Dopo il sequestro di tre petroliere del Paese sudamericano, l’ultimo, il 20 dicembre, condotto dalle forze speciali, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha confermato pubblicamente che forze statunitensi hanno colpito una struttura in territorio venezuelano, collegata, secondo le sue parole, al traffico di droga via mare. Le dichiarazioni sono state rilasciate durante una conferenza stampa congiunta con il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, tenuta presso il resort di Mar-a-Lago, in Florida.
“C’è stata una grande esplosione nella zona portuaria dove caricano le navi della droga. Abbiamo colpito tutte le imbarcazioni e poi l’area stessa”, ha dichiarato Trump, senza però fornire dettagli operativi né indicare formalmente l’unità responsabile dell’azione.
Secondo quanto riportato dal New York Times, funzionari statunitensi avrebbero confermato che il riferimento riguarderebbe un impianto di lavorazione o smistamento della droga, ma senza fornire ulteriori dettagli ufficiali.
🇺🇸🇻🇪 | AHORA: Trump sobre Venezuela: "Se produjo una gran explosión en la zona del muelle donde cargan los barcos con droga. Atacamos todos los barcos y ahora atacamos el área". pic.twitter.com/gOgstZ5xiH
— Alerta News 24 (@AlertaNews24) December 29, 2025
Al momento, non esistono conferme formali da parte del Pentagono o di altri organismi governativi statunitensi. Tuttavia, alcune fonti locali parlano di esplosioni avvenute in una zona industriale nei pressi di Maracaibo, compatibili con quanto descritto dal presidente americano.
Le autorità venezuelane, come già accaduto in passato, non hanno rilasciato comunicati ufficiali sull’accaduto.
Le dichiarazioni di Trump si inseriscono in un quadro di crescente pressione politica, economica e militare contro il regime di Nicolás Maduro. Negli ultimi mesi, l’amministrazione statunitense ha intensificato le operazioni di contrasto al narcotraffico nel Mar dei Caraibi, sostenendo che:
“Conosciamo ogni rotta, ogni casa, sappiamo dove vivono”, ha dichiarato Trump in merito ai narcotrafficanti, lasciando intendere una possibile estensione delle operazioni anche via terra.
Il presidente statunitense ha ribadito più volte la propria posizione nei confronti di Nicolás Maduro, sul quale pende una taglia da 50 milioni di dollari offerta dagli Stati Uniti.
“Se fosse intelligente, lascerebbe il potere. Se vuole giocare duro, sarà l’ultima volta”, ha dichiarato Trump il 22 dicembre scorso.
Sebbene manchino conferme ufficiali, le parole del presidente americano segnano un ulteriore innalzamento della tensione tra Washington e Caracas. Se confermato, l’attacco rappresenterebbe il primo intervento diretto statunitense sul territorio venezuelano nell’attuale fase della crisi.
Un’azione che, sebbene presentata come parte della guerra al narcotraffico, potrebbe avere conseguenze geopolitiche rilevanti per l’intera regione latinoamericana.

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