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ULTIMELa Scelta del Milite Ignoto - Basilica Santa Maria Assunta ad Aquileia, 28 ottobre 2021
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La Scelta del Milite Ignoto - Basilica Santa Maria Assunta ad Aquileia, 28 ottobre 2021

Il 28 ottobre 1921, nella Basilica di Aquileia, Maria Bergamas — madre di un disperso — scelse tra undici salme quella del Milite Ignoto, simbolo di tutti i caduti italiani della Grande Guerra. Trasportata a Roma in treno tra la commozione popolare, la salma fu tumulata il 4 novembre al Vittoriano.

La Scelta del Milite Ignoto - Basilica Santa Maria Assunta ad Aquileia, 28 ottobre 2021
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La Scelta del Milite Ignoto - Basilica Santa Maria Assunta ad Aquileia, 28 ottobre 2021
Redazione Redazione 4 min di lettura 22 Scarica PDF

Il 28 ottobre 1921, nella Basilica di Aquileia, Maria Bergamas — madre di un disperso — scelse tra undici salme quella del Milite Ignoto, simbolo di tutti i caduti italiani della Grande Guerra. Trasportata a Roma in treno tra la commozione popolare, la salma fu tumulata il 4 novembre al Vittoriano.

Ci sono momenti nella storia di una nazione in cui il dolore individuale si fonde con il lutto collettivo, trasformandosi in un simbolo eterno di unità, identità e rispetto.

Uno dei capitoli più intensi e commoventi della storia italiana si consumò il 28 ottobre 1921 all'interno della suggestiva e millenaria Basilica Patriarcale di Santa Maria Assunta ad Aquileia.

Fu in quel luogo sacro che una madre umile e straziata dal dolore compì un gesto destinato a rimanere scolpito per sempre nella coscienza civile del Paese: la scelta del Milite Ignoto, il soldato senza nome destinato a rappresentare tutti i caduti della Prima Guerra Mondiale.

Le Radici Storiche: Il Dopoguerra e la Necessità di Memoria

All'indomani del Primo conflitto mondiale, l'Italia usciva vittoriosa ma profondamente segnata da perdite incalcolabili. Centinaia di migliaia di giovani soldati avevano perso la vita lungo un fronte montuoso e fluviale impervio, esteso dalle vette alpine fino al mare Adriatico.

Per moltissime famiglie il dramma fu duplice: non solo la perdita di un caro, ma anche l'impossibilità di piangerne la salma, rimasta dispersa tra le trincee, le rocce del Carso o inghiottita dalle acque dei fiumi.

Per dare un volto e una degna sepoltura a chi non aveva più un nome, il Parlamento italiano approvò la legge n. 1075 dell'11 agosto 1921, promossa dal Generale Giulio Douhet.

L'obiettivo era solenne: raccogliere i resti mortali di undici soldati italiani non identificabili, recuperati da altrettanti settori cruciali del fronte di guerra — Rovereto, Dolomiti, Altipiani, Monte Grappa, Montello, Basso Piave, Cadore, Gorizia, Basso Isonzo, San Michele del Carso e il tratto dal mare alla testa di ponte di Gorizia — per tumularne uno nel cuore monumentale della Capitale, presso l'Altare della Patria al Vittoriano.
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Una speciale commissione tecnica e militare fu incaricata di ispezionare i campi di battaglia e di riesumare le salme di soldati anonimi che indossavano ancora brandelli dell'uniforme italiana, assicurandosi che fosse assolutamente impossibile risalire alla loro identità.

Le undici bare in legno grezzo, perfettamente identiche per non alterare in alcun modo la scelta, furono trasferite e custodite all'interno della Basilica di Aquileia, disposte in due file solenni davanti all'altare maggiore.

Il Gesto di Maria Bergamas ad Aquileia

La cerimonia della scelta fu concepita per essere profondamente umana, lontana dai protocolli rigidi della politica o dei gradi militari. Il compito di designare il feretro fu affidato a una madre che avesse sacrificato un figlio per la patria senza poterlo mai riavere indietro.

La scelta cadde su Maria Bergamas, originaria di Gradisca d'Isonzo e madre di Antonio Bergamas, un giovane irredentista che aveva scelto di disertare dall'esercito austro-ungarico per arruolarsi volontario tra le file italiane sotto falso nome, caduto in combattimento nel 1916 e il cui corpo non fu mai ritrovato.

Il 28 ottobre 1921, in un silenzio irreale e carico di commozione, Maria Bergamas percorse la navata centrale della Basilica di Aquileia. Giunta davanti alla decima bara, l'emozione prese il sopravvento: la donna si accasciò a terra, appoggiando il capo sul feretro e chiamando il nome del figlio.

Quella bara fu così prescelta per rappresentare tutti i caduti senza nome d'Italia.

Nei giorni successivi, tra il 29 ottobre e il 2 novembre, il feretro prescelto fu collocato su un affusto di cannone e caricato su un treno blindato speciale. Il convoglio percorse la penisola a velocità ridotta, trasformandosi in un imponente pellegrinaggio laico: lungo i binari e in ogni stazione, migliaia di cittadini in ginocchio salutavano il passaggio del figlio d'Italia.
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Il 4 novembre 1921, nel terzo anniversario della vittoria, la salma fu solennemente tumulata all'interno del Vittoriano a Roma.

Un Monito per le Generazioni Future

Le altre dieci salme rimaste anonime ad Aquileia furono sepolte con pari onore nel cimitero militare retrostante la Basilica, dove ancora oggi riposano insieme a Maria Bergamas, la quale espresse il desiderio di essere tumulata accanto a quei giovani soldati.

Oggi, il Milite Ignoto all'Altare della Patria non celebra la retorica della guerra, ma custodisce il valore altissimo della pace, del sacrificio umano e del legame indissolubile tra lo Stato e i suoi cittadini.
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