
La Marina Tedesca scommette sull'undersea warfare low-cost: acquistato il LUUV Speartooth australiano
Un nuovo, significativo capitolo nello sviluppo dei sistemi d’arma subacquei autonomi si apre in Europa. C2 Robotics, azienda australiana pioniera nel settore dei sistemi uncrewed, ha annunciato – in collaborazione con il partner europeo Eurobotics GmbH – la vendita del veicolo sottomarino senza equipaggio di grandi dimensioni (LUUV – Large Uncrewed Undersea Vehicle) Speartooth alla Marina della Repubblica Federale Tedesca (Deutsche Marine).
L’annuncio ufficiale è stato supportato a Melbourne dal Ministro per l’Industria della Difesa australiano, Pat Conroy, a testimonianza del valore strategico che questa piattaforma sta assumendo non solo per l’Australia (già inserita ufficialmente nella 2026 National Defence Strategy di Canberra), ma per l’intera rete alleata. Proprio nel maggio 2026, infatti, i primi esemplari sono stati consegnati anche alla US Navy per attività di sperimentazione operativa.
Il concetto operativo alla base dello Speartooth si discosta radicalmente dai tradizionali UUV militari ad altissimo costo. C2 Robotics ha progettato questo vettore per generare una vera e propria “massa di forze” nel dominio subacqueo a costi estremamente contenuti, rendendolo di fatto attritable (spendibile in ambienti ad alto rischio).
Costruito facendo ampio ricorso a componenti commerciali (COTS) per blindare la catena di approvvigionamento anche in tempi di crisi, lo Speartooth è ottimizzato per missioni di:
La particolarità multifunzionale: Lo Speartooth è dotato di portelli superiori progettati per il lancio verticale di droni aerei (UAV) da ricognizione o munizioni circuitanti (kamikaze) mentre il mezzo si trova a quota periscopica, agendo come una vera e propria “portaerei tascabile” sottomarina.
L’architettura dello Speartooth è nativamente modulare, consentendo una rapida riconfigurazione del carico utile (payload agnostic) in base alle esigenze degli operatori.
| Parametro | Specifica Tecnica |
| Dimensioni | Lunghezza base di 8 metri (estendibile a 12 metri con moduli aggiuntivi); Larghezza: 1 metro. |
| Dislocamento | Circa 2.000 kg nella configurazione di base a vuoto. |
| Propulsione | Sistema ibrido diesel-elettrico con pacco batterie agli ioni di litio da 40 kWh. |
| Prestazioni | Velocità di crociera: 4 nodi (max 6 nodi); Autonomia: fino a 2.000 chilometri. |
| Logistica | Progettato per essere stivato, trasportato e lanciato direttamente da container standard ISO, riducendo al minimo l’impronta logistica e i requisiti infrastruttural |
Per sopravvivere e operare in ambienti A2/AD (interdizione d’accesso), lo Speartooth non dipende dal segnale GPS. Utilizza sistemi di navigazione inerziale ad altissima precisione che gli permettono di viaggiare occultato per migliaia di chilometri.
Inoltre, integra il sistema multifrequenza Blue Seeker di Thales, una tecnologia avanzata che rileva e classifica le fonti di rumore circostanti, fungendo sia da suite anticollisione che da sensore acustico passivo. Per le comunicazioni e la raccolta dati visivi, il mezzo impiega un periscopio digitale a scomparsa (ottico e antenna). Lo Speartooth ha inoltre la capacità di effettuare il cosiddetto seabed resting: può posarsi sul fondale marino in modalità stealth, rimanendo in stand-by per lunghi periodi in attesa di attivarsi per la missione.
L’acquisto da parte di Berlino evidenzia la pressante necessità delle marine della NATO di proteggere i fondali e i corridoi marittimi europei (in particolare nel Mar Baltico e nel Mare del Nord) da minacce ibride. Integrandosi perfettamente con i piani europei di sorveglianza autonoma, lo Speartooth fornirà alla Marina Tedesca una capacità di negazione del mare (sea denial) scalabile, liberando le unità con equipaggio da compiti di pattugliamento routinari ad alto rischio.

La Marina Tedesca scommette sull'undersea warfare low-cost: acquistato il LUUV Speartooth australiano






