La cerimonia presso il Museo Vite di IMI
Nel corso della Giornata nazionale degli Internati Militari Italiani, istituita dalla Legge n. 6 del 13 gennaio 2025, il Comandante Territoriale Nazionale dell'Esercito, Generale di Corpo d'Armata Gianpaolo Mirra, ha consegnato riconoscimenti ufficiali ai familiari di quindici militari presso il Museo Vite di IMI. Tra i riconoscimenti conferiti figurano il distintivo d'Onore di «Volontario della Libertà», la Medaglia Commemorativa del periodo bellico 1940–1943, la Medaglia per la Guerra di Liberazione 1943–1945 e la dichiarazione di conferimento della Croce al Merito di Guerra.
Il significato storico e valoriale
Durante la cerimonia, il Generale Mirra ha sottolineato come la consegna di queste onorificenze intenda celebrare la memoria di tutti quei militari che, catturati dopo l'armistizio dell'8 settembre 1943, scelsero di sopportare sofferenze e privazioni piuttosto che aderire allo Stato nazionalsocialista e alla Repubblica sociale italiana. Ha inoltre rimarcato come il giuramento prestato rappresenti un impegno etico che continua a vivere nella memoria dei familiari presenti e che ancora oggi guida i soldati dell'Esercito, proprio come accadde durante il conflitto.
Criteri e ambito geografico dei riconoscimenti
Le Medaglie Commemorative sono state attribuite a coloro che, tra l'11 giugno 1940 e l'8 settembre 1943, hanno perso la vita in guerra, prestato servizio nell'Esercito per almeno tre mesi, subito ferite o mutilazioni, contratto infermità derivanti da operazioni belliche, partecipato a fatti d'arme significativi oppure ottenuto ricompense al Valor Militare o la Croce al Merito di Guerra. I distintivi d'Onore sono stati consegnati ai combattenti che, dopo l'8 settembre, furono deportati nei campi di concentramento tedeschi seguendo la campagna nei fronti dell'Africa Settentrionale, dei Balcani, della Grecia, dell'Albania e dell'Italia. Le quindici famiglie premiate provengono principalmente dalle province di Roma e Frosinone, con altre originarie dalle province di Latina e L'Aquila.
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