Si è conclusa il 24 settembre l’esercitazione internazionale Search and Rescue Squalo 2026, organizzata dal 13° Maritime Rescue Sub Centre (MRSC) della Guardia Costiera di Cagliari.
L’Aeronautica Militare ha partecipato con personale e mezzi del 15° Stormo: un equipaggio e un elicottero HH-139 dell’80° Centro SAR di Decimomannu, oltre a dieci Aerosoccorritori.
L’attività rientrava nella cooperazione internazionale prevista dall’accordo SARMEDOCC tra Italia, Francia e Spagna. L’obiettivo era verificare sul campo la capacità della catena SAR di gestire un’emergenza in mare con molte persone coinvolte.
Simulato l’ammaraggio di un Airbus
Lo scenario prevedeva l’ammaraggio di un Airbus con 55 persone a bordo, durante un volo da Tunisi ad Alghero, dopo un grave guasto al sistema idraulico.
Dopo il Mayday dell’equipaggio e la successiva perdita dei contatti radio, il dispositivo di soccorso è stato attivato sotto il coordinamento del MRSC di Cagliari.
La simulazione ha coinvolto mezzi navali, aerei e subacquei nella ricerca dell’aeromobile, nell’individuazione e nel recupero dei superstiti. Le attività comprendevano anche la localizzazione delle scatole nere e il recupero di eventuali corpi.
Lo scenario si estendeva alla gestione sanitaria a terra e alla risposta a un simulato sversamento di carburante in mare, riproducendo così l’attivazione dell’intera catena SAR.
Il coordinamento dal molo Ichnusa
All’esercitazione hanno preso parte uomini e mezzi della Capitaneria di Porto di Cagliari, dell’Aeronautica Militare, della Guardia di Finanza, dei Carabinieri, dei Vigili del Fuoco e della Polizia di Stato.
Erano presenti anche Areus 118, Protezione Civile, Croce Rossa Italiana, Autorità di Sistema Portuale, ENAC ed ENAV, insieme a componenti internazionali e osservatori stranieri.
Il centro di coordinamento delle forze è stato allestito nel Porto di Cagliari, presso la struttura polifunzionale del molo Ichnusa, sotto la direzione della Prefettura di Cagliari.
Per la prima volta, il 15° Stormo ha impiegato un duplice dispositivo. L’HH-139 era destinato alla ricerca, al soccorso e al recupero dei superstiti, mentre la componente subacquea doveva cercare naufraghi e scatole nere.
Dieci Aerosoccorritori nella Task Force
I dieci Aerosoccorritori, provenienti dai diversi Centri SAR, sono stati inseriti per la prima volta nella Task Force Subacquea del Nucleo Sommozzatori della Capitaneria di Porto di Cagliari.
Nella zona del simulato ammaraggio hanno operato cinque nuclei subacquei. Erano composti da Guardia Costiera, Aeronautica Militare, Carabinieri, Guardia di Finanza e Vigili del Fuoco.
Le squadre hanno svolto congiuntamente una complessa attività di ricerca e recupero. Per il personale del 15° Stormo, l’esercitazione ha consentito di provare le procedure di rischieramento tempestivo nell’area critica.
L’attività ha inoltre verificato l’impiego coordinato degli Operatori Subacquei dei diversi Centri SAR e l’uso di sistemi per la ricerca e il recupero subacqueo.
I compiti degli Aerosoccorritori
L’Aerosoccorritore è addestrato a recuperare persone in difficoltà in mare, in montagna e in luoghi difficili da raggiungere, utilizzando normalmente l’elicottero come mezzo di trasporto.
I suoi compiti comprendono il primo soccorso e la stabilizzazione dei traumatizzati, l’assistenza ai naufraghi e la ricerca di dispersi sulla terraferma e in mare, in ambito civile e militare.
La specialità è qualificata anche per il recupero subacqueo di sistemi d’arma di interesse aeronautico e di velivoli dell’Aeronautica Militare inabissati.
Il 15° Stormo dipende dal Comando Squadra Aerea – 1^ Regione Aerea tramite il Comando Forze per la Mobilità e il Supporto. Assicura la ricerca e il soccorso degli equipaggi di volo in difficoltà 24 ore su 24, per 365 giorni all’anno.
Il reparto concorre inoltre alla ricerca di dispersi, al trasporto sanitario urgente, al soccorso di traumatizzati gravi e all’antincendio boschivo. Svolge anche missioni Slow Mover Interception (SMI) durante grandi eventi.
L’addestramento degli equipaggi, le caratteristiche dei mezzi e l’impiego di tecniche e apparecchiature specifiche, tra cui i visori notturni, consentono operazioni di giorno, di notte e in condizioni meteorologiche marginali.
Dalla sua ricostituzione, il 15° Stormo ha soccorso oltre 7.300 persone in pericolo di vita. L’attività addestrativa prepara gli equipaggi agli interventi reali di ricerca e soccorso.
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