Il Corpo degli Ingegneri dell’Esercito degli Stati Uniti (US Army Corps of Engineers – USACE) è finito sotto esame dopo che un rapporto del Government Accountability Office (GAO) ha rilevato carenze nella documentazione relativa alla tutela ambientale dei progetti infrastrutturali.
Tra il 2020 e il 2025, su 74 progetti presentati al Congresso, soltanto 22 prevedevano piani per mitigare i possibili danni ambientali. Per i restanti 52, il Corpo ha stabilito che tali interventi non fossero necessari, senza però fornire, secondo il GAO, motivazioni sufficientemente chiare.
Piani ambientali in calo negli ultimi anni
Il rapporto, pubblicato l'8 ottobre, riguarda le attività del programma Civil Works, attraverso il quale il Genio militare statunitense realizza e gestisce infrastrutture idrauliche, argini, opere di prevenzione delle alluvioni, canali navigabili e interventi di ripristino degli ecosistemi acquatici.
La legislazione federale impone che, per i progetti sottoposti all'autorizzazione del Congresso, vengano indicate le misure previste per evitare, ridurre o compensare eventuali danni alla fauna, agli habitat naturali e alle risorse ecologiche.
Queste misure possono comprendere il ripristino delle zone umide, la protezione delle sponde fluviali e la creazione di habitat alternativi per pesci e altre specie.
L'analisi del GAO evidenzia una progressiva diminuzione dei progetti per i quali il Corpo ha ritenuto necessarie misure di mitigazione ambientale.
Nel 2024, soltanto uno dei 13 progetti esaminati prevedeva un piano specifico. Nel 2025, nessuno dei progetti presentati risultava accompagnato da un piano di mitigazione.
Il GAO precisa tuttavia che l'assenza di un piano non costituisce necessariamente un'irregolarità: il Corpo può stabilire che un intervento non richieda misure compensative, purché tale decisione sia adeguatamente motivata.
Le contestazioni del Government Accountability Office
Secondo l'organismo federale di controllo, il problema principale riguarda la trasparenza delle valutazioni tecniche trasmesse al Congresso.
Nella maggior parte dei 52 progetti per i quali non erano previste misure ambientali, la documentazione non chiariva sufficientemente perché tali interventi fossero stati giudicati superflui.
Le relazioni contenevano spesso formulazioni generiche, senza una spiegazione sintetica ed esplicita delle valutazioni effettuate.
Il GAO ha pertanto raccomandato all'Esercito di elaborare nuove linee guida per documentare le decisioni relative alla mitigazione ambientale, così da consentire al Congresso e al pubblico di comprendere meglio i possibili effetti delle opere.
L'Esercito respinge le raccomandazioni
Il Dipartimento dell'Esercito ha contestato le conclusioni del GAO.
In una lettera del 16 settembre, firmata da D. Lee Forsgren, responsabile ad interim delle funzioni del Segretario aggiunto dell'Esercito per le opere civili, l'amministrazione ha sostenuto che le procedure esistenti siano già sufficienti.
Secondo Forsgren, le relazioni tecniche prodotte dall'USACE, comprese quelle del Chief of Engineers, contengono informazioni adeguate per consentire ai decisori politici, alle agenzie competenti e al pubblico di comprendere quando siano necessarie misure di tutela degli habitat.
Il GAO ha comunque mantenuto la propria raccomandazione, giudicando necessaria una maggiore chiarezza nella documentazione presentata al Congresso.
Una questione di controllo e responsabilità
Il rapporto non dimostra che i 52 progetti abbiano provocato danni ambientali, né stabilisce che le relative valutazioni tecniche fossero necessariamente errate.
La contestazione riguarda invece la mancanza di giustificazioni chiaramente documentate per le decisioni di non prevedere interventi di mitigazione.
Si tratta di una questione significativa per un'organizzazione che, pur appartenendo all'Esercito statunitense, svolge una parte rilevante delle proprie attività nel settore delle infrastrutture civili e della gestione delle risorse idriche.
La raccomandazione del GAO rimane aperta. Il confronto tra l'organismo di controllo e l'Esercito riguarda quindi soprattutto il livello di dettaglio e trasparenza richiesto per autorizzare opere pubbliche potenzialmente incidenti sugli ecosistemi.
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