Per decenni il riarmo tedesco è stato un tema trattato con grande cautela nel dibattito pubblico. Le ragioni sono storiche: dopo la Seconda guerra mondiale alla Germania fu vietato di disporre di forze armate autonome e, durante la Guerra fredda, alla Germania Ovest fu consentito solo un esercito ridotto e fortemente integrato nel sistema di sicurezza occidentale. Anche dopo la riunificazione del 1990, Berlino ha mantenuto un profilo militare prudente, con livelli di spesa inferiori a quelli di molti alleati.
Questo orientamento ha iniziato a modificarsi nei primi anni Duemila, ma ha conosciuto una decisa accelerazione dopo l’invasione russa dell’Ucraina nel 2022. Il governo guidato da Olaf Scholz parlò allora di Zeitenwende, una “svolta epocale” volta a ridefinire il ruolo della Germania nel contesto della sicurezza europea e internazionale.
Con l’arrivo alla Cancelleria di Friedrich Merz, leader della CDU, il rafforzamento della difesa è diventato un obiettivo esplicitamente dichiarato. Nel suo primo discorso al Bundestag, Merz ha affermato che la Germania intende dotarsi del «più forte esercito convenzionale d’Europa», indicando un cambio di prospettiva sia sul piano strategico sia su quello politico-culturale.
Il riassetto della difesa tedesca si fonda innanzitutto sui livelli di investimento. Fino al 2022 la spesa militare si attestava sotto l’1,5 per cento del PIL, al di sotto degli obiettivi fissati dalla NATO. Oggi la pianificazione prevede di raggiungere 153 miliardi di euro annui entro il 2029, pari al 3,5 per cento del PIL, con l’approvazione parlamentare di uno stanziamento aggiuntivo da 50 miliardi di euro per l’ammodernamento delle capacità militari.

Un elemento centrale è stata la riforma costituzionale che consente di esentare le spese per la difesa dal freno al debito, permettendo allo Stato di finanziare questi capitoli anche attraverso nuovo indebitamento. La misura riflette la priorità attribuita alla sicurezza nazionale ed europea nel nuovo contesto strategico.
Sul piano operativo, la Bundeswehr è impegnata in un processo di adeguamento delle proprie capacità. La commissaria parlamentare alle Forze armate, Eva Högl, ha evidenziato la necessità di colmare carenze in termini di equipaggiamenti, munizioni e personale, stimando un fabbisogno di circa 67 miliardi di euro. In parallelo, la Germania ha avviato il primo schieramento permanente di truppe all’estero dalla fine della Seconda guerra mondiale, in Lituania, contribuendo al rafforzamento del fianco orientale dell’Alleanza. Sono stati inoltre sviluppati nuovi dispositivi per la difesa dai droni e aggiornate le norme operative in materia di sicurezza dello spazio aereo.
Accanto agli investimenti finanziari, il fattore umano resta centrale. Il governo tedesco punta ad aumentare il personale attivo da 182mila a 260mila unità entro il 2035 e a portare i riservisti da 60mila a 200mila. Dopo un confronto interno, è stato adottato un modello volontario che prevede registrazione e valutazione medica dei diciottenni, lasciando la scelta dell’arruolamento su base individuale. Il Boris Pistorius, esponente della SPD, ha collocato questa scelta nel quadro di una preparazione responsabile alle esigenze di sicurezza contemporanee. I sondaggi indicano un consenso pubblico in crescita, con circa il 45 per cento dei cittadini favorevole al rafforzamento della difesa.
In questo percorso si inserisce il consolidamento dell’asse Germania–Israele sul piano tecnologico e industriale. A dicembre il Bundestag ha approvato un ulteriore investimento di 3 miliardi di euro per rafforzare l’acquisizione di intercettori ad alta quota prodotti dalla Israel Aerospace Industries. La scelta conferma il ruolo di questo sistema come perno della difesa antiaerea d’alta quota tedesca e come componente chiave della European Sky Shield Initiative, l’architettura continentale per la protezione dello spazio aereo europeo.

Per Berlino si tratta di una capacità già validata operativamente, inserita in uno schema stratificato che integra sensori e intercettori a diverse quote. L’investimento rientra in un più ampio pacchetto di programmi di difesa approvati dal parlamento, che nel solo 2025 raggiungono valori complessivi nell’ordine delle decine di miliardi di euro. La cooperazione con Israele è stata ribadita anche sul piano politico durante recenti incontri tra Merz e il Primo Ministro Benjamin Netanyahu, nei quali è stato sottolineato il contributo della tecnologia israeliana alla sicurezza europea.
Nel quadro politico interno, il dibattito sul riarmo prosegue in modo istituzionale, con attenzione alla tutela delle istituzioni democratiche e alla sicurezza delle infrastrutture. In questo contesto, la crescita di forze di opposizione come Alternative für Deutschland è oggetto di monitoraggio da parte delle autorità competenti, anche alla luce di precedenti episodi che hanno coinvolto ambienti estremisti, tra cui il movimento Reichsbürger. Nel suo insieme, il riarmo tedesco si configura così come un processo strutturato e multilivello, che combina investimenti, cooperazione internazionale e attenzione al quadro istituzionale europeo.

Parata militare a Vilnius per l'inaugurazione della 45a Brigata Panzer 'Litauen' - Copyright foto Ministero della Difesa lituano
Fonte: https://www.ilpost.it/2025/12/20/riarmo-germania-esercito/
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