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Il Marocco avvia la produzione di Droni d'attacco a lungo raggio con la tecnologia francese

Il Marocco e Harmattan AI svilupperanno e produrranno il drone d'attacco a lungo raggio IRIFI, in base a un accordo annunciato al Marrakech Airshow. Rabat, cliente di lancio del programma, punta ad avviare la produzione entro la fine del 2027: il sistema è progettato per missioni fino a 2.000 chilometri, con navigazione indipendente dal GPS e guida visiva.

Il Marocco avvia la produzione di Droni d'attacco a lungo raggio con la tecnologia francese
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Il Marocco avvia la produzione di Droni d'attacco a lungo raggio con la tecnologia francese
Il Marocco avvia la produzione di Droni d'attacco a lungo raggio con la tecnologia francese
Redazione Redazione 3 min di lettura 23 Scarica PDF

Il Marocco e Harmattan AI svilupperanno e produrranno il drone d'attacco a lungo raggio IRIFI, in base a un accordo annunciato al Marrakech Airshow. Rabat, cliente di lancio del programma, punta ad avviare la produzione entro la fine del 2027: il sistema è progettato per missioni fino a 2.000 chilometri, con navigazione indipendente dal GPS e guida visiva.

RABAT / MARRAKECH — Il Marocco ha compiuto un passo decisivo verso la creazione di un'industria nazionale di droni militari stringendo un accordo con la società tecnologica di difesa francese Harmattan AI. La partnership prevede lo sviluppo e la produzione congiunta del sistema d'attacco autonomo a lungo raggio IRIFI, segnando un'espansione fondamentale delle ambizioni industriali della difesa di Rabat e riducendo la dipendenza dalle importazioni di armamenti.

L'accordo, annunciato durante il Marrakech Airshow, fa seguito a una partnership strategica già siglata nel giugno precedente. Il progetto per il drone IRIFI mira a colmare il divario esistente tra i droni d'attacco economici di massa (come i tipo Shahed) e i missili a lungo raggio ad alta precisione ma estremamente costosi (come Tomahawk o Storm Shadow). Il Marocco figura come cliente di lancio e parteciperà in modo significativo alla definizione del sistema, con l'obiettivo di avviare la produzione entro la fine del 2027.

Dettagli tecnici e architettura del drone IRIFI

L'IRIFI è progettato per condurre missioni d'attacco in profondità (deep-strike) fino a una distanza di 2.000 chilometri. Il sistema adotta un'architettura classica con motori a combustione, potenziata da sensori ottici, telecamere e capacità di calcolo di bordo per volare a bassa quota, eludere le minacce e incrementare la capacità di sopravvivenza.

Dal punto di vista operativo e di navigazione, il drone presenta le seguenti caratteristiche chiave:
  • Autonomia completa: È in grado di condurre missioni autorizzate dall'inizio alla fine senza alcun controllo umano durante l'esecuzione.
  • Navigazione GPS-indipendente: Funziona anche in assenza di segnale GPS/GNSS o in ambienti soggetti a guerra elettronica.
  • Elevata precisione: Utilizza sistemi di guida visiva avanzati per raggiungere una precisione metrica sul bersaglio.

Dalla produzione di componenti all'integrazione di sistemi complessi

L'iniziativa si inserisce nel programma del Regno per strutturare un comparto manifatturiero militare interno, sfruttando un'industria aerospaziale civile già consolidata (160 aziende, 25.000 addetti e 3 miliardi di dollari di export nel 2025, con l'obiettivo di 5 miliardi entro tre anni a supporto di colossi come Airbus, Boeing e Safran).

Fino ad oggi, la crescita del settore era legata alla produzione di componenti. Ora, Rabat intende spingere le imprese locali verso l'integrazione completa di sistemi complessi. Sebbene la filiera civile fornisca già competenze su strutture e propulsione, i droni d'attacco richiedono competenze specialistiche in guida, comunicazioni sicure, software di missione e integrazione d'armamento, ambito in cui l'apporto di Harmattan AI risulta determinante.

L'ecosistema tecnologico e le implicazioni regionali

Il Marocco sta diversificando le proprie alleanze strategiche oltre la Francia: mantiene stretti legami con la turca Baykar (produttrice del Bayraktar TB2) e ha ampliato la cooperazione con Israele tramite la Moroccan Military Industry (legata ad Elbit Systems) per la produzione locale di torrette per veicoli corazzati e armi anti-drone. Questa rete multi-vettore garantisce accesso a diversi ecosistemi tecnologici, pur ponendo sfide di compatibilità e restrizioni sulle esportazioni.

L'espansione manifatturiera della difesa marocchina si sviluppa nel contesto della competizione di sicurezza con l'Algeria e delle dinamiche nel Sahara Occidentale. La produzione interna garantirà a Rabat maggiore flessibilità nella manutenzione, nell'aggiornamento e nella disponibilità operativa del proprio inventario militare.

La sfida principale per il Marocco consisterà nel trasformare i protocolli d'intesa in linee di produzione operative e sostenibili, sviluppando capacità ingegneristiche locali e catene di fornitura affidabili senza limitarsi al semplice assemblaggio di componenti importati.

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