Il 29 settembre, alla Casa dell’Aviatore di Roma, si è svolto il convegno “Special Mission Air Systems – Where civil platforms become capabilities”. L’iniziativa è stata organizzata dal Centro Studi Militari Aerospaziali (CESMA) con il patrocinio dell’Aeronautica Militare.
La giornata ha riunito rappresentanti delle istituzioni, della Forza Armata, dell’industria, del mondo accademico e della ricerca. Al centro dei lavori, le prospettive offerte dalla trasformazione di piattaforme di derivazione civile in sistemi destinati a differenti funzioni operative.
Il confronto ha riguardato anche modularità e architetture aperte, intelligenza artificiale e nuovi modelli per sviluppare e integrare le capacità. Ulteriori temi sono stati l’evoluzione tecnologica e la gestione dei dati.
Piattaforme civili e sistemi di missione
Ad aprire i lavori è stato il Generale di Squadra Aerea in congedo Giovanni Fantuzzi, Direttore del CESMA. Fantuzzi ha collocato il tema nell’evoluzione del potere aerospaziale e nell’esigenza di rispondere alle necessità operative con soluzioni tecnologiche sostenibili e disponibili in tempi coerenti con quelli della Difesa.
Il Direttore ha richiamato le esperienze nello sviluppo di piattaforme civili destinate a missioni specialistiche. Ha indicato i vantaggi derivanti da mezzi già sviluppati, da una rete logistica esistente e dalla possibilità di concentrare gli investimenti sull’integrazione dei sistemi di missione.
Fantuzzi ha inoltre richiamato la crescente rilevanza della connettività e dell’integrazione con le capacità spaziali. Un altro punto ha riguardato la necessità di preservare controllo e sovranità sulle capacità operative.
Nel suo indirizzo di saluto, il Capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica Militare, Generale di Squadra Aerea Antonio Conserva, ha ripercorso lo sviluppo delle capacità della Forza Armata. Ha ricordato l’esperienza delle piattaforme CAEW nelle operazioni della Difesa e la successiva evoluzione dei sistemi.
Questo percorso riguarda il rafforzamento della sorveglianza dello spazio aereo, della conoscenza e della capacità di contrasto nello spettro elettromagnetico. Conserva ha inoltre sottolineato l’esigenza di investire nella formazione del capitale umano.
L’obiettivo indicato è costruire già oggi le competenze necessarie per partecipare, tra un decennio, a operazioni multidominio. Queste saranno condotte con sistemi caratterizzati da livelli crescenti di complessità.
ARMAEREO esamina sviluppo e acquisizione
La prima sessione ha presentato la prospettiva della Direzione degli Armamenti Aeronautici e per l’Aeronavigabilità (ARMAEREO). L’attenzione si è concentrata sulle principali questioni relative allo sviluppo e all’acquisizione dei sistemi Special Mission.
Tra i temi affrontati, l’impiego di una stessa piattaforma civile per capacità differenti e i possibili vantaggi per logistica, addestramento e sostenibilità. È stata però evidenziata anche l’esigenza di evitare compromessi eccessivi rispetto alle caratteristiche operative richieste.
La sessione ha esaminato la modularità dei sistemi di missione, l’evoluzione tecnologica e la gestione dei dati. Sono state considerate anche certificazione e configurazione dei sistemi, oltre al ruolo dell’ecosistema industriale nazionale.
Il Colonnello Alessandro Sensi, Capo del 2° Ufficio “Sistemi d’Arma Aeronautici” e “Vice Capo Reparto Sviluppo Capacitivo”, ha approfondito la prospettiva operativa. L’ufficiale appartiene al neo costituito Reparto “Sviluppo, Pianificazione e Trasformazione dello Strumento Aereo e Spaziale” dello Stato Maggiore dell’Aeronautica.
Sensi ha illustrato il ruolo delle capacità Special Mission negli attuali scenari multidominio. I sistemi di nuova generazione sono stati descritti come capacità integrate, nelle quali piattaforma, sensori, comunicazioni, elaborazione dei dati e architettura di missione concorrono a raccogliere e gestire le informazioni.
In questo quadro, l’adattamento di piattaforme commerciali a missioni operative specifiche può offrire flessibilità, modularità, sostenibilità e rapidità di acquisizione. Secondo l’impostazione presentata, ciò permette di concentrare gli investimenti sul valore operativo della missione.
Sensori distribuiti e tecnologie quantistiche
Tra le tecnologie abilitanti, Sensi ha indicato la miniaturizzazione e l’ottimizzazione di dimensioni, peso e consumi. Ha richiamato inoltre le architetture aperte, considerate funzionali ad adeguare l’evoluzione dei sistemi alle esigenze operative.
Gli altri ambiti citati comprendono intelligenza artificiale, elaborazione dei dati a bordo e sensori quantistici. Il quadro include anche nuovi concetti operativi fondati sulla distribuzione dei sensori e sull’integrazione tra sistemi con e senza equipaggio.
Durante il convegno sono stati esaminati sviluppo e acquisizione delle capacità Special Mission, insieme alle opportunità industriali connesse alle piattaforme commerciali. Il confronto ha incluso miniaturizzazione, tecnologie di missione e ruolo dell’industria nazionale nell’integrazione dei sistemi.
I lavori hanno affrontato le architetture di nuova generazione, l’intelligenza artificiale e il distributed sensing. Sono state inoltre considerate l’elaborazione dei dati, le tecnologie quantistiche e l’integrazione tra sistemi con e senza equipaggio.
Nel pomeriggio sono stati illustrati nuovi modelli per rendere disponibili capacità avanzate mediante formule di servizio flessibili e scalabili. Sono state approfondite anche le possibilità offerte da business jet e airliner per realizzare piattaforme Special Mission.
Tra i relatori figurava il Colonnello Raffaele Brescia di ARMAEREO. Brescia ha inoltre contribuito all’ideazione e alla gestione scientifica del convegno.
Formazione per i futuri sistemi
La giornata si è chiusa con una tavola rotonda sui sistemi Special Mission destinati a rispondere alle esigenze future. Il confronto si è concentrato su integrazione aperta, connettività spaziale e capacità sovrane.
La discussione è stata moderata dalla Dott.ssa Gaia Ravazzolo dell’Istituto Affari Internazionali. La partecipazione di rappresentanti dell’Aeronautica Militare e dell’industria ha permesso di collegare le prospettive operative, industriali e tecnologiche emerse durante i lavori.
I saluti finali sono stati affidati al Generale di Squadra Aerea Maurizio Cantiello, Ispettore Generale per l’Aeronautica Militare. Cantiello ha ripreso il tema della centralità del capitale umano nelle moderne operazioni, già indicato dal Capo di Stato Maggiore.
Secondo Cantiello, la gestione di mezzi tanto specializzati richiederà personale con una preparazione altrettanto specifica. La formazione dovrà interessare tutte le filiere di impiego.
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