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USA, l'Esercito guarda al radar G/ATOR dei Marines: rileva droni e missili e guida la difesa aerea

Il Corpo dei Marines ha ricevuto 43 dei 60 sistemi ordinati. L’azienda riferisce di contatti avviati anche con l’Esercito Usa.

Un radar AN/TPS-80 G/ATOR del Corpo dei Marines segue velivoli presso la base aerea di Siauliai, in Lituania.
Un radar AN/TPS-80 G/ATOR del Corpo dei Marines segue velivoli presso la base aerea di Siauliai, in Lituania. - © Cpl. Adam Henke/Marine Corps
Un radar AN/TPS-80 G/ATOR del Corpo dei Marines segue velivoli presso la base aerea di Siauliai, in Lituania.
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USA, l'Esercito guarda al radar G/ATOR dei Marines: rileva droni e missili e guida la difesa aerea
Un radar AN/TPS-80 G/ATOR del Corpo dei Marines segue velivoli presso la base aerea di Siauliai, in Lituania. - © Cpl. Adam Henke/Marine Corps
Redazione Redazione 6 min di lettura 10 Scarica PDF

L'U.S. Army ha manifestato interesse per il radar AN/TPS-80 G/ATOR di Northrop Grumman, già impiegato dai Marines. Il sistema AESA a 360° rileva droni, missili e velivoli, supporta la difesa aerea e le operazioni di controbatteria. Trasportabile e schierabile in meno di dieci minuti, ha raggiunto 43 consegne su 60 previste. Nessun acquisto dell'Esercito è ancora confermato.

L'U.S. Army ha manifestato interesse per il sistema radar AN/TPS-80 G/ATOR (Ground/Air Task Oriented Radar), sviluppato da Northrop Grumman e già impiegato dal Corpo dei Marines statunitensi. Si tratta di una piattaforma radar multifunzione progettata per individuare, tracciare e contribuire all'intercettazione di minacce aeree, dai piccoli droni ai missili da crociera, fino agli aeromobili convenzionali.

L'interesse dell'Esercito arriva dopo i risultati ottenuti dal sistema nel corso del suo impiego operativo e mentre il Pentagono continua a rafforzare le capacità di difesa aerea e antimissile delle proprie forze terrestri.

Secondo quanto dichiarato da Paul Weaver, direttore della divisione Mission Systems di Northrop Grumman, durante un incontro con la stampa del 7 ottobre, l'azienda ha recentemente avviato interlocuzioni anche con i vertici dell'U.S. Army per valutare le potenzialità del radar.

Non è stata tuttavia confermata alcuna decisione di acquisto da parte dell'Esercito. Le discussioni riguardano, per il momento, le capacità operative e le possibili modalità d'impiego del sistema.

Un radar multifunzione per la guerra moderna

Il G/ATOR nasce dall'esigenza dei Marines di sostituire cinque precedenti sistemi radar con un'unica piattaforma capace di svolgere contemporaneamente diverse missioni.

Il radar impiega una tecnologia AESA (Active Electronically Scanned Array), con scansione elettronica attiva, operante in banda S e basata su componenti al nitruro di gallio (GaN).

La copertura a 360 gradi consente di effettuare sorveglianza dello spazio aereo, acquisizione e tracciamento dei bersagli e supporto al controllo del fuoco dei sistemi di difesa.

Una delle caratteristiche principali è la capacità di generare dati di tracciamento sufficientemente precisi per l'impiego delle armi, permettendo ai sistemi collegati di ingaggiare le minacce individuate.

Il G/ATOR non è quindi un'arma che abbatte direttamente missili o droni, ma un sensore che può fornire le informazioni necessarie ai sistemi di intercettazione, sia cinetici sia non cinetici.

Oltre alla sorveglianza aerea, il radar può individuare i punti di origine di tiri ostili, inclusi razzi, colpi di artiglieria e mortai, contribuendo alle operazioni di controbatteria. Può inoltre svolgere funzioni di controllo del traffico aereo.

Mobilità e rapidità di schieramento

Uno degli aspetti che distinguono il sistema è la sua mobilità tattica, particolarmente importante nelle operazioni expeditionary, dove le unità devono poter spostare rapidamente sensori e sistemi d'arma.

Il G/ATOR pesa circa 4.080 chilogrammi ed è trasportabile a bordo di velivoli C-130 Hercules e convertiplani MV-22 Osprey.

Secondo Northrop Grumman, un equipaggio di quattro operatori può schierare il radar e renderlo operativo in meno di dieci minuti.

Il sistema dispone inoltre di differenti livelli di potenza, da 60 kW per gli ingaggi a medio raggio fino a 75 kW per il supporto agli ingaggi a maggiore distanza.

Queste caratteristiche consentono alle unità di creare una rete di sorveglianza distribuita, riposizionando frequentemente i radar per ridurre la vulnerabilità agli attacchi nemici.

La possibilità di utilizzare più sistemi in maniera coordinata permette inoltre di complicare il processo di individuazione e attacco da parte dell'avversario, aumentando la sopravvivenza degli assetti sul campo di battaglia.

Droni e missili da crociera: le minacce principali

L'evoluzione della guerra in Ucraina e i conflitti in Medio Oriente hanno evidenziato l'importanza di disporre di sensori capaci di individuare bersagli piccoli, a bassa quota e difficili da distinguere dal terreno circostante.

Secondo Northrop Grumman, il G/ATOR ha dimostrato buone prestazioni in ambienti caratterizzati da un elevato clutter radar, ossia la presenza di ritorni radar prodotti dal terreno, dagli edifici e da altri elementi che possono rendere più complessa l'identificazione dei bersagli.

Questa capacità risulta particolarmente utile nel contrasto ai sistemi aerei senza pilota (UAS), dai droni di piccole dimensioni alle piattaforme più grandi, e ai missili da crociera.

L'azienda sottolinea inoltre che il radar può essere integrato con differenti sistemi di comando e controllo e con le architetture di difesa aerea, consentendo di trasferire i dati acquisiti agli assetti incaricati dell'intercettazione.

Le capacità dichiarate comprendono anche il supporto al contrasto di minacce balistiche e ipersoniche, fermo restando che l'efficacia complessiva dipende dalla configurazione della rete difensiva e dai sistemi d'arma collegati.

Già consegnati 43 sistemi su 60 ordinati

Il G/ATOR è entrato nella fase iniziale di distribuzione operativa presso il Corpo dei Marines nel 2018.

Alla data delle dichiarazioni di ottobre 2026, Northrop Grumman aveva consegnato 43 dei 60 sistemi previsti dal programma, cinque dei quali destinati all'Aeronautica statunitense e uno alle attività di prova e valutazione della Marina.

Nel 2025 il sistema ha ricevuto un aggiornamento software che ha migliorato le prestazioni di sorveglianza aerea a maggiore distanza e le capacità di identificazione dei velivoli amici e ostili.

Le prestazioni hanno spinto i vertici dei Marines a valutare un possibile incremento delle acquisizioni, con l'obiettivo di distribuire il radar a un numero maggiore di unità.

Perché anche l'U.S. Army è interessato

L'interesse dell'Esercito statunitense si inserisce in una trasformazione delle esigenze di difesa delle forze terrestri, chiamate a operare in scenari nei quali la minaccia può arrivare contemporaneamente da droni, missili, velivoli e sistemi di artiglieria.

In questo contesto, un radar capace di svolgere diverse missioni, rapidamente trasportabile e integrabile con altri sistemi potrebbe rappresentare un elemento utile per rafforzare la difesa delle unità schierate.

Particolare importanza assume la capacità di mantenere operative reti di sensori distribuite, evitando di concentrare la sorveglianza aerea su poche postazioni fisse facilmente individuabili.

Il G/ATOR è inoltre progettato per le operazioni dei Marines nel Pacifico, dove il concetto di Expeditionary Advanced Base Operations (EABO) prevede l'impiego di unità distribuite su basi avanzate, anche temporanee, per sostenere operazioni in ambienti contesi.

L'interesse manifestato dall'U.S. Army non equivale ancora all'avvio di un nuovo programma di acquisizione, ma indica come le capacità sviluppate per i Marines possano trovare applicazione anche presso altre componenti delle Forze Armate statunitensi.

In prospettiva, la combinazione tra radar mobili, reti di comando e controllo e sistemi di intercettazione potrebbe assumere un ruolo sempre più rilevante nella protezione delle forze terrestri, soprattutto in scenari caratterizzati da attacchi simultanei e dall'impiego massiccio di droni.

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