In orbita il primo satellite che raccoglierà dati per la difesa in una futura costellazione. Intanto la società torinese guarda al mercato dei capitali e alla quotazione al Nasdaq: il CEO David Avino — con un passato da Capitano al 185° Reggimento Ricognizione Acquisizione Obiettivi (RAO) "Folgore" — traccia le prospettive di una crescita record alimentata da un modello di business interamente all-in-house e a capitale italiano.
Argotec, la realtà aerospaziale torinese specializzata nel settore dei microsatelliti e fresca di accordo strategico con il colosso tedesco della difesa Rheinmetall, guarda con sempre maggiore concretezza al mercato dei capitali e a nuovi investitori per accelerare la scalata globale.
I dati economico-finanziari della società mostrano una svolta industriale straordinaria:
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Ricavi record 2025: fatturato balzato in avanti del +60% a 57 milioni di euro (rispetto ai 35,4 milioni del 2024), con la prospettiva di raggiungere i 100 milioni di euro.
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Redditività ed EBITDA da record: EBITDA arrivato al 28% (oltre 16 milioni di euro), a testimonianza dell'eccezionale solidità finanziaria di un’azienda profittevole e capace di generare cassa fin dal primo giorno.
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Raccolta capitali e investitori: avviato un piano per raccogliere 100 milioni di euro da nuovi investitori per correre in un mercato mondiale sempre più competitivo.
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Crescita dell'organico: superata la soglia di 250 addetti (con quasi 70 posizioni aperte), puntando a raggiungere 400 dipendenti complessivi tra Italia e USA tra fine anno e inizio 2027.
«Siamo sempre stati un’azienda atipica, profittevole fin dal primo giorno nonostante i molti milioni investiti», spiega David Avino, CEO e co-founder dell'azienda, che guida la società con la disciplina e il rigore derivanti dai suoi trascorsi da Capitano al 185° Reggimento Paracadutisti.
Interpellato su una possibile quotazione al Nasdaq, Avino conferma l'interesse strategico per gli USA: «Gli Stati Uniti per noi rappresentano un mercato più grande e dove puntiamo a crescere». Oltre al polo di Los Angeles per le soluzioni TLC avanzate, Argotec ha aperto la sua facility produttiva a Melbourne, in Florida (a ridosso di Cape Canaveral), dove sono previsti ulteriori investimenti per 30 milioni di dollari.
L'alleanza con Rheinmetall e le sentinelle dello spazio
L’intesa con Rheinmetall ha portato in orbita il primo satellite di una costellazione dedicata alla sorveglianza militare e alla difesa aerea, con un secondo lancio programmato per il 2028.
«Avere un partner come Rheinmetall, il più importante nella difesa a livello europeo, è per noi un grande successo. Ci sono opportunità molto rilevanti in pipeline sia per l'Italia che per la Germania», osserva Avino.
I satelliti opereranno in rete come vere e proprie sentinelle spaziali, trasformando i dati in informazioni strategiche a supporto dei processi decisionali per prevenire e anticipare potenziali minacce. Le tecnologie di navigazione autonoma e identificazione target mature nelle missioni NASA deep space trovano oggi applicazione diretta anche nel comparto Difesa.
Intelligenza Artificiale e produzione industriale all-in-house
L'elaborazione dei dati sfrutta sistemi di edge computing ed intelligenza artificiale direttamente a bordo dei vettori:
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Machine Learning nello spazio: le applicazioni analizzano ed elaborano i dati in orbita per restituire a terra informazioni già pronte all'uso.
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Controllo umano centrale: l'interpretazione finale e le decisioni strategiche rimangono sempre affidate alla responsabilità dell'uomo.
L'intera filiera produttiva segue un modello interamente all-in-house: nell'impianto entra la materia prima (alluminio) ed escono i satelliti finiti e testati. Nello SpacePark di San Mauro Torinese (12.000 metri quadri inaugurati nel 2024), la capacità produttiva ha abbandonato la dimensione artigianale e punta alla cadenza industriale di un satellite alla settimana (su piattaforme standard fino a 350 kg), arrivando a partecipare a circa 20 lanci in un solo anno.
Tra i progetti di punta all'orizzonte figura la missione Henon (prevista per il 2027), destinata a spingersi fino a 27 milioni di chilometri dalla Terra. Un percorso di eccellenza tecnologica partito da progetti iconici come ISSpresso — la macchina per il caffè realizzata con Lavazza per la Stazione Spaziale Internazionale — e giunto oggi ai vertici della difesa e sicurezza spaziale europea.
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