Dalle armi fornite per resistere all’invasione alla guerra come immenso laboratorio a cielo aperto per le tecnologie del domani. Il passo è breve, e a compierlo sono i nuovi “signori” della tecnologia e dell’Intelligenza Artificiale, capaci di fiutare nel conflitto ucraino non solo una tragedia umanitaria e geopolitica, ma un’incredibile opportunità per ridefinire il business della difesa globale.
L’emblema di questa nuova era è l’asse stretto tra Alex Karp, capo di Palantir (colosso simbolo della commistione tra Silicon Valley, intelligence e apparati militari), e Mykhailo Fedorov, ex ministro della Difesa di Kyiv. Karp è diventato il principale investitore della nuova startup tecnologica fondata da Fedorov, focalizzata sullo sviluppo di armi intelligenti e droni. L’obiettivo dichiarato non è soltanto supportare la resistenza sul campo, ma compire il grande salto: passare dal fronte al mercato.
La guerra in Ucraina ha agito come un acceleratore formidabile di innovazione militare. Sotto la pressione quotidiana del conflitto, l’ingegno si è dovuto adattare rapidamente, producendo:
Per i magnati dell’AI e del software come Karp, queste non sono semplici soluzioni di sopravvivenza, ma un vero e proprio capitale tecnologico. Sfruttando software capaci di raccogliere, integrare ed elaborare enormi quantità di dati in tempo reale, i giganti della tecnologia possono fare cose impensabili fino a pochi anni fa: trasformare un’esigenza tattica in brevetti, filiere industriali e prodotti esportabili in tutto il mondo.
Questa rete di intelligenze e capitali non rimane confinata tra l’Ucraina e la Silicon Valley. Il nome di Fedorov ha un peso strategico anche per l’Italia, a seguito dell’incontro con il ministro della Difesa Guido Crosetto, che lo ha nominato consulente (advisor) per l’innovazione sui temi dei droni, dei sistemi senza pilota e della difesa aerea. Una mossa che ha scatenato reazioni durissime da parte di Mosca – con la portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, che ha definito la nomina una “favola satirica di Gianni Rodari” – ma che evidenzia la centralità del nostro Paese in questo crocevia strategico.
Da un lato, l’Italia intercetta l’esperienza di chi ha dovuto innovare sotto attacco; dall’altro, attrae la cultura industriale, i capitali e le reti dell’ecosistema tecnologico americano.
La saldatura tra i magnati dell’alta tecnologia e gli apparati di difesa segna una svolta epocale. La guerra diventa un incubatore d’impresa e i signori dell’AI si ergono a nuovi architetti della sicurezza globale, dimostrando che la tecnologia avanzata può – nel bene o nel male – fare cose incredibili, ridefinendo per sempre i confini tra innovazione civile, intelligenza artificiale e strategia militare.

Mr. Palantir e Fedorov: i nuovi padroni del campo di battaglia - l'AI trasforma la guerra in un'industria globale






