Vai al contenuto
Difesa News
ULTIMEUS Army, Sig Sauer sviluppa un caricatore da 25 colpi calibro 6.8 per la nuova carabina M8
Stati Uniti

Stati Uniti, il Congresso mette sotto esame i nuovi veicoli anfibi dei Marines: costi, vulnerabilità ai droni e problemi tecnici

Il Congressional Research Service chiede se le lezioni dell’Ucraina e l’eventuale espansione del Corpo richiedano modifiche e nuovi mezzi.

Marines statunitensi sbarcano su una spiaggia con un Amphibious Combat Vehicle durante una prova di attraversamento con la bassa marea a Camp Schwab, Okinawa, il 26 novembre 2024.
Marines statunitensi sbarcano su una spiaggia con un Amphibious Combat Vehicle durante una prova di attraversamento con la bassa marea a Camp Schwab, Okinawa, il 26 novembre 2024. - © Lance Cpl. Kendrick Jackson/U.S. Marine Corps
Marines statunitensi sbarcano su una spiaggia con un Amphibious Combat Vehicle durante una prova di attraversamento con la bassa marea a Camp Schwab, Okinawa, il 26 novembre 2024.
Stati Uniti
Stati Uniti, il Congresso mette sotto esame i nuovi veicoli anfibi dei Marines: costi, vulnerabilità ai droni e problemi tecnici
Marines statunitensi sbarcano su una spiaggia con un Amphibious Combat Vehicle durante una prova di attraversamento con la bassa marea a Camp Schwab, Okinawa, il 26 novembre 2024. - © Lance Cpl. Kendrick Jackson/U.S. Marine Corps
Redazione Redazione 8 min di lettura 0 Scarica PDF

Il Congresso USA esamina costi, vulnerabilità e futuro degli Amphibious Combat Vehicle dei Marines. Il rapporto evidenzia le minacce rappresentate dai droni, i problemi di peso e corrosione e il ridimensionamento del programma da 1.122 a 608 mezzi. Intanto Anduril è stata incaricata di sviluppare una protezione elettronica contro i droni.

Il Congressional Research Service (CRS), il servizio di ricerca del Congresso statunitense, ha sollevato una serie di interrogativi sul futuro degli Amphibious Combat Vehicle (ACV), i nuovi veicoli corazzati anfibi dell’US Marine Corps. Al centro dell'analisi figurano la vulnerabilità ai droni e alle munizioni guidate, i costi del programma, le esigenze operative dei Marines e alcuni problemi tecnici emersi durante l'impiego.

Il rapporto, aggiornato al 6 ottobre 2026, richiama in particolare le lezioni della guerra in Ucraina, dove la diffusione dei sistemi senza pilota ha profondamente modificato l'impiego dei mezzi corazzati sul campo di battaglia.

La questione riguarda direttamente il futuro delle operazioni anfibie statunitensi, nelle quali gli ACV sono destinati a sostituire i precedenti Assault Amphibious Vehicle (AAV), garantendo il trasporto dei Marines dalle navi alla costa e il successivo supporto alle operazioni terrestri.

La guerra in Ucraina mette in discussione la protezione degli ACV

Uno degli interrogativi principali sollevati dal rapporto riguarda la capacità dei nuovi mezzi anfibi di sopravvivere in un ambiente operativo caratterizzato dalla presenza diffusa di droni da ricognizione e attacco, munizioni circuitanti e sistemi d'arma di precisione.

Gli ACV sono progettati per trasportare la fanteria durante le operazioni di sbarco e fornire supporto di fuoco una volta raggiunta la terraferma. Tuttavia, le caratteristiche che li rendono adatti alle operazioni anfibie non garantiscono necessariamente un'adeguata protezione contro le minacce emerse negli ultimi anni.

Il Congressional Research Service si domanda quanto questi veicoli possano risultare vulnerabili durante gli sbarchi e nelle successive operazioni terrestri, chiedendo inoltre se il Marine Corps stia valutando ulteriori modifiche per migliorarne la sopravvivenza alla luce dell'esperienza ucraina.

Il problema non riguarda soltanto la corazzatura. I moderni droni possono individuare e seguire i movimenti dei mezzi, consentendo l'impiego di munizioni guidate o conducendo direttamente attacchi contro i veicoli.

Per una forza che basa una parte importante delle proprie capacità sulla mobilità anfibia, la possibilità di essere individuata e colpita durante l'avvicinamento alla costa rappresenta un elemento da considerare nella pianificazione delle operazioni.

Anduril svilupperà una protezione elettronica contro i droni

Una prima risposta è già arrivata dal Marine Corps, che nel settembre 2026 ha assegnato ad Anduril Industries un contratto per integrare sugli ACV un sistema di contrasto ai droni.

La soluzione individuata è Pulsar-L, un apparato che combina sensori e capacità di disturbo elettronico per contrastare piccoli velivoli senza pilota appartenenti ai gruppi 1 e 2, in particolare quelli che utilizzano collegamenti radio.

Il sistema è progettato per individuare e contrastare più minacce, anche mentre il veicolo è in movimento.

Secondo la documentazione contrattuale, Pulsar-L è già utilizzato dallo US Special Operations Command (SOCOM), anche grazie al peso contenuto e alla possibilità di operare sia da postazioni statiche sia su piattaforme mobili.

L'integrazione di un sistema di guerra elettronica rappresenta un tentativo di adattare l'ACV alle minacce più recenti. Rimane tuttavia da verificare quanto questa protezione possa risultare efficace contro l'intera gamma di droni impiegati nei conflitti moderni, compresi quelli capaci di operare senza collegamenti radio convenzionali.

Da 1.122 a 608 veicoli: ridimensionato il programma

Il rapporto affronta anche il numero di mezzi che il Marine Corps intende acquistare.

Il programma iniziale prevedeva 1.122 Amphibious Combat Vehicle, ma l'attuale pianificazione è stata ridotta a 608 unità, suddivise in quattro versioni.

Versione

Funzione

Quantità

ACV-P

Trasporto personale

389

ACV-C

Comando e controllo

33

ACV-30

Supporto di fuoco con cannone da 30 mm

152

ACV-R

Recupero e assistenza tecnica

34

Totale

 

608

L'ACV-P rappresenta la versione principale e può trasportare tre membri dell'equipaggio e tredici Marines, con equipaggiamenti e rifornimenti per due giorni di combattimento.

La variante ACV-30 è destinata a fornire supporto di fuoco alla fanteria attraverso un cannone automatico da 30 mm, mentre l'ACV-C integra le apparecchiature necessarie per le attività di comando e controllo.

L'ACV-R è invece progettato per il recupero dei veicoli danneggiati e per le attività di manutenzione sul campo.

Il 30 settembre 2026 BAE Systems ha ricevuto una modifica contrattuale da circa 230 milioni di dollari per la produzione di 32 ACV-R. La conclusione delle consegne è prevista entro novembre 2028.

Questa commessa riguarda l'ultima delle quattro varianti previste dal programma.

Il possibile aumento degli organici potrebbe richiedere nuovi mezzi

Un'altra questione riguarda la futura struttura del Corpo dei Marines.

Una revisione organizzativa presentata nel settembre 2026 ha proposto un incremento di oltre 6.500 militari entro il 2032, con il rafforzamento di 19 battaglioni di fanteria e di due Littoral Combat Team.

L'eventuale ampliamento degli organici potrebbe comportare la necessità di acquistare ulteriori veicoli anfibi rispetto ai 608 attualmente programmati.

Il costo indicativo di un ACV è di circa 6 milioni di dollari, con differenze in funzione della variante e delle configurazioni.

Il Congresso dovrà quindi valutare se l'espansione delle unità di fanteria richiederà un aumento del numero di mezzi e quali risorse finanziarie saranno necessarie.

Per l'anno fiscale 2027, la Marina statunitense ha richiesto 237 milioni di dollari destinati agli aggiornamenti degli ACV.

Il peso dei veicoli e le difficoltà nelle operazioni anfibie

Oltre alla vulnerabilità alle nuove minacce, il programma deve affrontare problemi tecnici già riscontrati durante le attività operative e addestrative.

Uno degli aspetti riguarda il peso, che ha raggiunto circa 35 tonnellate.

Nel 2025, attraverso un'iniziativa Small Business Innovation Research (SBIR), la Marina statunitense ha cercato soluzioni per ridurre la massa dei veicoli, con particolare attenzione alle versioni ACV-30 e ACV-R, più pesanti rispetto alla configurazione per il trasporto del personale.

L'obiettivo è ottenere una riduzione di almeno 2.000 libbre, pari a circa 900 chilogrammi, per veicolo.

Tra i componenti potenzialmente interessati figurano portelli, rampe posteriori, alberi di trasmissione, serbatoi esterni, elementi della sospensione, pannelli della torretta e componenti della protezione aggiuntiva.

Una diminuzione del peso potrebbe migliorare l'efficienza dei consumi e contribuire a ottimizzare il baricentro e le caratteristiche di galleggiamento.

La questione ha conseguenze dirette sulla sicurezza delle operazioni anfibie, durante le quali stabilità e comportamento del veicolo in acqua assumono un'importanza fondamentale.

Nel luglio 2022, durante un'attività addestrativa al largo della California, due ACV furono coinvolti in incidenti in condizioni di mare particolarmente agitato. Uno dei mezzi si inclinò su un fianco nella zona dei frangenti, mentre un secondo rimase immobilizzato.

Gli occupanti riuscirono a mettersi in salvo, ma gli episodi portarono alla sospensione temporanea di alcune attività in mare aperto e all'introduzione di limitazioni operative.

Le procedure successive hanno previsto restrizioni legate all'altezza dei frangenti, con un limite indicato di quattro piedi, circa 1,2 metri.

Anche la corrosione dell'acqua salata crea problemi

Un'altra criticità riguarda la resistenza dei componenti meccanici all'ambiente marino.

L'impiego frequente in acqua salata, associato agli intensi cicli addestrativi e operativi del Marine Corps, sottopone i veicoli a condizioni particolarmente aggressive.

Nel gennaio 2026 è stata pubblicata una richiesta preliminare al mercato per oltre 5.000 elementi delle sospensioni resistenti alla corrosione, destinati a risolvere problemi riscontrati sugli ACV.

La corrosione rappresenta un problema rilevante per la disponibilità operativa dei mezzi, poiché può aumentare la frequenza degli interventi di manutenzione e incidere sui costi di gestione.

Anche il programma di alleggerimento dei veicoli dovrà tenere conto di queste condizioni, utilizzando materiali e soluzioni progettuali adeguati all'impiego in acqua salata.

Il futuro degli ACV tra operazioni anfibie e nuove minacce

Il rapporto del Congressional Research Service non mette formalmente in discussione la prosecuzione del programma ACV, ma individua una serie di aspetti che il Congresso potrebbe approfondire nell'esercizio delle proprie funzioni di controllo e finanziamento.

L'US Marine Corps sta trasformando progressivamente la propria struttura per operare in scenari caratterizzati da minacce missilistiche, sensori distribuiti e sistemi senza pilota, con particolare attenzione alle operazioni nel Pacifico.

In questo contesto, gli Amphibious Combat Vehicle dovranno garantire non soltanto la capacità di trasportare la fanteria dalle navi alla costa, ma anche la possibilità di operare in ambienti nei quali i veicoli corazzati possono essere individuati e attaccati a grande distanza.

La sfida sarà conciliare mobilità anfibia, protezione, capacità di combattimento e sostenibilità economica, senza compromettere la disponibilità operativa delle unità.

Le lezioni della guerra in Ucraina e l'evoluzione delle minacce rappresentano quindi elementi centrali nelle valutazioni sul futuro di una delle principali piattaforme terrestri del Corpo dei Marines statunitense.

Fonti

Condividi

Newsletter

Resta aggiornato

Iscriviti alla newsletter di DIFESA NEWS e ricevi le ultime notizie direttamente nella tua casella email.

oppure

RICEVILE PER TELEGRAM

Commenti

Nessun commento ancora. Sii il primo!

Lascia un commento

Non sarà pubblicata.

I commenti vengono moderati prima della pubblicazione.