SASSARI/SHAMA – In un momento di altissima tensione geopolitica, i soldati della Brigata Sassari si trovano oggi in uno dei quadranti più pericolosi del mondo. Da marzo 2026, i “Dimonios” hanno assunto ufficialmente il comando del Settore Ovest della missione UNIFIL (operazione “Leonte”), posizionandosi lungo la turbolenta Blue Line, la linea di demarcazione che separa il Libano da Israele

La situazione ha raggiunto un punto critico nelle ultime ore. Secondo fonti ufficiali, l’8 aprile 2026 un convoglio della Brigata Sassari è rimasto coinvolto in un attacco attribuito alle forze di difesa israeliane (IDF). Un veicolo italiano è stato danneggiato da colpi d’arma da fuoco mentre era impegnato in una missione di pattugliamento.
Fortunatamente, non si registrano feriti tra i militari sardi, ma l’evento ha scatenato un vero e proprio caso diplomatico. Il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, ha immediatamente convocato l’ambasciatore d’Israele in Italia per chiedere chiarimenti urgenti, definendo inaccettabile il “bullismo” nei confronti dei caschi blu.

Sotto la guida del Generale di Brigata Andrea Fraticelli, il contingente italiano (circa 1.300 uomini, di cui 500 sassarini) opera dalla base di Shama. Il loro compito è delicatissimo:

Il dilemma sollevato dal Ministro della Difesa, Guido Crosetto, è chiaro: «Una cosa è una missione di pace, un’altra è operare dove la guerra è già in corso». Con l’intensificarsi degli scontri tra Hezbollah e Israele, i soldati della Sassari si trovano spesso costretti a rifugiarsi nei bunker (i cosiddetti “livelli di allerta”) a causa dei bombardamenti che colpiscono le zone limitrofe alle basi ONU.
Nonostante il rischio crescente e le voci di un possibile ritiro o rimodulazione della missione, i “Sassarini” mantengono la posizione. La loro presenza è considerata fondamentale per evitare il collasso definitivo della stabilità nel sud del Libano.
In Sardegna, l’apprensione per i propri soldati è massima. La Brigata Sassari non è solo un’unità militare, ma un simbolo identitario dell’isola. Le istituzioni regionali hanno espresso vicinanza ai militari e alle loro famiglie, seguendo con fiato sospeso l’evolversi dei raid che, pur mirando a obiettivi sensibili di Hezbollah, finiscono per lambire pericolosamente le postazioni italiane.

Libano - La calma silenziosa dei Dimonios nella Battaglia tra Israele e Hezbollah






