L'esercito degli Stati Uniti ha presentato ufficialmente il MALET (Munitions Air-dropped Lethal Effects Tool), un nuovo sistema progettato per consentire alle truppe in prima linea di convertire rapidamente le tradizionali munizioni da mortaio da 60 mm e 81 mm in ordigni sganciabili da droni.
Il MALET rientra nel programma più ampio dell'Esercito noto come CLIK (Picatinny Common Lethality Integration Kit), pensato per integrare payload letali su sistemi aerei non pilotati (UAS), inclusi i droni di piccole dimensioni.
Lo sviluppo del kit nasce dalla necessità dell'U.S. Army di recuperare il ritardo rispetto a una tattica di combattimento emersa per la prima volta un decennio fa, quando l'ISIS iniziò a impiegare droni commerciali per lo sgancio di ordigni durante la Battaglia di Mosul (2016-2017), tattica poi massicciamente evolutasi e sistematizzata nel conflitto in Ucraina.
Come funziona il MALET
I lavori sul sistema MALET sono iniziati nel 2024 presso l'Armaments Center dell'U.S. Army. L'obiettivo primario era evitare la necessità di introdurre munizioni completamente nuove sul campo o di costringere i soldati ad effettuare noiose e pericolose modifiche artigianali agli ordigni.
Il sistema consiste in un kit clip-on che aggiunge due elementi chiave al proiettile da mortaio:
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Un meccanismo di spoletta integrato: permette la detonazione sicura della munizione solo dopo lo sgancio dal drone.
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Alette stabilizzatrici: garantiscono l'aerodinamica e la stabilità visiva e di traiettoria necessarie durante la caduta verso il bersaglio.
Un vantaggio strategico fondamentale è la reversibilità del processo: il montaggio e la rimozione del kit MALET non danneggiano il proiettile. Se la missione cambia o la munizione non viene impiegata, il soldato può riportare l'ordigno allo stato originale per utilizzarlo in un classico mortaio a tubo.
Estensione della gittata e logistica integrata
Attraverso i mortai tradizionali a canna, le munizioni da 60mm e 81mm coprono distanze comprese tra 2 e 3,5 miglia (circa 3-5,5 km). Trasportate da droni, il loro raggio d'azione aumenta in modo esponenziale. Sebbene l'esercito non abbia specificato quali droni siano stati impiegati nei test più recenti, una richiesta del programma indica la volontà di impiegare MALET su droni con un raggio operativo compreso tra 20 e 40 km (circa 12,5-25 miglia).
Dal punto di vista logistico, l'utilizzo di scorte di mortai già capillarmente presenti nei magazzini evita la spesa e i tempi di approvvigionamento di munizioni droni-dedicate create ad hocTest sul campo e integrazione CLIK
I test recenti eseguiti dall'U.S. Army con proiettili reali da 60 mm hanno confermato la maturità del sistema. Durante le simulazioni, le munizioni sono state sganciate da sistemi UAS in movimento, mantenendo il corretto orientamento aereo e detonando all'interno dell'area bersaglio prefissata.
Il kit MALET si integra con gli altri piloti del sistema modulare CLIK:
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AUDIBLE (Armament UAS Delivered Immediate Battlefield Effects): sistema di sgancio rapido adattabile anche ad altre munizioni, come le granate M67.
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Gunslinger: software di controllo del tiro progettato per calcolare le variabili di movimento del bersaglio e del drone per ottimizzare la precisione dell'impatto.
L'inseguimento di una tattica già consolidata
Nonostante i toni enthusiastici dell'annuncio, l'esercito americano arriva in realtà in ritardo su una tecnologia ormai ampiamente diffusa. Già lo scorso anno l'esercito era finito al centro di diverse critiche per aver celebrato sui social come "innovativo" un semplice sistema per il drop di granate M67 da quadricotteri — una pratica già vista e consolidata per anni tra milizie, cartelli della droga e in maniera massiccia sul fronte ucraino.
Il passaggio da soluzioni improvvisate sul campo a un sistema standardizzato, sicuro e ingegnerizzato come il MALET rappresenta comunque un passo necessario per l'integrazione della guerra con i droni nella dottrina ufficiale delle forze armate statunitensi.
Le prossime fasi prevedono la distribuzione dei kit MALET durante le grandi esercitazioni militari pianificate per questo autunno, così da raccogliere i feedback direttamente dai soldati operativi prima della produzione e distribuzione su larga scala.
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