Nel suo recente discorso pronunciato il 16 settembre 2026 presso l'Admiralty House in occasione del simposio del Department of Naval Research, il Primo Lord del Mare e Capo di Stato Maggiore della Marina, l'Ammiraglio Sir Gwyn Jenkins, ha tracciato un parallelo netto tra le lezioni storiche della Seconda guerra mondiale e le attuali sfide geostrategiche nel dominio marittimo.
Il fulcro dell'intervento ruota attorno a un concetto chiave: per il Regno Unito la dipendenza dal mare non è un aspetto marginale, bensì esistenziale.
Punti Chiave del Discorso
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L'Atlantico come terreno strategico: Come ottant'anni fa, quando la Battaglia dell'Atlantico rappresentò la campagna più lunga e cruciale del conflitto, la sopravvivenza economica e la sicurezza della Gran Bretagna dipendono dal libero accesso alle rotte marittime, dall'energia, dalle materie commerciali e dai cavi sottomarini che reggono le comunicazioni globali.
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La minaccia russa e il fianco settentrionale: La Russia rappresenta la minaccia principale nel dominio marittimo, operando attivamente nel Mare di Norvegia, nell'Artico e negli approcci settentrionali (il cosiddetto "GIUK Gap"). L'aumento del monitoraggio delle flotte di transito e delle attività nella "zona grigia" richiede un impegno costante, con una media di due navi da guerra della Royal Navy schierate ogni settimana a questo scopo.
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La "Hybrid Navy" e l'innovazione tecnologica: Per difendere un oceano vasto e conteso non è più possibile affidarsi unicamente a piattaforme con equipaggio. La risposta della
Royal Navy è lo sviluppo della Hybrid Navy, un sistema di combattimento integrato che unisce navi tradizionali a scafi autonomi (USV), droni, sensori sottomarini, intelligenza artificiale e reti di dati avanzate.
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Le iniziative chiave dell'Atlantic Series:
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Atlantic Bastion: Una rete difensiva nel Nord Atlantico a protezione del deterrente strategico e delle infrastrutture critiche sottomarine (CNI).
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Atlantic Shield: Sistemi moderni di difesa aerea e missilistica contro droni, minacce ipersoniche e missili balistici.
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Atlantic Strike: Capacità di proiezione di potenza per colpire con maggiore precisione e a distanze maggiori.
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Il ruolo degli Alleati e dei Royal Marines: Nessuna nazione può vincere da sola. L'integrazione all'interno della NATO e la nuova cooperazione tra le "Northern Navies" (rafforzata attraverso il Joint Expeditionary Force) sono indispensabili. Accanto alla flotta, i Royal Marines mantengono un ruolo fondamentale per le operazioni anfibie e la protezione del fianco settentrionale, riprendendo la logica d'interdizione strategica dimostrata fin dalla Seconda guerra mondiale.
Considerazioni Industriali ed Economiche
L'Ammiraglio Jenkins ha inoltre sottolineato come il settore marittimo britannico rappresenti un ecosistema economico del valore di 224 miliardi di sterline, capace di sostenere 1,7 milioni di posti di lavoro attraverso cantieri e poli industriali distribuiti da Clyde e Rosyth fino a Barrow, Birkenhead e Tyne and Wear. La sfida futura impone di accelerare i cicli di approvvigionamento, accogliendo l'innovazione commerciale e tecnologica alla velocità imposta dalla minaccia moderna.
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