Si è svolta presso l’auditorium Eurac di Bolzano la cerimonia ufficiale di cambio al vertice delle Truppe Alpine dell’Esercito Italiano, un momento di grande significato simbolico e istituzionale che segna il passaggio di responsabilità tra due figure di primo piano della componente alpina. Alla presenza del Comandante delle Forze Operative Terrestri, Generale di Corpo d’Armata Lorenzo D’Addario, e di numerose autorità civili e militari, il Generale di Divisione Michele Risi ha ceduto il comando al Generale di Divisione Alberto Vezzoli.
Il momento centrale della cerimonia è stato il tradizionale “passaggio della piccozza”, gesto carico di valore simbolico che rappresenta la continuità del comando e la trasmissione delle responsabilità operative e morali. La piccozza, strumento iconico degli Alpini, richiama le origini montane della specialità e il legame indissolubile con i territori alpini, ma anche la capacità di affrontare condizioni estreme e scenari complessi.
L’evento ha rappresentato non solo un cambio di vertice, ma anche un’occasione per rendere omaggio a una lunga carriera al servizio del Paese e per delineare le prospettive future di una delle componenti più prestigiose dell’Esercito Italiano. La cornice istituzionale e la partecipazione di numerose autorità hanno sottolineato l’importanza strategica delle Truppe Alpine nel contesto della difesa nazionale e internazionale.
Nel suo discorso di commiato, il Generale di Divisione Michele Risi ha offerto una riflessione profonda sul significato della professione militare, sintetizzando in poche parole l’essenza di una carriera durata ben 45 anni. Il suo intervento si è concentrato su tre pilastri fondamentali: formazione, addestramento e proiezione verso il futuro.
“Prepararsi oggi significa rendere più sicuro il domani” – con queste parole Risi ha sottolineato come ogni fase della vita militare, dalla formazione iniziale fino agli impieghi operativi, sia orientata ad affrontare le sfide future. Un messaggio che risuona particolarmente attuale in un contesto internazionale caratterizzato da crescente instabilità e da scenari operativi sempre più complessi.

Il Generale ha inoltre evidenziato il ruolo peculiare delle Truppe Alpine, capaci di coniugare tradizione e innovazione. Gli Alpini rappresentano infatti una sintesi unica tra radicamento territoriale e capacità di proiezione operativa, essendo in grado di intervenire in ambienti estremi e in contesti internazionali diversificati.
Risi ha infine richiamato i valori fondanti della specialità alpina: servizio, disciplina e dedizione al Paese. Valori che, nel corso della sua carriera, hanno guidato non solo le operazioni sul campo, ma anche la formazione delle nuove generazioni di militari. Il suo saluto ha assunto così il significato di un passaggio ideale di testimone, nel quale l’esperienza maturata diventa patrimonio condiviso per il futuro.
Con l’assunzione del comando, il Generale di Divisione Alberto Vezzoli apre una nuova fase per le Truppe Alpine, caratterizzata da continuità nei valori e rinnovata attenzione alle dinamiche operative contemporanee. Già Capo di Stato Maggiore delle Truppe Alpine, Vezzoli porta con sé una conoscenza approfondita della specialità e delle sue esigenze.
Nel suo intervento, il nuovo Comandante ha posto al centro della propria visione il valore delle persone e delle relazioni, riconoscendole come elementi essenziali per garantire efficacia operativa e coesione. In un’organizzazione complessa come l’Esercito, la qualità dei rapporti interni rappresenta infatti un fattore determinante per il successo delle missioni.

Vezzoli ha inoltre evidenziato la necessità di proseguire nel solco tracciato, preservando il patrimonio di tradizioni, valori e professionalità delle Truppe Alpine. Allo stesso tempo, ha sottolineato l’importanza di rafforzare la capacità di adattamento alle nuove esigenze operative, in un contesto in continua evoluzione.
Nel delineare le direttrici del proprio mandato, il Generale ha indicato tre principi cardine: concretezza, empatia e responsabilità. Tre parole che sintetizzano un approccio al comando orientato non solo ai risultati operativi, ma anche al benessere e alla crescita del personale.
Il cambio al vertice delle Truppe Alpine si configura così come un momento di continuità e rinnovamento, in cui l’eredità del passato si intreccia con le sfide del futuro, confermando il ruolo centrale degli Alpini nel sistema di difesa italiano.

Passaggio della piccozza tra il comandante cedente ed il subentrante. Fonte Esercito Italiano.
Fonte: https://www.esercito.difesa.it/comunicazione/cambio-al-vertice-delle-truppe-alpine/185485.html
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