Ucraina – Mykhailo Drapaty, il nuovo Comandante delle Forze Armate: dalla Prima Linea alla Guerra dei Droni

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Al quinto anno di un conflitto segnato dall’impiego massiccio della tecnologia e dalla pressione costante al fronte, la leadership delle forze armate ucraine volta pagina con una scelta che profuma di trincea. La nomina del quarantatreenne generale dei paracadutisti Mykhailo Drapaty a capo dell’esercito — formalizzata a Palazzo Mariinskij — porta al vertice un comandante che la guerra non l’ha studiata soltanto sui tavoli di simulazione, ma l’ha vissuta metro per metro, conoscendo dal vivo il valore inestimabile di ogni singolo uomo sul terreno.

La priorità operativa: la «dronizzazione» per tutelare i soldati

Chiamato a raccogliere il testimone in un momento di forte transizione, Drapaty ha impresso da subito una direzione inequivocabile alle proprie priorità strategiche: accelerare in modo radicale la «dronizzazione» della difesa e riformare la catena di comando. Per un ufficiale cresciuto tra le linee di fuoco più aspre, l’implementazione tecnologica non rappresenta soltanto una risposta tattica alle offensive nemiche, ma lo strumento fondamentale per ridurre il rischio umano, salvaguardare la vita dei soldati ed evitare stillicidi evitabili nelle sacche di resistenza.

Il suo percorso operativo parla chiaro. Dalla spallata decisiva per la liberazione di Kherson alle linee roventi di Kharkiv, passando per i combattimenti nei settori complessi di Avdiivka e Bakhmut fino alla difesa di Kryvyi Rih, il nuovo capo militare si è costruito una solida reputazione da leader di prima linea. Un ufficiale abituato a gestire emergenze estreme e a proteggere i reparti accerchiati, consapevole che ogni decisione presa ai alti vertici si ripercuote direttamente su chi combatte col fango alla gola.

Un profilo tra pragmatismo, autocritica e rispetto per la truppa

A contraddistinguere il nuovo generalissimo è anche una rara spiccata propensione all’autocritica e al senso di responsabilità, del tutto aliena dalle retoriche di facciata. Un tratto etico ed umano emerso con forza quando, in passato, scelse di fare un passo indietro assumendosi in prima persona la responsabilità di un tragico attacco missilistico che aveva colpito dei cadetti. Fedele al principio per cui tacere sui problemi strutturali significa pagare un prezzo altissimo in vite umane, Drapaty impone una linea di assoluta trasparenza e vicinanza alla truppa.

Le radici di un’icona: da Mariupol alla leggenda della resistenza

Per comprendere appieno lo spessore di questo comandante, tuttavia, bisogna risalire alle origini del conflitto, all’alba del Donbass nel maggio del 2014. All’epoca giovane maggiore responsabile della 72sima Brigata, si trovò a gestire l’emergenza disperata di un gruppo di agenti di polizia assediati in una caserma a Mariupol, con le strade sbarcate da civili e barricate.

Fu in quel frangente che, per sbloccare l’impasse e salvare i suoi uomini senza attendere ordini impossibili, ordinò al blindato di forzare il blocco tra pneumatici e cavalli di frisia, aprendo un varco decisivo. Un gesto d’impulso e di estremo coraggio protettivo che lo consegnò per sempre alla memoria collettiva e all’iconografia della resistenza ucraina, consacrandolo ben prima di oggi come un ufficiale che, prima dei ranghi, ha sempre messo la salvezza dei propri uomini.

Il generale Mykhailo Drapaty al vertice delle forze armate ucraine: la sfida della dronizzazione nel quinto anno di guerra
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Al secolo Alessandro Generotti, C.le magg. Paracadutista in congedo. Brevetto Paracadutista Militare nº 192806. 186º RGT Par. Folgore/5º BTG. Par. El Alamein/XIII Cp. Par. Condor. Fondatore e amministratore del sito web BRIGATAFOLGORE.NET e DIFESANEWS.COM. Blogger e informatico di professione

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