Nei primi giorni di febbraio 2026, tra i crinali e i boschi dell’Appennino modenese, si è rinnovato un rito civile e militare che lega la storia operativa alla formazione dei soldati di oggi: la commemorazione della Battaglia dei Monti della Riva (18 febbraio 1945), combattuta nel quadro dell’operazione “Encore”, uno dei passaggi decisivi della fase finale della guerra lungo la Linea Gotica.
Al centro delle cerimonie e delle attività sul terreno, un messaggio chiaro: ricordare non significa “guardare indietro” per nostalgia, ma capire scelte, rischi e responsabilità che continuano a definire l’etica del servizio.

Il momento più simbolico si è svolto a Pizzo di Campiano, teatro di scontri e oggi tappa chiave dei “battlefield tour” dedicati alla Riva Ridge. Alla cerimonia hanno preso parte autorità militari e istituzionali di più Paesi: tra i presenti, secondo quanto riportato dall’Esercito Italiano, il Segretario dell’Esercito degli Stati Uniti Daniel Patrick Driscoll, il Comandante dell’Accademia Militare Generale di Divisione Stefano Messina e il Comandante della 10th Mountain Division (U.S. Army) Generale Scott Naumann, oltre a rappresentanze italiane, americane e brasiliane.
La dimensione “di campo” non è stata solo cornice: per gli Ufficiali Allievi del 205° Corso dell’Accademia Militare e per una consistente rappresentanza della 10th Mountain Division, la giornata è stata impostata come attività formativa: camminare sugli stessi sentieri e osservare dal vivo linee di cresta, punti d’osservazione e direttrici di attacco consente di collegare manuali e mappe a vincoli reali (pendii, visibilità, coperture, logistica), e soprattutto al costo umano delle decisioni.
In parallelo, il calendario delle iniziative locali legate alla ricorrenza ha ribadito quanto questo pezzo di storia sia radicato nel territorio: diversi Comuni dell’area hanno annunciato e ospitato momenti di memoria e percorsi sui luoghi della Riva Ridge e del Monte Belvedere.

Sul piano storico-militare, “Encore” fu un’offensiva alleata lanciata tra 18 febbraio e inizio marzo 1945 per incrinare la difesa tedesca sulla Gothic Line nell’Appennino settentrionale e assicurare terreno dominante su assi vitali verso la Pianura Padana. L’azione vide protagoniste unità statunitensi della 10th Mountain Division e reparti della Força Expedicionária Brasileira, in un contesto dove anche il contributo partigiano risultò determinante nel quadro più ampio della liberazione dell’area.
Un passaggio cruciale fu la conquista del crinale noto agli americani come “Riva Ridge”, che include quote e punti come Pizzo di Campiano: quel sistema di alture offriva osservazione e possibilità di fuoco sulla zona di Monte Belvedere, rendendo estremamente rischioso qualsiasi attacco frontale se il crinale non fosse stato neutralizzato. Le sintesi storiche statunitensi ricordano proprio come la scalata notturna e l’attacco a sorpresa su Riva Ridge aprirono la strada alla fase successiva delle operazioni, riducendo il vantaggio osservativo e difensivo tedesco.
Negli ultimi anni questa memoria operativa è stata ripresa anche dalla comunicazione istituzionale U.S. Army, che sottolinea il valore dell’impresa del febbraio 1945 (la salita, il fattore sorpresa, il combattimento in ambiente montano in pieno inverno) come caso di studio su adattamento, addestramento e leadership.

Dentro questa cornice, la presenza di Generale di Divisione Stefano Messina, in qualità di Comandante dell’Accademia Militare, è un elemento da evidenziare: l’evento non è stato soltanto una cerimonia, ma un momento in cui la formazione degli Ufficiali Allievi è stata messa in relazione diretta con un episodio storico-operativo complesso.
In pratica, la leadership dell’Accademia ha “portato la classe sul terreno”, trasformando la commemorazione in un laboratorio di:
È un modo concreto di mostrare che la memoria non è un rituale separato dall’addestramento: è parte della cultura professionale, e rafforza la consapevolezza del “perché” dietro allo “stare in uniforme”.
Le iniziative si sono completate con momenti pubblici nel centro di Fanano, tra parata e cerimonie presso il monumento ai caduti e segni permanenti (come targhe e cippi commemorativi) dedicati alle truppe alleate e ai partigiani che contribuirono alla liberazione locale. Anche la stampa regionale ha dato risalto alla presenza della delegazione statunitense e al valore simbolico dell’incontro tra comunità, militari e rappresentanze internazionali.

A 81 anni dagli eventi del 1945, la commemorazione della Battaglia dei Monti della Riva e dell’Operazione “Encore” conserva una doppia funzione: storica (rendere giustizia ai fatti e ai caduti) e attuale (educare, consolidare legami, trasmettere una grammatica condivisa di disciplina e responsabilità).
E qui sta forse il punto più forte dell’edizione 2026: vedere Ufficiali Allievi italiani e soldati della 10th Mountain Division camminare insieme su Riva Ridge significa trasformare la memoria in relazione, e la relazione in cooperazione. Non un gesto simbolico astratto, ma un modo per ricordare che la sicurezza e la pace si costruiscono anche così: con studio, rispetto, alleanze e consapevolezza del prezzo della libertà.

Battaglia dei Monti della Riva - Battlefield Tour per il 205° Corso dell’Accademia Militare e U.S. Army






