Letali e con una gittata di 2mila km: cosa sappiamo dei droni iraniani Arash-2

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L’Arash-2 è uno dei sistemi d’arma iraniani che stanno attirando maggiore attenzione dopo gli ultimi attacchi contro Israele. Secondo quanto riferito dall’agenzia iraniana Tasnim, Teheran avrebbe impiegato proprio questi droni contro l’area dell’aeroporto Ben Gurion, indicato come obiettivo strategico. L’Iran lo presenta come un velivolo senza pilota più avanzato e più distruttivo rispetto ai precedenti Arash-1 e Kian, capace di colpire bersagli a lunghissima distanza. Tuttavia, al di là delle rivendicazioni iraniane, manca ancora una conferma indipendente piena sull’effettiva portata dei danni provocati da questo sistema.

Un drone kamikaze per attacchi in profondità

Presentato pubblicamente nel 2022, l’Arash-2 rientra nella categoria delle munizioni circuitanti o droni kamikaze: piattaforme progettate per restare in volo fino all’individuazione del bersaglio e poi distruggerlo schiantandosi contro di esso. Secondo le dichiarazioni ufficiali iraniane, il drone sarebbe stato sviluppato per colpire città e infrastrutture strategiche come Tel Aviv e Haifa, ma più in generale la sua funzione è quella di portare l’attacco iraniano in profondità contro basi militari, radar, centri di comando e nodi logistici. Proprio questa natura ibrida, a metà tra un drone e un rudimentale missile da crociera, ne fa uno degli strumenti più osservati dell’arsenale di Teheran.

Letali e con una gittata di 2mila km: cosa sappiamo dei droni iraniani Arash-2
Letali e con una gittata di 2mila km: cosa sappiamo dei droni iraniani Arash-2

Le caratteristiche tecniche e il fattore costo

Il dato che colpisce di più è la gittata, che secondo le fonti iraniane arriverebbe fino a 2.000 chilometri. Le stime open source parlano inoltre di una velocità compresa tra circa 180 e 260 chilometri orari, mentre restano meno chiari altri dettagli come il peso esatto della testata esplosiva. Teheran sostiene anche che il drone abbia una ridotta sezione radar, caratteristica che lo renderebbe difficile da individuare e intercettare. Ma il vero punto di forza dell’Arash-2 sembra essere il suo rapporto costo-efficacia: produrre e lanciare un drone di questo tipo costerebbe molto meno rispetto ai missili difensivi necessari per abbatterlo. In quest’ottica, l’arma si inserisce perfettamente nella strategia iraniana di saturazione delle difese nemiche, obbligando l’avversario a consumare risorse ben più costose per neutralizzare una minaccia relativamente economica.

Perché l’Arash-2 preoccupa

Più che per le sue prestazioni assolute, l’Arash-2 preoccupa per il suo possibile impiego su larga scala. Un drone con lunga autonomia, costo contenuto e capacità di colpire obiettivi strategici può infatti diventare uno strumento efficace di deterrenza asimmetrica. È questa la logica che guida da anni lo sviluppo dell’arsenale iraniano: usare sistemi relativamente semplici, ma numerosi e difficili da neutralizzare economicamente, per mettere sotto pressione le difese dell’avversario. In questo senso, l’Arash-2 non è soltanto un nuovo drone kamikaze, ma il simbolo di una strategia militare basata su massa, profondità e convenienza operativa.

Letali e con una gittata di 2mila km: cosa sappiamo dei droni iraniani Arash-2

Fonte: https://www.tasnimnews.ir/en/news/2026/03/22/3546619/iranian-army-conducts-drone-attack-on-ben-gurion-airport

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Al secolo Alessandro Generotti, C.le magg. Paracadutista in congedo. Brevetto Paracadutista Militare nº 192806. 186º RGT Par. Folgore/5º BTG. Par. El Alamein/XIII Cp. Par. Condor. Fondatore e amministratore del sito web BRIGATAFOLGORE.NET e DIFESANEWS.COM. Blogger e informatico di professione

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