La lotta ai droni, soprattutto quelli di piccole e piccolissime dimensioni, rappresenta la sfida principale delle difese aeree delle forze armate odierne. I conflitti in Ucraina e in Medio Oriente hanno dimostrato come questi assetti costituiscano una minaccia concreta per infrastrutture, forze terrestri, unità navali e perfino per gli stessi sistemi di difesa aerea tradizionali. Avere la possibilità di effettuare quella che in gergo si chiama C-UAS (Counter – Unmanned Air System) in modo efficace è una priorità assoluta per le truppe sul campo. Il principio cardine è l’elevata mobilità unita a un’efficacia tale da ridurre drasticamente o eliminare la minaccia di piccoli droni e loitering munitions (munizioni circuitanti).
Per rispondere a questa esigenza, i Marines degli Stati Uniti hanno selezionato la postazione d’arma autonoma “Bullfrog” di Allen Control Systems. Il sistema è stato scelto nell’ambito del programma di difesa aerea terrestre (Ground Based Air Defense) per essere integrato nel L-MADIS (Light Marine Air Defense Integrated System), la piattaforma anti-drone più versatile attualmente in servizio nel Corpo.
La torretta “Bullfrog” non è una nuova arma in senso stretto, ma un sistema robotizzato di puntamento che trasforma un’arma da fuoco già esistente in un dispositivo autonomo, capace di rilevare, tracciare e ingaggiare un bersaglio con un intervento umano ridotto al minimo rispetto a un tiro manuale.
Il sistema pesa circa 136 chilogrammi (senza munizioni), spara colpi standard NATO da 7,62 x 51 millimetri a una cadenza massima di 850 colpi al minuto e si avvale di una suite di sensori completamente passiva. Questo significa che individua i bersagli utilizzando telecamere ed elaborazione dati avanzata, senza emettere radar o segnali radio che potrebbero tradire la posizione dell’arma sul campo di battaglia.

L’L-MADIS è composto da due veicoli fuoristrada Polaris MRZR operanti in tandem: uno funge da centro di comando, mentre l’altro trasporta una suite di guerra elettronica per disturbare e neutralizzare i droni ostili. La torretta “Bullfrog” si integrerà in questa architettura tramite un accordo prototipale del Pentagono (Other Transaction Agreement), una formula contrattuale flessibile pensata per accelerare il passaggio delle tecnologie dalla fase dimostrativa all’impiego operativo.
Il valore iniziale del contratto con i Marines si aggira sui 6,2 milioni di dollari, a fronte di un programma complessivo di difesa aerea terrestre che stanzia circa 1,27 miliardi di dollari nel bilancio per l’anno fiscale 2027. L’Esercito e la Marina degli Stati Uniti hanno già testato e validato il sistema attraverso la Joint Interagency Task Force 401, e l’azienda ha inoltre avviato contratti di esportazione con Corea del Sud, Emirati Arabi Uniti e un memorandum d’intesa con la Romania per la coproduzione locale.
Il “Bullfrog” è disponibile in diverse configurazioni che possono montare vari armamenti (dalla mitragliatrice pesante M2, al cannone automatico M230, fino alla mitragliatrice rotante M134 in stile Gatling) per adattarsi a bersagli differenti, dai piccoli quadricotteri commerciali ai droni ad ala fissa fino a 599 kg, con una gittata utile fino a 1.500 metri.
Uno degli obiettivi principali del sistema è riequilibrare il brutale squilibrio economico emerso nei conflitti recenti: l’impiego di costosi intercettori missilistici (da centinaia di migliaia o milioni di dollari) per abbattere droni dal costo irrisorio.
I Marines hanno abbinato il “Bullfrog” a un effettore non cinetico (la componente di guerra elettronica installata sul veicolo gemello). Questa soluzione “cinetico-non cinetico” è considerata la strategia ideale per neutralizzare gli attacchi a sciame dei piccoli droni. Un sistema cinetico tradizionale da solo potrebbe non garantire un rateo di successo sufficiente contro attacchi massicci, ma l’abbinamento con la disturbo elettromagnetico o con armi ad energia diretta permette di massimizzare l’efficacia difensiva, mantenendo al contempo la compattezza e la mobilità indispensabili per il rapido rischieramento sul campo.






