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Grazzanise hub della sperimentazione aerospaziale: l'occasione che la Campania non può perdere

Il Distretto Tecnologico Aerospaziale della Campania, con 92 soci, 34 grandi imprese, 122 PMI, 15 centri di ricerca e oltre 15.000 addetti, chiede uno scalo per test di volo. Il presidente del DAC Luigi Carrino propone di destinare Grazzanise alla sperimentazione di droni, sistemi unmanned e mobilità aerea avanzata. L'infrastruttura servirebbe a imprese, ricerca e atenei campani.

Grazzanise hub della sperimentazione aerospaziale: l'occasione che la Campania non può perdere
Grazzanise hub della sperimentazione aerospaziale: l'occasione che la Campania non può perdere
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Grazzanise hub della sperimentazione aerospaziale: l'occasione che la Campania non può perdere
Grazzanise hub della sperimentazione aerospaziale: l'occasione che la Campania non può perdere
Redazione Redazione 2 min di lettura 23 Scarica PDF

Il Distretto Tecnologico Aerospaziale della Campania, con 92 soci, 34 grandi imprese, 122 PMI, 15 centri di ricerca e oltre 15.000 addetti, chiede uno scalo per test di volo. Il presidente del DAC Luigi Carrino propone di destinare Grazzanise alla sperimentazione di droni, sistemi unmanned e mobilità aerea avanzata. L'infrastruttura servirebbe a imprese, ricerca e atenei campani.

Il Mezzogiorno d'Italia custodisce eccellenze industriali e tecnologiche di primissimo piano, capaci di competere con successo sui mercati globali. Tra queste, il Distretto Tecnologico Aerospaziale della Campania (DAC) rappresenta un modello virtuoso d'integrazione tra ricerca, università e tessuto produttivo, forte di 92 soci, 34 grandi imprese, 122 PMI, 15 centri di ricerca, un fatturato superiore ai 4 miliardi di euro e oltre 15.000 addetti.

Nonostante questi numeri straordinari e una leadership consolidata in settori chiave come quello delle grandi strutture in materiale composito e delle fusoliere in carbonio, la regione sconta ancora un divario infrastrutturale che frena il suo pieno potenziale di crescita. A differenza di altre regioni italiane dotate di distretti aerospaziali — come Piemonte, Lombardia e Puglia — la Campania non dispone di un aeroporto dedicato alla sperimentazione e ai test di volo.

Il caso strategico di Grazzanise

La proposta avanzata dal presidente del DAC Luigi Carrino traccia una rotta chiara e non più rinviabile: trasformare l'infrastruttura di Grazzanise in un aeroporto per la sperimentazione tecnologica.
Mentre altre regioni hanno saputo valorizzare i propri scali per scopi di ricerca industriale — si pensi all'aeroporto di Grottaglie in Puglia —, in Campania si continua a dibattere su ipotesi alternative, come la vocazione turistica, perdendo di vista le reali priorità della filiera industriale avanzata. Grazzanise possiede tutti i requisiti tecnici e territoriali per diventare il polo di riferimento nazionale ed europeo per il collaudo di nuove tecnologie aeronautiche, dai velivoli a pilotaggio remoto (droni) ai sistemi unmanned, fino alle innovazioni legate alla mobilità aerea avanzata.

Sostenere i talenti e la filiera produttiva

Dotare il territorio di uno scalo sperimentale significa offrire alle piccole e medie imprese locali, così come ai grandi player come Leonardo, un banco di prova immediato per trasferire l'innovazione digitale e virtuale (come le officine digitali e i sistemi di realtà virtuale già adottati nei cicli produttivi) direttamente sul campo. Significa, inoltre, evitare la fuga dei giovani talenti formati dai cinque atenei campani, trasformando la Campania non solo in una terra di eccellenza, ma in una stabile fucina di opportunità lavorative qualificate.

Le istituzioni regionali e nazionali sono chiamate a compiere una scelta di campo strategica. Sostenere l'iniziativa di rendere Grazzanise un aeroporto per la sperimentazione vuol dire investire sul futuro industriale del Mezzogiorno, consolidando il ruolo dell'Italia nel panorama aerospaziale internazionale. L'innovazione tecnologica richiede coraggio infrastrutturale: è il momento di agire.

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