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Di seguito un’analisi del contenuto del PDF “2026 National Defense Strategy (NDS)” e dei principali impatti su Italia ed Europa, con una chiusura sulle prospettive (lettura e possibili reazioni) di Russia e Cina.
La NDS imposta una gerarchia molto netta di priorità:
Difesa del territorio USA e dell’emisfero occidentale (bordi, anti-narco-terrorismo, “key terrain” come Panama/Greenland, difesa aerea-missilistica “Golden Dome”, cyber, deterrenza nucleare).
Cina come “sfida principale”: deterrenza “by denial” nell’Indo-Pacifico lungo la First Island Chain, con più canali di comunicazione militare per stabilità e de-escalation, ma posture e capacità orientate a rendere fallimentare ogni aggressione.
Burden-sharing: gli alleati devono assumere responsabilità primaria nei teatri “meno gravi per gli USA ma più gravi per loro”, con supporto USA “critico ma più limitato”.
Rafforzare la base industriale della difesa (DIB) USA, ma anche “leveraging allied and partner production” e cooperazione industriale come leva per accelerare riarmo e prontezza degli alleati.
Questa architettura porta a un messaggio centrale per l’Europa: gli USA restano nella NATO, ma prioritizzano Indo-Pacifico e homeland, e chiedono all’Europa di farsi carico della difesa convenzionale del continente.
Impatti sull’Europa (NATO e UE)
A. Pressione politica e finanziaria: “nuovo standard” di spesa
La NDS richiama l’impegno a un target complessivo del 5% del PIL (3,5% “core military” + 1,5% “security-related”). Anche senza entrare nel merito della realizzabilità, l’effetto è chiaro: la discussione europea si sposta da ‘quanto aumentare’ a ‘quanto velocemente e con quali capacità’.
Implicazione UE/NATO: rischio di frizioni intra-europee (paesi con margini fiscali diversi) ma anche accelerazione di:
piani di prontezza, munizionamento, difesa aerea/missilistica e resilienza (cyber, infrastrutture critiche);
standardizzazione e procurement con più enfasi su “capabilities that matter now”.
B. Più responsabilità europea su Russia e Ucraina
Il documento definisce la Russia “persistent but manageable threat” per i membri orientali NATO e sostiene che l’Europa “dwarfs” la Russia per capacità economica e potenziale militare latente (grafico: PIL non-USA NATO vs Russia). Da qui la conseguenza: sostegno all’Ucraina e deterrenza convenzionale in Europa come “responsabilità europea” con supporto USA più limitato.
Implicazione: incentivo forte verso una “Europeanisation” della postura sul fronte est (forze, scorte, logistica, C2, difesa aerea, ISR), per ridurre il rischio che un riallineamento di assetti USA verso l’Indo-Pacifico lasci scoperture.
C. Industria della difesa e barriere commerciali
La NDS insiste su:
mobilitazione industriale USA,
ma anche cooperazione industriale transatlantica e riduzione di barriere nel trade difesa per massimizzare produzione e prontezza collettiva.
Implicazione UE: doppio binario:
opportunità di co-produzione e supply chain transatlantiche;
tensione con le agende UE di “autonomia industriale”/preferenza europea: il testo spinge a una logica “output-first” (munizioni, sistemi, tempi) più che “origine europea”.
Anduril rivoluziona la difesa aerea: via alla produzione in serie del drone intercettore Roadrunner – DIFESANEWS.COM – Notizie difesa, sicurezza e geopolitica
D. NATO: cooperazione “premiante” e condizionalità
La strategia dichiara di voler privilegiare i “model allies” (spesa e contributi visibili) con incentivi come arms sales, collaborazione industriale e intelligence-sharing. Implicazione: l’accesso a programmi/tecnologie/accordi può diventare più “performance-based”, aumentando la competizione intra-alleata.
Impatti specifici sull’Italia
1) Spesa e capacità: non solo “più”, ma “diverso”
Se il benchmark politico si alza (5% complessivo), l’Italia rischia di essere sotto pressione su:
prontezza e scorte (munizionamento, ricambi, sostenibilità);
difesa aerea/missilistica e anti-drone (coerente con l’enfasi NDS su difesa da attacchi aerei/missilistici e UAS).
Effetto pratico: anche senza raggiungere subito quel livello, conterà dimostrare “credible trajectory” e contributi misurabili (forze pronte, deployable, munizioni, C2).
2) Ruolo in Europa: “focus su Europa” e postura sul fianco est
La NDS dice esplicitamente agli europei che risorse ed energie “are best focused on Europe”. Per l’Italia questo implica:
più domanda di contributi alle missioni di deterrenza/difesa in Europa (in particolare est e nord-est), oltre alle tradizionali priorità del fianco sud.
3) Industria: opportunità (e vincoli) per la base industriale italiana
Dato l’accento su “supercharge DIB” e su “leveraging allied production”, l’Italia può:
entrare in programmi di co-produzione, manutenzione, supply chain e munizionamento per accorciare tempi e aumentare volumi; ma deve gestire:
requisiti di sicurezza supply chain e possibili “preferenze” USA per re-shoring (la NDS è esplicitamente re-industrializzante).
4) Piano politico-diplomatico: equilibrio tra NATO e “strategic autonomy” UE
La NDS spinge verso una NATO più “transazionale” (accountability e burden-sharing). Per l’Italia, che spesso punta a mediazione e coesione, l’impatto è:
maggiore necessità di allineare narrativa + risultati (spesa, readiness, contributi) per preservare influenza e accesso a cooperazioni sensibili.
America verso il Pacifico, Europa alla prova: USA National Defense Strategy
Prospettiva Russia: come può leggere la NDS e cosa può provare a fare
La NDS sostiene che Mosca non può puntare all’egemonia europea e che l’Europa ha risorse superiori; quindi gli USA possono calibrare la postura in Europa per dare priorità a homeland e Cina.
Come potrebbe reagire la Russia (lettura plausibile):
Testare la coesione europea: se la responsabilità passa all’Europa, Mosca potrebbe cercare segnali di esitazione politica/bilancio, usando pressione informativa, cyber e “gray zone” (il documento cita esplicitamente capacità russe anche cyber/space/undersea e nucleare).
Scommettere sui tempi: l’Europa può “dwarfare” la Russia in potenziale, ma la conversione in capacità militari pronte richiede tempo; la Russia potrebbe puntare su finestre di opportunità prima che gli investimenti europei maturino.
Enfatizzare il nucleare come leva: la NDS richiama la modernizzazione del più grande arsenale nucleare russo; questo suggerisce che la deterrenza/ricatto nucleare resti un vettore centrale per Mosca.
Prospettiva Cina: come può leggere la NDS e cosa può provare a fare
La Cina è descritta come potenza in crescita e obiettivo prioritario; la NDS parla di:
comunicazioni più ampie con il PLA per stabilità e de-escalation,
ma soprattutto costruzione di una “strong denial defense” lungo la First Island Chain per impedire la dominazione regionale.
Come potrebbe reagire la Cina (lettura plausibile):
Accelerare contromisure A2/AD e capacità di saturazione (missili, sensori, EW, cyber) per erodere l’efficacia di una deterrenza “by denial”. La NDS stessa enfatizza la scala/qualità del buildup cinese.
Diplomazia per dividere gli alleati: la strategia USA vuole “urge and enable key regional allies” a fare di più; Pechino potrebbe puntare a dissuaderli tramite pressioni economiche e narrative anti-contenimento.
Corteggiamento dell’Europa: se l’Europa è spinta a “focalizzarsi su Europa” e gli USA si concentrano sull’Indo-Pacifico, Pechino potrebbe cercare più spazio economico-politico nel continente europeo (non perché la NDS lo favorisca, ma perché l’assetto di priorità potrebbe creare margini negoziali).
La NDS costruisce un paradigma: USA = homeland + Cina, mentre Europa = responsabilità primaria su Russia/Ucraina, con una NATO più condizionata a risultati (spesa/capacità). Per l’Italia ciò significa pressione su spesa e prontezza, maggiore domanda di contributi in Europa e una finestra di opportunità industriale dentro supply chain e co-produzioni, ma dentro un quadro più competitivo e “performance-based”.
America verso il Pacifico, Europa alla prova: USA National Defense Strategy
Al secolo Alessandro Generotti, C.le magg. Paracadutista in congedo. Brevetto Paracadutista Militare nº 192806. 186º RGT Par. Folgore/5º BTG. Par. El Alamein/XIII Cp. Par. Condor.
Fondatore e amministratore del sito web BRIGATAFOLGORE.NET e DIFESANEWS.COM. Blogger e informatico di professione
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