Gli Emirati Arabi Uniti sembrano aver impiegato regolarmente Aviacon Zitotrans, compagnia aerea russa sanzionata e collegata alle operazioni militari e paramilitari del Cremlino.
Un’indagine di Defense News collega oltre cento voli effettuati dalla metà del 2025 agli Ilyushin Il-76 di Aviacon Zitotrans, compagnia russa sanzionata per il sostegno alle attività militari di Mosca. Le missioni mostrano collegamenti tra Emirati Arabi Uniti, Africa e Pakistan e, in diversi casi, la scomparsa delle tracce dei transponder sul Golfo di Aden.
Registri di volo, documenti aziendali trapelati, atti aeronautici ed email esaminati dalla testata suggeriscono che gli aerei della compagnia siano stati impiegati in operazioni riconducibili al governo emiratino e alla famiglia reale di Abu Dhabi.
Aviacon Zitotrans è stata sanzionata da Stati Uniti, Canada e Ucraina per il sostegno allo sforzo bellico russo. Diversi Il-76 comparsi nelle operazioni ricostruite dall’inchiesta risultano inoltre designati dagli Stati Uniti come beni bloccati.
L’inchiesta rappresenta la seconda parte di un lavoro dedicato alla rete di società di copertura, operatori cargo e velivoli di origine sovietica utilizzati in missioni difficili da ricostruire attraverso i normali sistemi di tracciamento.
Gli Il-76 sulle rotte africane
Le tracce raccolte da Defense News mostrano voli degli Il-76 di Aviacon Zitotrans dagli Emirati verso diverse destinazioni africane.
In numerosi casi i velivoli sarebbero partiti non da normali aeroporti civili, ma da installazioni militari emiratine. Secondo la ricostruzione della testata, rotte e modalità operative presentano elementi già osservati nelle attività attribuite al sostegno emiratino alle Rapid Support Forces nel conflitto sudanese.
Gli Emirati hanno tuttavia ripetutamente negato di fornire armi o sostegno militare alle parti in guerra in Sudan.
Alcuni voli sembrano inoltre aver raggiunto la Chandana Airstrip, conosciuta anche come Al Habieb Airport, pista privata nel Pakistan orientale precedentemente associata alla famiglia Al Nahyan di Abu Dhabi.
La struttura non compare nelle principali banche dati dei codici ICAO e IATA né negli elenchi dell’autorità pakistana per l’aviazione civile. Defense News riferisce di aver esaminato immagini nelle quali compaiono bandiere emiratine e pakistane e grandi ritratti di monarchi del Golfo e politici locali.
Una compagnia impegnata anche per Mosca
Quando non opera sulle rotte attribuite agli Emirati, Aviacon Zitotrans svolge attività per il governo russo.
Documenti interni citati dall’inchiesta indicano trasporti internazionali di materiale militare, compresi elicotteri da combattimento e veicoli trasporto truppe. La compagnia avrebbe inoltre ottenuto dalle autorità russe autorizzazioni specifiche per il trasporto di missili e testate.
Gli Il-76 sono particolarmente adatti a questo genere di missioni. Possono operare da piste relativamente corte e non preparate e dispongono di una stiva e di una rampa posteriore adatte al trasporto di veicoli, autocarri e altri carichi voluminosi.
«Aviacon Zitotrans è specializzata nell’impiego degli Il-76, velivoli molto utili e robusti per trasportare merci e persone», ha spiegato a Defense News Margaux Garcia, analista senior di C4ADS.
Gli Emirati e le reti commerciali russe
Secondo Defense News, gli Emirati sono diventati uno dei nodi utilizzati dalle reti russe per approvvigionamenti internazionali e per aggirare alcune delle restrizioni introdotte dopo l’invasione dell’Ucraina.
Le lettere di vettura esaminate dalla testata mostrerebbero acquisti ricorrenti di beni occidentali, compresi componenti elettronici sottoposti a sanzioni, attraverso società e intermediari con sede nella monarchia del Golfo.
I rapporti tra Abu Dhabi e Mosca sono rimasti infatti più intensi rispetto a quelli mantenuti dalla Russia con molti Paesi occidentali, che hanno drasticamente ridotto gli scambi e chiuso il proprio spazio aereo agli operatori russi.
Le tracce scompaiono sul Golfo di Aden
Uno degli elementi più significativi dell’inchiesta riguarda il comportamento dei sistemi di tracciamento.
Almeno tre Il-76 collegati ad Aviacon Zitotrans — RA-76842, RA-76502 e RA-76846 — avrebbero seguito dal settembre 2025 schemi compatibili con missioni sponsorizzate dal governo emiratino. Un quarto velivolo, RA-76834, ha collegato la Sweihan Air Base a Bosaso, in Somalia.
Lo schema osservato era spesso simile: partenza da Al Ain, Abu Dhabi o da una base militare degli Emirati, rotta verso sud-ovest e successiva scomparsa della traccia sul Golfo di Aden.
La traccia tornava poi visibile nella stessa area durante il viaggio di ritorno, nello stesso giorno oppure alcuni giorni più tardi.
Garcia ha osservato che la ripetitività del fenomeno è significativa, soprattutto perché altri velivoli attraversavano la stessa zona senza interruzioni analoghe. Secondo l’analista, lo schema potrebbe indicare lo spegnimento intenzionale dei transponder per nascondere parte dell’attività.
Non si tratta tuttavia di una prova diretta: la ricostruzione si basa sull’analisi delle tracce disponibili e sul confronto con altri dati.
Oltre 100 sortite ricostruite
Defense News afferma di aver individuato ben oltre cento sortite con caratteristiche riconducibili a operazioni cargo collegate al governo emiratino.
L’indagine è stata costruita partendo da un archivio commerciale contenente dati ADS-B e posizioni MLAT. I giornalisti hanno creato una banca dati di quasi 9.000 voli effettuati da diverse compagnie considerate parte di reti opache dall’inizio del 2025.
Ogni volo è stato successivamente controllato manualmente. Dove la copertura dei sistemi di tracciamento risultava incompleta, i dati sono stati confrontati con fotografie scattate da terra, fonti locali e immagini satellitari.
Alcune delle tracce più complete hanno indicato come destinazione ricorrente l’Etiopia, in particolare la Harar Meda Air Base, principale installazione dell’aeronautica militare etiope, e l’aeroporto internazionale di Addis Abeba.
Le autorità emiratine, Aviacon Zitotrans e le rappresentanze etiopi interpellate dalla testata non hanno risposto alle richieste di commento.
Il nodo del Sudan
Uno degli aspetti più delicati riguarda la guerra civile sudanese.
Secondo la ricostruzione di Defense News, Abu Dhabi sostiene le Rapid Support Forces, mentre Mosca mantiene rapporti con il governo sudanese e le Sudanese Armed Forces. Gli Emirati contestano però le accuse di fornire sostegno militare alle parti in conflitto.
La possibile attività di Aviacon Zitotrans per entrambi i committenti avrebbe quindi potuto portare gli stessi aeromobili a operare su rotte collegate a fronti opposti.
Alcuni voli provenivano da Russia e Turchia verso Port Sudan, principale punto logistico delle forze governative. Altri risultavano inseriti nelle operazioni attribuite agli Emirati attraverso l’entroterra africano.
L’inchiesta non consente però di determinare il contenuto di ogni singolo carico né di attribuire con certezza ciascun volo a una specifica operazione militare.
Una rete più ampia
Negli ultimi 18 mesi gli aerei di Aviacon Zitotrans sono stati tracciati anche in Libia, Uganda, Repubblica Democratica del Congo e Nigeria. In base agli schemi analizzati, molte di queste missioni sembrerebbero però collegate alle attività russe piuttosto che a quelle emiratine.
In altri casi gli Emirati sarebbero stati utilizzati semplicemente come scalo o centro logistico, senza che ciò dimostri necessariamente una committenza di Abu Dhabi.
Defense News sostiene inoltre che gli Emirati utilizzino una rete più ampia di società di copertura e velivoli civili noleggiati per attività cargo analoghe, un tema che la testata prevede di approfondire in una successiva parte dell’inchiesta.
Il quadro che emerge non dimostra quindi che ogni volo degli Il-76 sia stato effettuato per conto del governo emiratino, ma evidenzia una serie di schemi ricorrenti, documenti e collegamenti che, secondo Defense News, indicano un rapporto operativo tra Aviacon Zitotrans e strutture riconducibili agli Emirati Arabi Uniti.
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