Il Ritorno dei Giganti: Perché la Portaerei è di nuovo il Cuore del Potere Globale – VIDEO

CONDORALEXCONDORALEXMarina2 settimane fa115 Visualizzazioni

Per anni il pensiero strategico ha considerato le portaerei come “dinosauri del Novecento”, bersagli troppo costosi e facili prede dei droni low-cost o della guerra asimmetrica. Eppure, gli eventi recenti dimostrano la riscoperta fondamentale della portaerei nella gara tra superpotenze. Il dibattito sulla loro fragilità si è scontrato con un dato pragmatico: nessuna tecnologia offre la stessa combinazione di proiezione di potenza e flessibilità politica.

Sebbene droni e mine possano disturbare il traffico, non possono sostituire una base aerea sovrana e mobile. La capostipite di questa rinascita è la USS Gerald R. Ford (CVN 78): un gigante da 110.000 tonnellate a propulsione nucleare, il primo nuovo design di portaerei statunitense degli ultimi 40 anni. Progettata per servire per mezzo secolo, questa nave trasforma la guerra navale grazie a una capacità di generazione di energia tripla rispetto alla precedente classe Nimitz.

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Dalla Dottrina alla Pratica: I Casi Venezuela e Iran

L’importanza di questo strumento è stata riaffermata nel Mar dei Caraibi, dove il dispiegamento della USS Gerald R. Ford è stato il perno dell’operazione contro il regime di Maduro. Con il suo sistema di lancio elettromagnetico (EMALS), la Ford può lanciare una varietà più ampia di velivoli, dai pesanti caccia F-35C ai piccoli droni tattici, con una precisione e una frequenza (sortie rate) superiori del 25% rispetto al passato.

Parallelamente, nella crisi in Iran, l’annuncio del movimento di due portaerei esercita una pressione psicologica enorme su Khamenei. La loro “marcia di avvicinamento” non è solo uno spostamento di truppe, ma un atto di comunicazione strategica. Come affermato dall’Ammiraglio John Richardson, la letalità della Ford nasce dalla capacità di combinare informazioni, navi, aerei e forze subacquee, cambiando radicalmente il modo di operare e combattere in teatri complessi.

La Portaerei come Strumento di Diplomazia Coercitiva

La portaerei nel 2026 non serve solo a bombardare, ma svolge funzioni politiche cruciali. Agisce come potente fattore di deterrenza, impedendo l’escalation dei gruppi paramilitari regionali, e come supporto al dissenso, segnalando alle fazioni interne che l’equilibrio di potere sta cambiando.

Nonostante un costo di costruzione di circa 12,8 miliardi di dollari, l’investimento si giustifica con la capacità di spostare l’asse politico di un’intera regione attraverso la sola presenza fisica. Con la USS John F. Kennedy (CVN 79) in fase avanzata e i lavori già iniziati sulla futura USS Enterprise (CVN 80), gli Stati Uniti confermano che, in questo “ritorno al Novecento”, il peso militare tangibile conta più della retorica digitale.

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Al secolo Alessandro Generotti, C.le magg. Paracadutista in congedo. Brevetto Paracadutista Militare nº 192806. 186º RGT Par. Folgore/5º BTG. Par. El Alamein/XIII Cp. Par. Condor. Fondatore e amministratore del sito web BRIGATAFOLGORE.NET e DIFESANEWS.COM. Blogger e informatico di professione

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