondali costituiscono elementi essenziali per il funzionamento delle economie e delle società moderne. La loro protezione richiede capacità tecnologiche avanzate e una conoscenza sempre più approfondita dell’ambiente subacqueo.

In questo scenario i sommergibili rappresentano assetti di elevato valore strategico. La possibilità di permanere in immersione, operare con discrezione e utilizzare sofisticati sistemi di scoperta permette di svolgere attività difficilmente realizzabili con altri strumenti.
Per gli uomini e le donne del Gazzana, i giorni di missione sono scanditi dai ritmi propri della vita operativa a bordo: turni di guardia, gestione dei sistemi, controllo della piattaforma e mantenimento della piena efficienza del battello. Un’attività condotta lontano dai riflettori, coerentemente con la natura stessa della componente sommergibilistica.
L’impiego nell’Operation Sea Guardian rappresenta così non soltanto un contributo italiano a una specifica operazione NATO, ma anche una dimostrazione della capacità della Marina Militare di operare nella dimensione subacquea all’interno di dispositivi multinazionali complessi.
Dal Mediterraneo alla protezione delle infrastrutture strategiche, il dominio subacqueo è destinato ad assumere un’importanza sempre maggiore. La missione del Gazzana si inserisce pienamente in questa evoluzione, confermando il ruolo della componente sommergibilistica italiana nella tutela degli interessi nazionali e nella sicurezza collettiva dell’Alleanza Atlantica.






