Si è conclusa presso l’area addestrativa di Carpegna l’esercitazione “Nimbus 2026”, attività specialistica dedicata ai nuclei tiratori scelti dell’Esercito Italiano e organizzata dalla Brigata Paracadutisti “Folgore”. Per due settimane dodici team provenienti da differenti unità della Forza Armata hanno affrontato un intenso programma addestrativo basato su tiro operativo, osservazione avanzata, coordinamento tattico e gestione di scenari realistici.
L’attività si inserisce nel più ampio percorso di ammodernamento e aggiornamento operativo avviato dall’Esercito Italiano negli ultimi anni, con particolare attenzione alle capacità della fanteria e delle unità specialistiche. In un contesto internazionale caratterizzato da conflitti ad alta intensità, guerra urbana e crescente utilizzo di tecnologie avanzate, la preparazione dei tiratori scelti assume infatti un ruolo sempre più centrale.
Durante “Nimbus 2026” i nuclei specialistici si sono confrontati in prove di tiro a corta e lunga distanza, esercizi di osservazione, tiro discriminato e attività dedicate al coordinamento tra tiratore e spotter. Competenze che rappresentano il cuore operativo di questi assetti, chiamati a operare in contesti dove precisione, rapidità decisionale e controllo emotivo possono risultare determinanti.
Le attività si sono svolte in ambientazioni realistiche, progettate per riprodurre condizioni operative moderne e livelli di difficoltà progressivi. Fondamentale l’impiego di sistemi di simulazione e bersagli interattivi abbattibili di tipo Pro-P-Up, strumenti che consentono di aumentare il realismo addestrativo e migliorare tempi di reazione e capacità di ingaggio selettivo.
Negli scenari contemporanei, il ruolo del tiratore scelto non si limita più al solo fuoco di precisione. Questi operatori sono oggi impiegati anche per osservazione avanzata, raccolta informazioni, sorveglianza tattica e supporto alle unità sul terreno. I recenti conflitti internazionali hanno evidenziato come la capacità di individuare rapidamente obiettivi e operare in ambienti complessi rappresenti una componente decisiva nelle operazioni terrestri.
L’esercitazione ha confermato il ruolo della Brigata Paracadutisti “Folgore” quale punto di riferimento nell’addestramento specialistico dell’Esercito Italiano. La grande esperienza maturata dalla Brigata nel settore delle operazioni ad alta intensità consente infatti di mantenere elevati standard professionali e una costante interoperabilità tra i reparti della Forza Armata.
Uno degli aspetti più significativi della “Nimbus 2026” è stato il confronto diretto tra operatori provenienti da differenti unità dell’Esercito. La condivisione di procedure, esperienze operative e metodologie addestrative ha contribuito a rafforzare quella che viene definita una vera e propria comunità professionale di settore.

Nel campo dei tiratori scelti, l’esperienza maturata sul terreno rappresenta un patrimonio di enorme valore. Lo scambio continuo di competenze permette infatti di uniformare procedure operative, migliorare l’efficacia delle squadre e adattarsi più rapidamente alle esigenze imposte dai moderni teatri operativi.
Negli ultimi anni le Forze Armate NATO hanno incrementato gli investimenti nella preparazione specialistica della fanteria e dei team sniper, alla luce delle lezioni emerse dai conflitti in Europa orientale e Medio Oriente. Il combattimento moderno richiede infatti operatori capaci di muoversi in scenari dinamici, caratterizzati da minacce ibride, droni, guerra elettronica e combattimenti ravvicinati in aree urbanizzate.
In questo contesto, esercitazioni come “Nimbus 2026” assumono un’importanza strategica perché consentono di sviluppare non soltanto le capacità tecniche, ma anche la preparazione mentale degli operatori. Resistenza allo stress, lucidità decisionale e capacità di cooperazione restano infatti elementi essenziali per affrontare situazioni operative complesse.
Tra i momenti più importanti dell’esercitazione vi è stato il workshop dedicato al nuovo sistema d’arma Beretta NARP (New Assault Rifle Platform), condotto grazie alla partecipazione degli istruttori della Scuola di Fanteria di Cesano di Roma.
Il programma NARP rappresenta uno dei principali progetti di modernizzazione dell’armamento individuale dell’Esercito Italiano. Sviluppato da Beretta in collaborazione con il Comando delle Forze Speciali dell’Esercito (COMFOSE), il nuovo sistema è stato progettato per garantire maggiore modularità, ergonomia, affidabilità e adattabilità ai differenti scenari operativi.
Secondo le informazioni emerse negli ultimi mesi, la distribuzione del nuovo fucile sarebbe già iniziata gradualmente presso alcuni reparti operativi e forze speciali, nell’ambito del processo di sostituzione progressiva del Beretta ARX160. Il sistema NARP è stato sviluppato anche sulla base delle esperienze maturate nei recenti conflitti, dove si è evidenziata l’esigenza di armi più leggere, modulari e adatte al combattimento urbano.

Le caratteristiche tecniche del nuovo sistema prevedono configurazioni differenti, possibilità di impiego multi-calibro e soluzioni dedicate alla riduzione della firma sonora e termica dell’operatore. Elementi che rispondono alle esigenze di sopravvivenza e flessibilità richieste dal moderno campo di battaglia.
“Nimbus 2026” ha così rappresentato molto più di una semplice esercitazione addestrativa: è stata la dimostrazione concreta della volontà dell’Esercito Italiano di continuare a investire su professionalità, innovazione tecnologica e preparazione specialistica, mantenendo elevati standard operativi in un contesto strategico sempre più complesso e dinamico.

Nimbus 2026, Operatore con controller per sagome di tipo Prop-Up. Fonte Esercito Italiano.
Fonte: https://www.esercito.difesa.it/comunicazione/esercito-tiratori-scelti-in-addestramento/187641.html
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