Il generale Jacques de Montgros, insediatosi come Capo di Stato Maggiore dell’Esercito francese (Chef d’état-major de l’armée de terre) lIl generale Jacques de Montgros, insediatosi ufficialmente come Capo di Stato Maggiore dell’Esercito francese lo scorso 26 luglio, ha tracciato la rotta per il futuro della forza armata attraverso la pubblicazione del suo primo documento programmatico. Condiviso pubblicamente su X e datato 24 agosto, il testo fissa un obiettivo chiaro e ambizioso: plasmare “un Esercito che sia temuto, orgoglioso e audace”.
La strategia delineata dai vertici militari transalpini si fonda su tre pilastri fondamentali, concepiti per rispondere alle profonde mutazioni del contesto di sicurezza internazionale e alle esigenze di modernizzazione tecnologica.
La priorità più urgente individuata da de Montgros riguarda l’adozione su larga scala di sistemi autonomi e soluzioni basate sull’intelligenza artificiale all’interno delle operazioni terrestri. Il Capo di Stato Maggiore ha tuttavia evidenziato che la digitalizzazione e la transizione tecnologica non devono prescindere dai fattori umani tradizionali che garantiscono la superiorità sul campo, ponendo particolare enfasi sul giudizio critico del comandante e sulla forza della coesione collettiva.

Il secondo grande banco di prova per le forze armate risiede nella capacità di recepire quello che viene definito il “risveglio strategico dell’Europa”, un tema centrale già emerso durante le celebrazioni della festa nazionale del 14 luglio a Parigi. L’esercito deve dimostrare di saper padroneggiare la combinazione di manovra, sorpresa e logoramento, così da assicurare un’azione decisiva nel momento ritenuto più opportuno.
Questa evoluzione dottrinale e operativa trova un sostegno finanziario cruciale nel nuovo quadro normativo: lo scorso 18 agosto, Parigi ha formalmente adottato la legge di programmazione militare rivista, stanziando ulteriori 36 miliardi di euro (circa 42 miliardi di dollari) da destinare alla difesa per il quinquennio 2026-2030. Tali risorse consentiranno di accompagnare il graduale distacco dalle missioni di contro-insurrezione a bassa intensità verso la preparazione a scenari complessi e alla difesa della sovranità europea.
Accanto alle trasformazioni tecnologiche e strategiche, il documento pone l’accento su un ostacolo di lungo periodo rappresentato dalla gestione del fattore umano. Le dinamiche demografiche attuali impongono all’istituzione militare di ripensare le strategie di reclutamento e fidelizzazione del personale, elemento indispensabile per mantenere operative le capacità di combattimento dell’intera forza armata..






