La guerra in Ucraina non sta soltanto trasformando il campo di battaglia europeo. Sta costringendo la NATO a rivedere alcuni dei presupposti sui quali per decenni sono state costruite dottrina, addestramento, acquisizioni e pianificazione militare.
La disponibilità di droni a basso costo, l’impiego massiccio della guerra elettronica, la crescente vulnerabilità delle grandi piattaforme, la necessità di una difesa aerea stratificata e la velocità con cui nuove tecnologie vengono introdotte sul fronte stanno modificando il rapporto tra costo, efficacia e sopravvivenza dei sistemi d’arma.
Uno dei punti più importanti riguarda una convinzione che per lungo tempo ha accompagnato le operazioni occidentali: la possibilità di conquistare rapidamente la superiorità aerea.
In Ucraina questo presupposto non si è verificato. Né Russia né Ucraina sono riuscite a ottenere un dominio stabile dello spazio aereo, mentre sistemi superficie-aria, guerra elettronica, droni e sensori distribuiti hanno reso estremamente rischioso operare vicino alla linea del fronte.
Per la NATO è una lezione fondamentale.
La superiorità aerea non può più essere data per scontata
Per decenni le Forze Armate occidentali hanno operato in scenari nei quali la componente aerea disponeva generalmente di una superiorità tecnologica e operativa schiacciante.
Iraq, Afghanistan e Balcani hanno consolidato un modello nel quale velivoli da combattimento, ISR e precision strike potevano operare con un livello di libertà difficilmente replicabile contro un avversario dotato di una moderna rete di difesa aerea.
L’Ucraina ha mostrato uno scenario completamente diverso.
Una rete composta da sistemi a lungo, medio e corto raggio, radar, sensori passivi e guerra elettronica può negare o limitare l’impiego dell’aviazione anche senza controllare completamente il cielo.
Secondo diversi analisti militari citati da Reuters, alcune esercitazioni NATO continuano ancora a partire dall’assunto di una superiorità aerea disponibile. È proprio uno degli aspetti che l’esperienza ucraina sta mettendo maggiormente in discussione.
Il drone da poche migliaia di euro contro la piattaforma da milioni
La seconda grande lezione riguarda il rapporto costo-efficacia.
Un carro armato, un veicolo corazzato, un radar o una postazione di artiglieria possono essere individuati e colpiti da droni il cui costo rappresenta una frazione minima del valore dell’obiettivo.
Questo non significa che carri armati, artiglieria o velivoli tradizionali siano diventati inutili.
Significa però che devono operare in maniera diversa.
Camuffamento, dispersione, mobilità, protezione elettronica e capacità di neutralizzare rapidamente i droni avversari sono diventati requisiti fondamentali.
La NATO stessa riconosce ormai apertamente questa trasformazione. Nel luglio 2026 il Segretario generale Mark Rutte ha affermato che i droni hanno modificato profondamente il carattere della guerra moderna e sono diventati un fattore decisivo sul campo di battaglia.
L’Alleanza ha quindi lanciato la NATO Drone Edge, prevedendo investimenti superiori a 40 miliardi di dollari nei prossimi cinque anni nelle capacità counter-UAS e l’obiettivo di quintuplicare entro il 2027 il numero di operatori di droni addestrati nelle Forze Armate alleate.
La guerra elettronica torna centrale
Un altro elemento che emerge dall’Ucraina è il ritorno della guerra elettronica come capacità di prima linea.
Disturbare navigazione satellitare, collegamenti dati e sistemi di controllo dei droni può avere effetti immediati sul combattimento.
Ma il rapporto è dinamico.
Quando viene introdotto un nuovo sistema di disturbo, l’avversario modifica frequenze, software, procedure o architettura dei collegamenti.
Il risultato è un ciclo di innovazione che può durare settimane o addirittura giorni.
È esattamente l’opposto dei tradizionali programmi di procurement occidentali, nei quali dalla definizione del requisito all’entrata in servizio possono passare molti anni.
Il problema dei tempi di acquisizione
La guerra in Ucraina ha evidenziato uno dei limiti principali dei sistemi occidentali: lentezza nell’acquisizione e nell’aggiornamento delle capacità.
Un sistema tecnologicamente avanzato può essere superato operativamente se necessita di anni per essere modificato mentre il nemico aggiorna droni, software o sistemi di guerra elettronica in pochi mesi.
Il Supreme Allied Commander Transformation, ammiraglio Pierre Vandier, ha sottolineato proprio questo punto nei rapporti con le forze ucraine: non conta soltanto la sofisticazione tecnologica, ma la velocità con cui una soluzione può essere integrata, sperimentata e portata sul campo di battaglia.
NATO e Ucraina lavorano oggi insieme attraverso il Joint Analysis, Training and Education Centre – JATEC, istituito in Polonia proprio per trasformare le lezioni operative del conflitto in dottrina, addestramento e nuove capacità.
Le grandi piattaforme non scompaiono, ma devono cambiare
La lezione ucraina non è che le grandi piattaforme siano destinate a scomparire.
Carri armati, caccia, artiglieria pesante, navi e sistemi missilistici continueranno a essere essenziali.
Il problema è che non possono più essere considerati sistemi isolati.
Un carro deve essere inserito in una rete di sensori, guerra elettronica, difesa anti-drone e ricognizione.
Un sistema di artiglieria deve poter sparare e spostarsi rapidamente.
Un posto comando deve poter funzionare in maniera distribuita.
Un aeroporto deve essere protetto da un sistema multilivello in grado di affrontare contemporaneamente missili, droni e minacce a bassa quota.
È il passaggio da una forza centrata sulla singola piattaforma a una forza costruita intorno a reti distribuite di sensori, effettori e sistemi di comando e controllo.
Difesa aerea: una delle lezioni più importanti
Probabilmente nessun settore ha acquisito un’importanza maggiore quanto la difesa aerea e antimissile.
L’Ucraina ha mostrato che la difesa non può basarsi soltanto sui sistemi più sofisticati.
Utilizzare un missile intercettore da milioni di euro contro un drone molto più economico crea infatti un problema di sostenibilità.
La risposta passa quindi attraverso una struttura stratificata:
- sistemi a lungo raggio contro minacce balistiche e aerodinamiche ad alta priorità;
- sistemi a medio raggio;
- difesa a corto e cortissimo raggio;
- cannoni;
- guerra elettronica;
- sistemi counter-drone;
- intercettori economici prodotti in grandi quantità.
Il problema non è soltanto riuscire ad abbattere la minaccia, ma farlo utilizzando l’effettore economicamente e operativamente più appropriato.
SAMP/T NG: cresce il peso dell’alternativa franco-italiana
È proprio in questo scenario che acquista particolare importanza il SAMP/T NG, evoluzione del sistema franco-italiano sviluppato attraverso EUROSAM, consorzio partecipato da MBDA e Thales.
Il sistema integra la nuova generazione di intercettori della famiglia ASTER, tra cui l’ASTER B1 NT, ed è progettato per affrontare minacce aerodinamiche e balistiche sempre più complesse.
Secondo MBDA, i primi sistemi SAMP/T NG destinati alle forze francesi e italiane sono previsti nel 2026 per la fase di valutazione operativa.
Il programma sta inoltre evolvendo verso una configurazione multilayer, con l’integrazione di ulteriori effettori e una maggiore capacità di selezionare il missile più adatto alla minaccia.
Per l’Europa il significato è anche industriale.
La guerra ha mostrato quanto la dipendenza da un numero limitato di fornitori possa diventare problematica quando la domanda di intercettori cresce rapidamente.
Il SAMP/T NG rappresenta quindi non soltanto una capacità militare, ma anche uno dei principali strumenti attraverso i quali Francia e Italia cercano di mantenere una capacità europea autonoma nel settore della difesa aerea e antimissile.
Patriot e SAMP/T non sono semplicemente concorrenti
Il confronto con il Patriot statunitense è inevitabile, ma è riduttivo interpretarlo esclusivamente come una competizione commerciale.
Il problema europeo è soprattutto quantitativo.
Servono più batterie, più radar e soprattutto più intercettori.
L’esperienza ucraina mostra che in un conflitto ad alta intensità le scorte possono essere consumate molto più rapidamente di quanto l’industria riesca a ricostituirle.
Avere contemporaneamente capacità Patriot e SAMP/T significa quindi anche diversificare le catene industriali e aumentare il numero complessivo di sistemi disponibili all’interno della NATO.
La lezione più importante: adattarsi più rapidamente
Il tratto probabilmente più significativo della guerra in Ucraina è la velocità dell’innovazione.
Un drone efficace oggi può non esserlo più fra sei mesi.
Un sistema di guerra elettronica può costringere l’avversario a cambiare frequenze.
Un nuovo software può modificare il funzionamento di un’arma senza cambiare fisicamente la piattaforma.
La superiorità militare non dipende quindi soltanto dalla tecnologia disponibile all’inizio di un conflitto.
Dipende sempre più dalla capacità di adattarsi durante il conflitto.
Ed è proprio questa la trasformazione che la NATO sta cercando di accelerare: procurement più rapido, produzione industriale su scala maggiore, maggiore integrazione tra industria e Forze Armate e capacità di portare sul campo nuove tecnologie in tempi molto più brevi.
L’Ucraina sta dimostrando che il futuro del combattimento non sarà necessariamente dominato dalla piattaforma più costosa, ma dalla forza capace di combinare massa, tecnologia, resilienza, integrazione e velocità di adattamento.
Per la NATO, probabilmente, è questa la lezione più importante dell’intero conflitto.
Fonti
NATO – NATO Allies invest 40 billion dollars in counter-drone capabilities and drone training
https://www.nato.int/en/news-and-events/articles/news/2026/07/07/nato-allies-invest-40-billion-dollars-in-counter-drone-capabilities-and-drone-training
NATO Allied Command Transformation – Strengthening Cooperation with Ukraine
https://www.act.nato.int/article/strengthening-cooperation-ukraine/
NATO ACT – How NATO-accredited Centres of Excellence Are Adapting Air and Space Power
https://www.act.nato.int/article/2026-coe-air-space/
MBDA – Eurosatory 2026: MBDA evolves its portfolio to power Europe and its allies rearmament
https://www.mbda-systems.com/eurosatory-2026-mbda-evolves-its-portfolio-power-europe-and-its-allies-rearmament
MBDA – France strengthens its air defences with the development of the SAMP/T NG dual-layer system
https://www.mbda-systems.com/france-strengthens-air-defences-development-sampt-ng-dual-layer-system
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