A poco più di dieci giorni dal rischieramento operativo degli F-35B del 32° Stormo di Amendola presso il Distaccamento Aeroportuale di Pantelleria, l’attività dell’Aeronautica Militare italiana assume un interesse ancora maggiore alla luce dell’evoluzione del contesto internazionale e delle recenti dinamiche che interessano il Mediterraneo.
Tra il 20 e il 24 aprile 2026 due velivoli F-35B sono stati rischierati sull’isola nell’ambito di un’attività pianificata dal Comando Squadra Aerea – 1ª Regione Aerea di Milano. L’operazione ha rappresentato un importante passaggio nello sviluppo della capacità expeditionary della Forza Armata e nell’applicazione del concetto NATO Agile Combat Employment (ACE), orientato a garantire flessibilità e continuità operativa attraverso l’impiego di basi avanzate e infrastrutture distribuite.
L’elemento più significativo dell’attività è stato il deployment dell’intero comparto logistico e manutentivo a supporto del sistema F-35B. Non si è trattato quindi soltanto di un’attività di transito o di rifornimento rapido, ma di un rischieramento strutturato che ha coinvolto personale specializzato, sistemi di supporto e capacità manutentive.
La posizione geografica di Pantelleria continua a renderla un punto di riferimento strategico nel Mediterraneo centrale. Negli ultimi mesi l’attenzione verso quest’area è aumentata in relazione alla sicurezza marittima, alla tutela delle rotte commerciali e alla crescente attività internazionale nel bacino mediterraneo.
In questo contesto il rischieramento degli F-35B ha consentito di verificare la capacità di operare da una base avanzata come quella pantesca, sfruttando le caratteristiche STOVL (Short Take-Off and Vertical Landing) del velivolo di quinta generazione, progettato per operare anche in infrastrutture con spazi operativi limitati.
L’attività si inserisce inoltre in un percorso di addestramento e sviluppo capacitivo che coinvolge diverse aeronautiche dell’Alleanza Atlantica, con particolare attenzione alla mobilità degli assetti e alla continuità operativa in differenti contesti geografici.
Uno degli aspetti più rilevanti dell’operazione ha riguardato la componente logistica e organizzativa, elemento fondamentale per garantire l’efficienza di un sistema complesso come l’F-35B anche lontano dalla base principale.
Secondo quanto comunicato dall’Aeronautica Militare, il deployment ha coinvolto tecnici, specialisti, equipaggiamenti manutentivi, sistemi di supporto operativo e personale dedicato alla force protection, permettendo ai velivoli di operare in piena autonomia sull’isola.
Fondamentale è stato il contributo del Distaccamento Aeroportuale di Pantelleria, il cui personale ha assicurato il coordinamento delle attività tecniche e logistiche necessarie al supporto dei velivoli rischierati.

Le attività di pre e post volo, la gestione delle infrastrutture operative e il supporto agli equipaggi hanno richiesto un’attenta pianificazione e il coinvolgimento di diverse componenti specialistiche.
Alla missione ha partecipato anche la 46ª Brigata Aerea di Pisa con il velivolo da trasporto C-130J, utilizzato per il trasferimento di personale e materiali necessari al rischieramento operativo.
L’attività è stata inoltre arricchita da missioni congiunte con gli Eurofighter del 37° Stormo di Trapani-Birgi. Questo tipo di integrazione rappresenta un’importante occasione addestrativa per sviluppare interoperabilità e coordinamento tra differenti piattaforme operative.
Negli ultimi anni le attività congiunte tra assetti di quarta e quinta generazione hanno assunto crescente importanza nell’ambito dell’addestramento avanzato delle forze aeree NATO, con l’obiettivo di migliorare la capacità di cooperazione e condivisione delle informazioni operative.
Il rischieramento degli F-35B conferma il ruolo del Distaccamento Aeroportuale di Pantelleria quale infrastruttura di interesse operativo per l’Aeronautica Militare italiana.
Grazie alla propria posizione geografica, l’isola rappresenta un importante punto di supporto per le attività aeree nel Mediterraneo centrale, sia in ambito nazionale sia nell’ambito delle attività integrate con partner e alleati.
Le recenti evoluzioni del contesto internazionale hanno riportato crescente attenzione sul Mediterraneo, area nella quale convergono interessi legati alla sicurezza, alla stabilità regionale e alla tutela delle principali direttrici marittime.

In questo scenario attività come quella svolta dal 32° Stormo consentono di consolidare procedure operative, capacità logistiche e interoperabilità tra differenti reparti della Forza Armata.
L’operazione di Pantelleria ha inoltre evidenziato il livello di preparazione del personale coinvolto, sia sotto il profilo tecnico sia organizzativo, confermando la capacità dell’Aeronautica Militare di pianificare e condurre attività operative complesse in contesti differenti rispetto alle basi permanenti.
A distanza di pochi giorni dal termine dell’attività, il rischieramento degli F-35B sull’isola rappresenta quindi un’importante esperienza addestrativa e operativa nel quadro dello sviluppo delle capacità expeditionary della Forza Armata e dell’evoluzione delle attività aeree nel Mediterraneo.






