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Somalia nel caos: sanguinosi scontri a Baidoa con droni e kamikaze, decine di morti

Baidoa sprofonda nel caos dopo la destituzione dell’ex presidente regionale Laftagareen: i suoi lealisti attaccano l’esercito federale con droni, kamikaze e armi pesanti. Decine di morti e feriti, ospedali al collasso. Mogadiscio denuncia presunti legami con al-Shabaab.

Somalia nel caos: sanguinosi scontri a Baidoa con droni e kamikaze, decine di morti
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Somalia nel caos: sanguinosi scontri a Baidoa con droni e kamikaze, decine di morti
Somalia nel caos: sanguinosi scontri a Baidoa con droni e kamikaze, decine di morti
Redazione Redazione 28 settembre 2026 3 min di lettura 38 Scarica PDF

Baidoa sprofonda nel caos dopo la destituzione dell’ex presidente regionale Laftagareen: i suoi lealisti attaccano l’esercito federale con droni, kamikaze e armi pesanti. Decine di morti e feriti, ospedali al collasso. Mogadiscio denuncia presunti legami con al-Shabaab.

La miccia che ha fatto esplodere la violenza affonda nelle profonde spaccature politiche seguite alla destituzione di Abdiaziz Hassan Mohamed "Laftagareen" dalla presidenza dello Stato regionale del Sud-Ovest. La rimozione, avvenuta nel marzo 2026, ha creato un pericoloso vuoto di potere e una contesa sulla legittimità istituzionale tra il governo federale di Mogadishu e i lealisti dell'ex leader locale. Baidoa, capoluogo amministrativo della regione, è diventata l'epicentro di questa lotta di potere, trasformandosi in un teatro di guerra urbana.

La dinamica dell'attacco

Secondo quanto riportato dai media regionali e dai report di sicurezza internazionali, le milizie fedeli a Laftagareen hanno lanciato un'offensiva su vasta scala contro le basi dell'esercito federale somalo (SNA). A differenza delle classiche schermaglie tra clan o fazioni politiche, l'attacco ha mostrato una capacità militare insolitamente elevata e tattiche di tipo terroristico:

  • Impiego di droni: L'uso di velivoli senza pilota per ricognizione o attacco segnala una preoccupante evoluzione nella dottrina bellica dei gruppi non statali nell'area.
  • Attentati suicidi: L'utilizzo di autobombe o kamikaze ha moltiplicato la letalità degli scontri, colpendo postazioni strategiche e aree densamente popolate.
  • Armi pesanti: Si registrano intensi scambi di colpi di artiglieria e mortai che hanno distrutto diverse infrastrutture civili.
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Il bilancio e la risposta del governo

Il ministero della Difesa somalo ha confermato i combattimenti, definendo l'assalto un atto eversivo e inserendolo in una narrazione di sicurezza nazionale. Mogadishu sostiene che le forze federali siano riuscite a respingere l'offensiva infliggendo pesanti perdite agli attaccanti. Nelle comunicazioni ufficiali, il governo federale ha inoltre accusato i lealisti di Laftagareen di aver stretto alleanze tattiche o operative con al-Shabaab — il gruppo jihadista legato ad al-Qaeda che da anni controlla vaste aree rurali della Somalia — sfruttando il caos politico per destabilizzare ulteriormente la regione.

Dall'altra parte, fonti mediche e umanitarie locali parlano di un bilancio drammatico: decine di morti e feriti, tra cui diversi civili rimasti coinvolti nel fuoco incrociato, mentre gli ospedali di Baidoa sono al collasso per l'afflusso di feriti gravi.

Il ruolo delle missioni italiane ed europee nel Paese

L'escalation violenta a Baidoa rappresenta un elemento di forte preoccupazione anche per la comunità internazionale, a partire dall'Italia e dall'Unione Europea, fortemente impegnate nella stabilizzazione delle istituzioni somale:
  • EUTM Somalia (Unione Europea): È la missione di addestramento militare dell'UE a cui l'Italia fornisce il contributo principale in termini di personale e leadership. La missione ha il compito di formare, addestrare e consigliare i quadri e le unità dell'esercito federale somalo (SNA), ovvero le stesse forze governative che in questo momento si trovano sotto attacco a Baidoa.
  • Nuova missione bilaterale Italia-Somalia: L'Italia ha ulteriormente rafforzato il proprio supporto strategico con una missione addestrativa e logistica diretta focalizzata sulla cooperazione tra le forze armate italiane e somale, affiancata dalla missione MIADIT guidata dai Carabinieri per la formazione delle forze di polizia.
  • EUNAVFOR Operation Atalanta e AUSSOM: A livello multilaterale, l'UE mantiene la presenza navale anti-pirateria nell'Oceano Indiano e nel Mar Rosso (Operation Atalanta) e contribuisce in modo decisivo al sostentamento della nuova missione dell'Unione Africana (AUSSOM), che garantisce il supporto operativo sul terreno contro le minacce eversive.
L'instabilità nel Sud-Ovest rischia così di mettere a dura prova gli sforzi internazionali di addestramento e costruzione delle capacità difensive somale, sollevando timori su come le forze armate locali riusciranno a gestire la doppia pressione della minaccia eversiva regionale e della lotta costante contro al-Shabaab.
 
Fonte: www.ansa.it

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