Il campo di battaglia moderno non è più dominato unicamente dalla spessore delle corazze o dalla potenza dei motori. Droni che sorvolano l’area delle operazioni, sistemi di guerra elettronica che degradano le comunicazioni e fitte reti di sensori alimentano i comandanti con una quantità di dati superiore a quella che un singolo operatore può elaborare in tempo reale.
In questo scenario, la collaborazione tra specialisti della mobilità tattica come la britannica Supacat e startup innovative nel campo della realtà mista come la finlandese Distance Technologies dimostra che il prossimo grande salto nei veicoli militari non arriverà da un cannone più grosso, ma da come l’equipaggio riesce a comprendere l’ambiente circostante.
I veicoli tattici leggeri non sono più semplici mezzi di trasporto per truppe ed equipaggiamenti in terreni difficili (come le piattaforme HMT e Jackal di Supacat). Oggi la priorità strategica è trasformarli in veri e propri nodi operativi connessi:
Con l’aumento dei flussi di dati provenienti da droni, sistemi di sorveglianza (ISR) e reti di comando, il vero pericolo per i soldati non è soltanto balistico, ma cognitivo.
Secondo le stime del settore, una percentuale altissima delle perdite nei conflitti futuri è legata a sistemi autonomi e minacce aeree. I conducenti e gli operatori devono monitorare simultaneamente minacce fisiche, aeree, attività elettronica e flussi digitali. Se un operatore è costretto a distogliere continuamente lo sguardo dalla strada per consultare schermi multipli o dispositivi portatili, la frazione di secondo persa può rivelarsi fatale.
Per risolvere il problema del sovraccarico informativo, la partnership tra Supacat e Distance Technologies punta sull’adozione di sistemi di realtà mista senza visori (glasses-free):

Il futuro della guerra multidominio non prevede la sostituzione totale dell’uomo con i robot, ma una cooperazione efficace tra personale altamente addestrato e sistemi senza equipaggio (Human-Machine Teaming). I veicoli leggeri fungeranno da fulcro di questa rete, ma affinché la transizione riesca nei prossimi anni sarà necessario superare tre sfide cruciali:
L’evoluzione della guerra multidominio e la necessità di proteggere i veicoli tattici dalle nuove minacce trovano un riscontro diretto nelle recenti dinamiche geopolitiche e industriali. Con l’autorizzazione di Palazzo Chigi tramite il Golden Power, la società statunitense Nuburu ha acquisito il 70 per cento di Tekne Spa, eccellenza italiana con sede in Abruzzo specializzata in scudi di protezione dai droni e sistemi EMP (impulsi elettromagnetici). Questa operazione, pur vincolata da rigide prescrizioni governative a tutela del know-how e della produzione nazionale, trasforma Tekne nel fulcro di una piattaforma avanzata per la difesa e la sicurezza, dimostrando come la protezione attiva contro i velivoli senza pilota sia ormai un tassello imprescindibile per i futuri scenari operativi terrestri.

Guerra Multidominio: perché i veicoli tattici leggeri devono cambiare pelle






