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Ucraina, Fedorov lancia l’«Army of Robots»: primi risultati sul campo attesi entro sei mesi

L’ex ministro della Difesa punta a impiegare entro un anno robot nelle fasi più pericolose di un assalto senza fanteria al loro fianco.

Ucraina, Fedorov lancia l’«Army of Robots»: primi risultati sul campo attesi entro sei mesi
Ucraina, Fedorov lancia l’«Army of Robots»: primi risultati sul campo attesi entro sei mesi - Immagine generata con AI
Ucraina, Fedorov lancia l’«Army of Robots»: primi risultati sul campo attesi entro sei mesi
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Ucraina, Fedorov lancia l’«Army of Robots»: primi risultati sul campo attesi entro sei mesi
Ucraina, Fedorov lancia l’«Army of Robots»: primi risultati sul campo attesi entro sei mesi - Immagine generata con AI
Redazione Redazione 30 settembre 2026 6 min di lettura 31 Scarica PDF

L’ex ministro ucraino Mykhailo Fedorov, oggi advisor per l’innovazione della Difesa italiana, ha presentato "Army of Robots", iniziativa che riunirà ingegneri, startup e capitali per sviluppare robot terrestri e sistemi autonomi. Obiettivo: un primo risultato operativo entro sei mesi e, entro un anno, a un assalto in cui i robot affrontino le fasi più pericolose senza fanteria al loro fianco.

Mykhailo Fedorov, già ministro della Difesa ucraino e oggi Advisor per l’Innovazione della Difesa del ministro italiano Guido Crosetto, ha lanciato una nuova iniziativa destinata ad accelerare lo sviluppo dei robot terrestri per il campo di battaglia.

Il collegamento con l’Italia è particolarmente significativo. Fedorov non fa più parte del governo di Kyiv e sta sviluppando il progetto dal settore privato, continuando però a lavorare in Ucraina e a collaborare con le Forze armate ucraine. Parallelamente ha accettato di offrire a Crosetto la propria consulenza sui temi dell’innovazione militare, dei droni, dei sistemi unmanned e della difesa aerea.

L’iniziativa, denominata Army of Robots, è stata presentata il 26 settembre 2026 all’IT Arena di Leopoli. Non si tratta di una nuova unità militare né, almeno per ora, di un programma governativo ucraino: Fedorov la descrive come un ecosistema capace di riunire ingegneri, startup, investitori e aziende della defence-tech, finanziare progetti, testarli insieme ai militari e portare rapidamente alla produzione quelli che dimostrano di funzionare sul campo.

Dall’Army of Drones all’Army of Robots

Il modello riprende quello dell’Army of Drones, avviata nel 2022 quando Fedorov era ministro della Trasformazione digitale. Quel programma contribuì ad ampliare rapidamente il mercato ucraino dei droni, gli acquisti pubblici e l’addestramento degli operatori.

Ora Fedorov vuole applicare una logica simile alla robotica terrestre.

«Investiremo nelle aziende della defence-tech, lanceremo nostri progetti tecnologici, creeremo capacità di ricerca e sviluppo, testeremo le soluzioni insieme ai militari e aumenteremo il più rapidamente possibile la produzione di ciò che funziona realmente sul campo», ha spiegato presentando l’iniziativa.

L’obiettivo dichiarato è molto più ambizioso della semplice automazione della logistica: ridurre progressivamente la presenza dei soldati nelle fasi più pericolose del combattimento terrestre, affidando alle macchine ricognizione, trasporto, evacuazione, difesa delle posizioni e, in prospettiva, anche operazioni offensive.

Nei giorni precedenti Fedorov aveva descritto questa trasformazione come la necessità di un nuovo “Progetto Manhattan” dedicato ai sistemi robotici e completamente autonomi di guerra, sostenendo che intelligenza artificiale e sistemi unmanned potrebbero assumere un ruolo sempre più centrale nei futuri conflitti.

Robot umanoidi al fronte

Durante la presentazione di Leopoli è stato mostrato anche un filmato realizzato con l’intelligenza artificiale nel quale compaiono robot umanoidi e macchine di differenti configurazioni impegnate in combattimento.

Le immagini rappresentano però soprattutto una visione tecnologica: molti dei sistemi mostrati nel video non sono attualmente impiegati sul campo di battaglia ucraino. I robot terrestri realmente utilizzati sono prevalentemente veicoli a controllo remoto destinati alla logistica, al trasporto di munizioni, all’evacuazione dei feriti o, in alcuni casi, equipaggiati con sistemi d’arma.

Fedorov ha indicato scadenze estremamente aggressive. Il progetto punta a ottenere entro sei mesi un primo risultato di combattimento attribuibile a un robot umanoide e, entro dodici mesi, a vedere un assalto contro una posizione nemica condotto nelle fasi più pericolose senza fanteria direttamente coinvolta nell’azione iniziale.

Si tratta di obiettivi dichiarati dall’ex ministro e non della descrizione di capacità già disponibili.

L’Ucraina utilizza già migliaia di robot terrestri

La spinta verso la robotizzazione del fronte era iniziata quando Fedorov guidava ancora il Ministero della Difesa.

Nell’aprile 2026 Kyiv aveva annunciato l’intenzione di contrattualizzare 25.000 veicoli terrestri senza equipaggio nel primo semestre dell’anno, più del doppio rispetto al 2025. Nel solo mese di marzo, secondo i dati allora diffusi dal ministero, i sistemi robotici avevano effettuato oltre 9.000 missioni.

Fedorov aveva indicato come obiettivo la progressiva eliminazione dei soldati dalle missioni logistiche più vicine alla linea di contatto, puntando a trasferire ai sistemi robotici il trasporto di rifornimenti e altre attività particolarmente esposte ai droni FPV avversari.

Army of Robots vuole ora andare oltre: non soltanto mezzi telecomandati che trasportano materiali, ma piattaforme dotate di livelli crescenti di autonomia e integrate con sensori, droni aerei e sistemi di intelligenza artificiale.

Fedorov resta in Ucraina, ma collabora anche con Crosetto

La posizione attuale di Fedorov merita particolare attenzione.

Dopo essere stato rimosso dalla guida del Ministero della Difesa nel luglio 2026, l’ex ministro ha rifiutato altri incarichi governativi proposti dalla presidenza ucraina e ha annunciato l’intenzione di proseguire il proprio lavoro nel settore tecnologico e della difesa.

In un’intervista rilasciata dopo l’uscita dal governo aveva chiarito di voler rimanere in Ucraina e di voler dedicare le proprie attività future allo sviluppo delle tecnologie considerate decisive per la guerra, tra cui robotizzazione della prima linea, sensori, intelligenza artificiale e sistemi d’arma a basso costo.

A fine agosto è arrivato però anche il collegamento con l’Italia.

Il ministro della Difesa Guido Crosetto ha incontrato Fedorov e annunciato che l’ex ministro ucraino aveva accettato di offrirgli la propria consulenza quale Advisor per l’Innovazione della Difesa.

«Oggi non basta più la semplice conoscenza delle nuove tecnologie», ha spiegato Crosetto, sottolineando la necessità di trasformare rapidamente la sperimentazione in capacità operative utilizzabili su larga scala. Il confronto con Fedorov ha riguardato in particolare droni, sistemi unmanned, difesa aerea ed evoluzione dell’ecosistema tecnologico militare.

Il sottosegretario alla Difesa Matteo Perego di Cremnago ha successivamente definito la presenza di Fedorov come Advisor una possibilità per trasferire nella Difesa italiana esperienze maturate sul campo e accelerare il rapporto tra ricerca, industria e capacità operative.

Un collegamento da seguire anche per l’Italia

La nascita di Army of Robots assume quindi una rilevanza particolare anche dal punto di vista italiano.

Fedorov sta cercando di costruire in Ucraina un ecosistema nel quale sviluppo tecnologico, capitale privato, sperimentazione militare e produzione industriale siano collegati in cicli estremamente rapidi. È proprio l’esperienza maturata dall’Ucraina nell’accorciare i tempi tra prototipo, test sul campo e produzione che Crosetto ha indicato tra gli aspetti di maggiore interesse per la Difesa italiana.

Fedorov continua dunque a operare direttamente nell’ecosistema defence-tech ucraino, ma parte di quell’esperienza viene contemporaneamente messa a disposizione del ministro della Difesa italiano.

L’Army of Robots sarà quindi da osservare non soltanto per capire fino a che punto Kyiv riuscirà realmente a sostituire gli uomini con sistemi robotici nelle zone più esposte del fronte, ma anche perché il suo ideatore è oggi uno degli advisor scelti da Crosetto per affrontare la trasformazione tecnologica della Difesa italiana.

Sintesi

L’ex ministro ucraino Mykhailo Fedorov, oggi advisor di Guido Crosetto per l’innovazione della Difesa, lancia Army of Robots: un ecosistema privato per sviluppare e testare con le forze ucraine robot destinati a ridurre la presenza della fanteria nelle missioni più pericolose. Obiettivo: accelerare il passaggio dal prototipo al campo di battaglia.

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