L’Ucraina ha annunciato il primo impiego in combattimento del missile balistico tattico FP-7, sviluppato dall’azienda ucraina Fire Point. A comunicarlo il 1° ottobre è stato il presidente Volodymyr Zelenskyy, che ha pubblicato sui propri canali social anche un breve filmato del lancio.
«Missile balistico tattico ucraino. FP-7. Primo impiego in combattimento», ha scritto Zelenskyy, aggiungendo: «Grazie per il risultato. Ora, la produzione». Il presidente non ha indicato dove sia stato utilizzato il missile, quale fosse il bersaglio né gli effetti dell’attacco.
L’annuncio segna il passaggio del programma FP-7 dalla fase di sviluppo e sperimentazione all’impiego operativo. Ancora all’inizio di agosto, l’amministratrice delegata di Fire Point Iryna Terekh aveva riferito che la versione d’attacco aveva effettuato circa 15 lanci di prova ed era nelle fasi finali della certificazione da parte del ministero della Difesa ucraino, prevedendone l’impiego in combattimento all’inizio dell’autunno.
FP-7: fino a 250 chilometri e 200 kg di carico
Le caratteristiche dichiarate dell’FP-7 sono cambiate nel corso dello sviluppo. Diverse fonti e analisti ucraini avevano indicato inizialmente una gittata di circa 200 chilometri e un carico di 150 kg. La scheda tecnica attualmente pubblicata da Fire Point attribuisce invece alla configurazione più recente una gittata fino a 250 chilometri e un carico utile fino a 200 kg.
Secondo il produttore, il missile raggiunge una velocità massima di 1.500 metri al secondo, circa 5.400 km/h, può salire fino a 60 chilometri di quota e ha un tempo massimo di volo dichiarato di 300 secondi. Fire Point indica inoltre una precisione di 14 metri. Il lancio avviene da una piattaforma terrestre mobile.
Si tratta quindi di un sistema concepito per colpire obiettivi nella profondità tattica e nelle immediate retrovie avversarie: posti comando, depositi, sistemi di difesa aerea, infrastrutture militari e altri bersagli di elevato valore situati entro alcune centinaia di chilometri dalla linea di lancio.
Fire Point presenta l’FP-7 come una soluzione significativamente meno costosa rispetto a sistemi occidentali della stessa categoria e lo mette in relazione, per ruolo operativo, con l’ATACMS statunitense. Il confronto riguarda tuttavia la funzione generale di missile balistico tattico e non implica equivalenza tra i due sistemi.
Un progetto derivato dall’architettura dei missili S-300 e S-400
Uno degli aspetti più interessanti dell’FP-7 riguarda le sue origini progettuali. Fire Point ha spiegato che l’architettura del missile deriva da soluzioni sviluppate in epoca sovietica per gli intercettori utilizzati dalle famiglie di sistemi antiaerei S-300 e S-400, in particolare dalla famiglia 48N6.
Questo non significa però che l’FP-7 sia semplicemente un vecchio missile antiaereo convertito per l’attacco terrestre. Terekh ha dichiarato a Reuters che, dopo le modifiche introdotte durante lo sviluppo, il missile ucraino conserverebbe ormai soltanto circa il 20% di somiglianza con il progetto di origine.
Fire Point ha quindi utilizzato una configurazione aerodinamica già conosciuta come punto di partenza, sviluppando progressivamente una propria architettura destinata alla produzione industriale. È un approccio che ha consentito di ridurre i tempi di sviluppo in un programma condotto mentre il Paese è impegnato nella guerra con la Russia.
Dai primi test al debutto operativo
I primi filmati pubblici dei test dell’FP-7 erano comparsi alla fine di febbraio 2026. All’epoca Fire Point dichiarava una gittata di circa 200 chilometri, velocità massima di 1.500 m/s e un carico di 150 kg; le caratteristiche comunicate successivamente dall’azienda sono salite rispettivamente a 250 chilometri e 200 kg.
In agosto Fire Point aveva riferito che la versione destinata all’attacco terrestre aveva già completato una quindicina di lanci sperimentali. Il debutto annunciato da Zelenskyy il 1° ottobre 2026 arriva quindi circa sette mesi dopo la pubblicazione dei primi test in volo.
Resta per ora sconosciuto il bersaglio scelto per la prima missione e non sono stati pubblicati elementi indipendenti che consentano di valutarne gli effetti. L’annuncio di Zelenskyy conferma però che almeno un FP-7 è stato affidato alle forze ucraine per un impiego operativo.
Dall’attacco alla difesa antimissile: la variante FP-7.x
La piattaforma FP-7 ha anche un secondo sviluppo. Fire Point sta infatti realizzando la variante FP-7.x, destinata non all’attacco di obiettivi terrestri ma all’intercettazione di missili balistici nell’ambito del programma europeo Freyja.
È importante distinguere le due configurazioni: l’FP-7 utilizzato in combattimento è il missile balistico superficie-superficie, mentre l’FP-7.x è una variante più veloce in corso di sviluppo come intercettore.
Secondo Janes, Fire Point punta per l’FP-7.x a una velocità finale nell’ordine dei 2.200 m/s, circa Mach 6,5, e a intercettazioni a quote comprese indicativamente tra 20 e 25 chilometri. Una precedente configurazione sperimentale aveva raggiunto circa 1.800 m/s.
Freyja, il progetto europeo a cui partecipa anche Leonardo
Freyja punta alla realizzazione di un sistema europeo di difesa contro i missili balistici con un’architettura aperta, capace di integrare componenti provenienti da diverse aziende.
Il progetto è stato formalmente avviato nel 2026 con la partecipazione di dieci governi e dodici aziende della difesa. Reuters ha indicato tra le società coinvolte Eurosam, Leonardo, Thales e Saab. Fire Point fornisce l’intercettore FP-7.x e svolge un ruolo centrale nell’integrazione del sistema; Kongsberg lavora al centro di comando, mentre Fire Point ha avviato interlocuzioni con Diehl Defence per le tecnologie di guida.
L’obiettivo dichiarato dalla società ucraina è arrivare alla prima intercettazione riuscita di un missile balistico entro la metà del 2027, mantenendo il costo di ciascun intercettore sotto il milione di euro. Il governo ucraino punta parallelamente ad avere nella prima metà del 2027 un primo prototipo operativo, o Minimum Viable Product, del sistema Freyja.
Fire Point amplia la famiglia dei missili ucraini
L’FP-7 è parte di un programma più ampio portato avanti da Fire Point, azienda che produce anche i droni d’attacco FP-1 e FP-2 e il missile da crociera FP-5 Flamingo. La società sta inoltre sviluppando il più grande missile balistico FP-9, al quale attribuisce una gittata fino a 850 chilometri e un carico utile massimo di 800 kg.
Per Kiev, il passaggio dell’FP-7 dalla sperimentazione al combattimento rappresenta soprattutto l’avvio di una capacità balistica tattica sviluppata internamente. La frase conclusiva utilizzata da Zelenskyy — «ora, la produzione» — indica che il passaggio successivo sarà la capacità di costruire il missile in quantità sufficienti perché il sistema possa avere un impatto operativo continuativo.
Al momento, tuttavia, non sono stati comunicati né i ritmi produttivi dell’FP-7 né le quantità disponibili alle Forze armate ucraine.
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