L’epopea dimenticata della X MAS: quando i motosiluranti italiani cacciavano i sovietici sui laghi del nord

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Nel corso della Seconda guerra mondiale, la Regia Marina italiana fu protagonista di un’impresa logistica e militare straordinaria e insolita: l’invio di quattro MAS (Motoscafi Armati Siluranti) della 12ª Squadriglia sul fronte orientale, nelle gelide e remote acque del lago Ladoga, per interrompere i rifornimenti sovietici diretti alla città assediata di Leningrado.

Sintesi dell’Operazione

  • Periodo: Primavera – Autunno 1942.
  • Comandante: Capitano di corvetta Giuseppe Bianchini.
  • Forze impiegate: 4 MAS della classe 500 (MAS 526, 527, 528 e 529) e 99 uomini tra ufficiali, sottufficiali e marinai.
  • Obiettivo strategico: Interrompere la principale linea di approvvigionamento della flotta lacustre sovietica che riforniva Leningrado (la “Strada della Vita”), affiancando le forze tedesche e finlandesi nel “Distaccamento navale internazionale K”.

Un’Impresa Logistica Senza Precedenti

Trasferire scafi da 17 metri dal Mar Ligure al cuore della Russia rappresentò una delle sfide logistiche più complesse del conflitto.

  • Il viaggio: Partiti da La Spezia il 25 maggio 1942, i motoscafi furono caricati su pianali ferroviari, trainati attraverso il Brennero fino a Innsbruck, trasportati a Stettino, imbarcati sul piroscafo tedesco Thielbeck e movimentati lungo canali e strade terrestri.
  • La destinazione: Dopo ventisei giorni e tremila chilometri percorsi, i MAS raggiunsero le rive di Lahdenpohja, sulle sponde del lago Ladoga, pronti a operare in un teatro operativo completamente sconosciuto, caratterizzato da nebbie fitte, scarsa visibilità e condizioni ambientali estreme.

Le Operazioni e le Difficoltà Operative

Integrati nel Distaccamento K, i MAS italiani compirono un totale di 37 missioni, scontrandosi con la flotta sovietica composta da cannoniere, dragamine e battelli da trasporto.

  • Il primo successo: Il 15 agosto 1942, i MAS 527 e 528 intercettarono le unità nemiche, affondando con un siluro la cannoniera sovietica Bira (900 tonnellate).
  • I limiti strutturali: Le acque estremamente basse e il ridotto pescaggio delle imbarcazioni sovietiche ridussero drasticamente l’efficacia dei siluri italiani. I MAS furono spesso costretti a impiegare le mitragliere e a operare come cannoniere veloci, un ruolo non previsto che li esponeva a forti rischi a causa del carburante altamente infiammabile.
  • L’epilogo: Con l’arrivo dell’inverno e il congelamento del lago Ladoga, le operazioni navali divennero impossibili. Il 29 ottobre 1942 la squadriglia fu ritirata. Tra il giugno del 1943 la 12ª Squadriglia MAS venne definitivamente sciolta e i mezzi ceduti alla Marina finlandese, che li mantenne operativi fino al 1961.

L'epopea dimenticata della X MAS: quando i motosiluranti italiani cacciavano i sovietici sui laghi del nord

Fonte: I MAS italiani sul lago Ladoga: una battaglia dimenticata al largo di Leningrado - il Giornale https://share.google/oosSnreT9eNiTuGxu

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Al secolo Alessandro Generotti, C.le magg. Paracadutista in congedo. Brevetto Paracadutista Militare nº 192806. 186º RGT Par. Folgore/5º BTG. Par. El Alamein/XIII Cp. Par. Condor. Fondatore e amministratore del sito web BRIGATAFOLGORE.NET e DIFESANEWS.COM. Blogger e informatico di professione

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