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USA, 49 milioni di dollari per una piattaforma software militare: l'Esercito punta su Kaizen Laboratories

L'accordo IDIQ da 49 milioni di dollari riguarda applicazioni, flussi di lavoro, registri e sistemi di rendicontazione dell'Esercito.

Militari analizzano dati al computer durante un'esercitazione di prontezza al dispiegamento a Fort Carson, in Colorado.
Militari analizzano dati al computer durante un'esercitazione di prontezza al dispiegamento a Fort Carson, in Colorado. - © Spc. Jonathan Reyes/U.S. Army
Militari analizzano dati al computer durante un'esercitazione di prontezza al dispiegamento a Fort Carson, in Colorado.
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USA, 49 milioni di dollari per una piattaforma software militare: l'Esercito punta su Kaizen Laboratories
Militari analizzano dati al computer durante un'esercitazione di prontezza al dispiegamento a Fort Carson, in Colorado. - © Spc. Jonathan Reyes/U.S. Army
Redazione Redazione 6 min di lettura 19 Scarica PDF

L'U.S. Army ha affidato a Kaizen Laboratories un accordo quinquennale da 49 milioni di dollari, con un primo ordine da 43 milioni per applicazioni destinate ad attività classificate. La piattaforma utilizzerà componenti software condivisi e strumenti di intelligenza artificiale per accelerare sviluppo e aggiornamenti, modernizzando gestione operativa, logistica e processi militari.

L'U.S. Army ha affidato alla società tecnologica statunitense Kaizen Laboratories un contratto per sviluppare una piattaforma software comune destinata alla gestione di applicazioni e processi militari, comprese attività che coinvolgono informazioni classificate e materiale sensibile.

L'accordo, del valore massimo di 49 milioni di dollari, prevede un primo ordine da 43 milioni di dollari e rientra nella strategia dell'Esercito statunitense per modernizzare le proprie infrastrutture digitali, ridurre la frammentazione dei sistemi informatici e accelerare lo sviluppo di applicazioni per le esigenze operative.

L'obiettivo è realizzare un'architettura software riutilizzabile, sulla quale sviluppare differenti applicazioni senza dover progettare ogni volta nuovi sistemi indipendenti.

Una piattaforma comune per le applicazioni militari

Il contratto è strutturato secondo la formula Indefinite Delivery, Indefinite Quantity (IDIQ), che permette all'amministrazione militare di ordinare servizi e soluzioni software in funzione delle necessità, entro il valore massimo stabilito.

L'accordo ha una durata prevista di cinque anni, con attività che potranno proseguire fino al settembre 2031.

La piattaforma sarà destinata a supportare diversi ambiti dell'organizzazione militare, tra cui la gestione delle missioni, i processi amministrativi, le attività del personale, la logistica e la produzione di documentazione e rapporti operativi.

Secondo quanto comunicato dall'azienda, le nuove applicazioni saranno progettate per operare al di sopra dei sistemi informativi già utilizzati dall'Esercito, senza richiedere necessariamente la sostituzione delle infrastrutture esistenti.

Questo approccio consentirebbe di introdurre nuove funzionalità mantenendo i database e i sistemi di registrazione già in servizio, attraverso un livello applicativo comune.

Il primo ordine riguarda attività classificate, ma non sono stati divulgati i dettagli delle applicazioni militari interessate, né le specifiche tecniche dei sistemi destinati al trattamento delle informazioni riservate.

Intelligenza artificiale e sviluppo software più rapido

Uno degli elementi centrali della soluzione proposta da Kaizen Laboratories è l'utilizzo di componenti software riutilizzabili, affiancati da strumenti di intelligenza artificiale per accelerare lo sviluppo delle applicazioni.

L'azienda utilizza due tecnologie principali: Taproot e Blacksmith.

Taproot costituisce il livello applicativo che mette a disposizione funzionalità comuni, come la gestione delle identità, la raccolta dei dati, la reportistica, la pianificazione delle attività e l'organizzazione dei processi di lavoro.

Blacksmith, invece, utilizza l'intelligenza artificiale per trasformare i requisiti richiesti dagli utilizzatori in architetture software, configurazioni e modelli di dati.

Secondo Kaizen, questo approccio permette di realizzare applicazioni funzionanti nell'arco di alcune settimane, anziché richiedere mesi o anni di sviluppo personalizzato.

L'impiego dell'IA riguarda quindi principalmente l'ingegneria del software e l'automazione dei processi di sviluppo, non necessariamente l'analisi autonoma delle informazioni classificate o l'assunzione di decisioni operative.

Superare la frammentazione dei sistemi informatici

Uno dei problemi che l'Esercito statunitense intende affrontare riguarda la presenza di numerose applicazioni sviluppate separatamente, spesso con interfacce, procedure e modalità di gestione differenti.

Questa frammentazione può rendere più complessa la manutenzione, rallentare gli aggiornamenti e richiedere investimenti aggiuntivi quando nasce l'esigenza di introdurre nuove funzionalità.

La strategia proposta da Kaizen punta invece alla standardizzazione delle componenti comuni, mantenendo la possibilità di adattare le singole applicazioni alle esigenze dei diversi reparti e comandi.

Per esempio, sistemi destinati alla gestione del personale, alla pianificazione logistica o alla registrazione delle attività potrebbero condividere meccanismi di autenticazione, gestione dei dati e produzione dei rapporti.

In questo modo, nuove applicazioni potrebbero essere sviluppate partendo da componenti già disponibili e collaudati, riducendo la necessità di realizzare ogni volta un'infrastruttura completamente nuova.

Nikhil Reddy, cofondatore e amministratore delegato di Kaizen Laboratories, ha spiegato che l'Esercito sta modificando le proprie modalità di acquisizione del software, poiché le necessità operative non possono attendere i tempi richiesti dai tradizionali programmi di sviluppo personalizzato.

La gestione delle informazioni classificate

Un aspetto significativo dell'accordo riguarda il primo incarico, destinato ad applicazioni per processi militari classificati.

La gestione di queste informazioni richiede normalmente ambienti informatici sottoposti a specifici controlli di sicurezza, autorizzazioni di accesso e procedure di protezione dei dati.

Tuttavia, non sono state rese pubbliche le caratteristiche dell'infrastruttura di sicurezza che accompagnerà la nuova piattaforma.

Non è quindi possibile stabilire, sulla base delle informazioni disponibili, quali reti classificate verranno utilizzate, quali livelli di classificazione saranno interessati o come saranno organizzati gli ambienti di elaborazione.

L'adozione di una piattaforma applicativa comune potrebbe comunque agevolare la gestione centralizzata degli aggiornamenti e delle procedure di sicurezza, purché venga accompagnata da adeguati meccanismi di separazione degli accessi e protezione delle informazioni.

Kaizen ha già realizzato il marketplace antidroni del Pentagono

La collaborazione con l'Esercito arriva dopo un precedente progetto realizzato da Kaizen Laboratories per il Dipartimento della Difesa statunitense.

Nell'agosto 2026, la società ha sviluppato una piattaforma digitale per l'acquisizione di tecnologie contro i droni, in collaborazione con la Joint Interagency Task Force 401 (JIATF-401).

Il sistema funziona come un marketplace riservato agli acquirenti autorizzati del settore della Difesa, attraverso il quale le aziende possono proporre prodotti e soluzioni per il contrasto ai sistemi aerei senza pilota.

L'obiettivo è semplificare le procedure di individuazione e acquisto delle tecnologie, riducendo alcuni degli ostacoli amministrativi che rallentano l'introduzione di nuovi equipaggiamenti.

Per questo progetto Kaizen aveva ottenuto un accordo del valore massimo di 15 milioni di dollari.

L'esperienza maturata nella realizzazione del marketplace ha contribuito a dimostrare l'applicabilità della piattaforma software anche a processi più complessi dell'amministrazione militare.

Il software come componente della capacità operativa

L'accordo con Kaizen Laboratories riflette un orientamento sempre più evidente nelle Forze Armate statunitensi: considerare il software una componente essenziale della capacità operativa, da aggiornare con maggiore frequenza rispetto ai tradizionali cicli di acquisizione militare.

La disponibilità di applicazioni rapidamente modificabili può incidere sulla gestione delle risorse, sulla preparazione del personale e sulla capacità dei comandi di adattare i processi alle nuove esigenze.

Per l'U.S. Army, la sfida non riguarda soltanto la realizzazione di nuovi programmi informatici, ma la possibilità di creare un ecosistema digitale più integrato, nel quale applicazioni differenti possano utilizzare componenti condivisi.

Il risultato dipenderà dalla capacità di integrare le nuove soluzioni con i sistemi esistenti, mantenendo i necessari requisiti di sicurezza, affidabilità e disponibilità.

Il primo contratto da 43 milioni di dollari rappresenta quindi un investimento nella modernizzazione dell'infrastruttura applicativa militare, con la possibilità di estendere successivamente la piattaforma ad altri settori dell'Esercito.

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