Il Pentagono ha assegnato a Raytheon, società del gruppo RTX, un contratto pluriennale del valore massimo di 6,3 miliardi di dollari per la produzione e il supporto degli intercettori balistici Standard Missile-3 Block IB (SM-3 IB).
L'accordo, annunciato l'8 ottobre 2026, prevede una durata iniziale di cinque anni, con la possibilità di estenderla per ulteriori due. L'obiettivo è ricostituire le scorte di missili impiegati dalla Marina statunitense e garantire una produzione continuativa di sistemi considerati essenziali per la difesa contro le minacce balistiche.
Il valore iniziale del contratto ammonta a circa 4,4 miliardi di dollari, ai quali potrebbero aggiungersi quasi 2 miliardi attraverso le opzioni previste. Non è stato comunicato il numero complessivo degli intercettori da produrre.
SM-3 Block IB, intercettazione balistica senza esplosivi
Lo Standard Missile-3 Block IB è un intercettore progettato per neutralizzare missili balistici a corto e medio raggio durante la fase intermedia della traiettoria, quando il bersaglio si trova al di fuori dell'atmosfera terrestre.
A differenza dei missili dotati di una testata esplosiva convenzionale, l'SM-3 utilizza il principio hit-to-kill, distruggendo il bersaglio attraverso l'impatto diretto ad altissima velocità.
Il sistema impiega un sensore infrarosso a due colori per individuare e seguire il bersaglio. Il veicolo d'intercettazione dispone inoltre di piccoli propulsori che permettono di correggere la traiettoria durante la fase terminale, aumentando la precisione dell'impatto.
Il missile può essere impiegato dalle unità navali dotate del sistema di combattimento Aegis e dalle installazioni terrestri Aegis Ashore, inserendosi nell'architettura integrata di difesa antimissile degli Stati Uniti e dei loro alleati.
Il primo impiego in combattimento nel 2024
L'SM-3 Block IB è stato utilizzato per la prima volta in combattimento nel 2024, quando i cacciatorpediniere statunitensi USS Arleigh Burke e USS Carney hanno lanciato intercettori per contrastare missili balistici iraniani diretti contro Israele.
L'impiego operativo ha confermato il ruolo degli SM-3 nella difesa contro attacchi balistici, evidenziando contemporaneamente la necessità di mantenere scorte adeguate per affrontare eventuali conflitti prolungati.
Il consumo di intercettori durante le operazioni in Medio Oriente ha infatti aumentato la pressione sulle capacità produttive dell'industria statunitense.
Secondo il Center for Strategic and International Studies (CSIS), lo Standard Missile-3 Block IB rientra tra sette categorie di munizionamento considerate particolarmente critiche per la disponibilità delle scorte americane. Nell'elenco figurano anche gli intercettori Patriot e THAAD, i missili da crociera Tomahawk e altre armi di precisione.
Produzione negli stabilimenti di Tucson e Huntsville
La produzione prevista dal nuovo contratto sarà concentrata principalmente negli stabilimenti Raytheon di Tucson, in Arizona, e Huntsville, in Alabama.
RTX ha già effettuato investimenti per ampliare la capacità industriale e accelerare la fabbricazione degli intercettori della famiglia Standard Missile.
L'accordo rappresenta inoltre l'attuazione di uno dei cinque accordi quadro sottoscritti nel febbraio 2026 tra Raytheon e il Dipartimento della Difesa statunitense, finalizzati a incrementare la produzione di munizionamento strategico.
«L'SM-3 Block IB ha dimostrato la propria rilevanza in combattimento e questo contratto ci aiuta a ricostituire le scorte e a tenere il passo con l'evoluzione delle minacce affrontate dalla US Navy, dalla Missile Defense Agency e dai loro partner in tutto il mondo», ha dichiarato Phil Jasper, presidente di Raytheon.
Gli Stati Uniti accelerano la produzione missilistica
L'accordo si inserisce in una più ampia iniziativa del Pentagono per aumentare la disponibilità di missili e intercettori, dopo il consumo registrato nei recenti conflitti.
Nelle ultime settimane Raytheon ha ottenuto anche un contratto del valore massimo di 24,4 miliardi di dollari per la produzione degli intercettori Standard Missile-6 (SM-6) e un accordo da 20,7 miliardi per i missili aria-aria AMRAAM.
Un ulteriore contratto, del valore di circa 22,9 miliardi di dollari, riguarda l'incremento della produzione dei missili da crociera Tomahawk, con l'obiettivo di raggiungere una capacità di 1.000 unità all'anno.
Parallelamente, Lockheed Martin ha ottenuto a luglio un accordo fino a 58,6 miliardi di dollari per la produzione di intercettori destinati al sistema Patriot.
La strategia statunitense punta quindi non soltanto a ricostituire le scorte già consumate, ma anche ad ampliare stabilmente la capacità produttiva dell'industria della Difesa.
Resta tuttavia la questione dei finanziamenti necessari per sostenere gli investimenti industriali, soprattutto nei segmenti della filiera caratterizzati da capacità produttive limitate.
Il nuovo contratto per gli SM-3 Block IB fornisce a Raytheon una prospettiva pluriennale per programmare produzione, approvvigionamenti e investimenti, mentre il Pentagono cerca di garantire la disponibilità di intercettori per le proprie forze e per la difesa degli alleati.
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