Con il completamento della fase esecutiva dell’intervento statunitense in Venezuela, l’attenzione internazionale si è progressivamente spostata verso la gestione politica della fase successiva. In tempi rapidi, l’amministrazione statunitense ha presentato gli eventi come parte di un processo strutturato di transizione, destinato a incidere sugli assetti istituzionali ed economici del Paese.
Nel corso di dichiarazioni pubbliche rilasciate a Mar-a-Lago, il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha illustrato i principi guida della transizione, definendola “sotto controllo USA” e collegandola a una prospettiva di rilancio economico. L’enfasi è stata posta sulla stabilizzazione, sulla continuità amministrativa e sulla costruzione di un quadro favorevole alla ripresa, elementi indicati come prioritari nella fase immediatamente successiva all’operazione.
Nel delineare il contesto strategico, il Capo dello Stato Maggiore Congiunto, Generale Dan Caine, ha inquadrato l’azione come espressione della capacità di coordinamento interforze e della proiezione globale degli Stati Uniti. Le sue dichiarazioni hanno sottolineato il valore della preparazione di lungo periodo, della sincronizzazione tra assetti e dell’affidabilità delle strutture di comando e controllo.

In questa lettura, la dimensione militare viene presentata come fattore abilitante della fase politica, assicurando un contesto di sicurezza e prevedibilità nel quale sviluppare il processo di transizione. Il riferimento alla solidità delle forze armate statunitensi si inserisce in una più ampia cornice di deterrenza e stabilità regionale, senza entrare nel dettaglio operativo delle attività svolte.
Sul piano diplomatico, il Segretario di Stato Marco Rubio ha richiamato l’attenzione sulla chiarezza della linea statunitense, evidenziando la volontà di garantire coerenza e continuità nelle scelte politiche della fase di transizione. Le sue dichiarazioni hanno ribadito l’importanza del rispetto delle indicazioni di Washington da parte degli attori coinvolti nel processo.

Parallelamente, il Presidente Trump ha indicato nel settore energetico, e in particolare nel petrolio, uno degli strumenti centrali della ricostruzione economica. L’obiettivo dichiarato è quello di incrementare la capacità produttiva, modernizzare le infrastrutture e creare condizioni favorevoli alla crescita, con benefici destinati alla popolazione venezuelana. Tali interventi verrebbero accompagnati da una supervisione politica e tecnica nella fase iniziale.
Il dialogo con la presidente ad interim Delcy Rodríguez è stato presentato come funzionale alla continuità dello Stato e alla gestione ordinata dell’amministrazione, all’interno di un quadro in cui le decisioni strategiche restano coordinate con gli Stati Uniti.
Nel complesso, emerge un modello di transizione assistita, caratterizzato da indirizzo politico esterno, supporto economico mirato e garanzie di sicurezza, destinato a incidere sugli equilibri regionali e a rappresentare un riferimento per future iniziative di stabilizzazione in contesti analoghi.

Il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump durante una riunione con i principali consiglieri alla Casa Bianca.






