YOKOSUKA — L'asse di cooperazione tra Italia e Giappone si rafforza nel quadrante strategico dell'Indo-Pacifico. Nella base navale di Yokosuka — principale quartier generale della Forza marittima di autodifesa giapponese e sede della Settima Flotta statunitense — la presenza della Marina militare italiana testimonia una convergenza geopolitica e industriale sempre più stretta tra i due Paesi.
Il valore strategico della presenza italiana
A bordo del pattugliatore Giovanni delle Bande Nere, nave da 6.000 tonnellate realizzata da Fincantieri nella sua configurazione da combattimento completa, si è tenuto un importante incontro alla presenza di autorità militari, istituzionali e industriali. Tra i partecipanti figuravano il viceministro delle Infrastrutture Edoardo Rixi e il sottosegretario alla Difesa giapponese Yohei Wakabayashi.
L'ambasciatore italiano a Tokyo, Mario Vattani, ha sottolineato come la presenza navale italiana nell'area sia ormai una consuetudine. L'iniziativa rientra nella cornice del Partenariato Strategico Speciale elevato dai governi dei due Paesi, in occasione del 160° anniversario delle relazioni diplomatiche tra Italia e Giappone.
Cooperazione industriale e caccia di sesta generazione
Il perno della cooperazione industriale e militare è rappresentato dal programma GCAP (Global Combat Air Programme), lo sviluppo del caccia di sesta generazione che vedrà Roma, Tokyo e Londra impegnate insieme fino al 2035, con il ruolo centrale di Leonardo.
La svolta geopolitica e di sicurezza di Tokyo
L'alleanza si inserisce nel contesto di un profondo cambio di postura della difesa giapponese:
-
Export di armi letali: Nel 2026, il governo Takaichi ha superato i vincoli storici permettendo la vendita all'estero di armamenti da combattimento (con le prime forniture già siglate con Filippine e Australia).
-
Aumento della spesa militare: La spesa per la Difesa è salita vicino al 2% del Pil (con ipotesi di spinta fino al 3,5% su pressione degli Stati Uniti).
-
Riforma costituzionale: È in corso il dibattito per la revisione dell'Articolo 9 della Costituzione, lo storico pilastro pacifista del dopoguerra.
Questa visione strategica condivisa a tutela della libertà di navigazione e del diritto internazionale ridisegna la mappa delle alleanze lungo l'asse tra Mediterraneo e Indo-Pacifico.
Commenti
Nessun commento ancora. Sii il primo!