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La portaerei Cavour guida la risposta NATO: scatta la maxiesercitazione Neptune Strike

La NATO ha avviato Neptune Strike 26-4, quarta e ultima fase 2026 dell’Enhanced Vigilance Activity, coordinata da STRIKFORNATO e dal Joint Force Command di Napoli. L’esercitazione, dal Mediterraneo al Baltico, coinvolge 17 Paesi, oltre 20 unità navali e 40 velivoli. Tra gli assetti figurano Cavour, Anadolu e Prince of Wales.

La portaerei Cavour guida la risposta NATO: scatta la maxiesercitazione Neptune Strike
La portaerei Cavour guida la risposta NATO: scatta la maxiesercitazione Neptune Strike - © Marina Militare
La portaerei Cavour guida la risposta NATO: scatta la maxiesercitazione Neptune Strike
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La portaerei Cavour guida la risposta NATO: scatta la maxiesercitazione Neptune Strike
La portaerei Cavour guida la risposta NATO: scatta la maxiesercitazione Neptune Strike - © Marina Militare
Redazione Redazione 3 min di lettura 17 Scarica PDF

La NATO ha avviato Neptune Strike 26-4, quarta e ultima fase 2026 dell’Enhanced Vigilance Activity, coordinata da STRIKFORNATO e dal Joint Force Command di Napoli. L’esercitazione, dal Mediterraneo al Baltico, coinvolge 17 Paesi, oltre 20 unità navali e 40 velivoli. Tra gli assetti figurano Cavour, Anadolu e Prince of Wales.

NAPOLI – La NATO ha avviato la quarta e ultima fase del 2026 di Neptune Strike, la principale Enhanced Vigilance Activity dell’Alleanza Atlantica. L'operazione punta a rafforzare la deterrenza e la difesa collettiva in uno scenario di sicurezza internazionale sempre più complesso.
Gestita dal Comando navale per la Forza di attacco e di supporto della NATO (STRIKFORNATO), l'esercitazione Neptune Strike 26-4 si estenderà dal Mar Mediterraneo al Baltico, coprendo contemporaneamente tutte e tre le aree di operazioni congiunte dell'Alleanza.

I numeri e gli assetti dell'operazione

L'esercitazione vede la partecipazione coordinata di un'imponente forza multinazionale:
  • 17 Nazioni Alleate coinvolte: Albania, Croazia, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Italia, Lituania, Norvegia, Polonia, Romania, Slovacchia, Slovenia, Spagna, Turchia, Regno Unito e Stati Uniti.
  • Oltre 20 unità navali di superficie e sottomarine.
  • 40 velivoli impegnati in missioni tattiche e di supporto.
  • Circa 52 attività coperte e integrate tra domini marittimo, aereo, terrestre e anfibio.
Tra i principali assetti navali e gruppi d'attacco (Expeditionary Strike Groups) figurano la Portaerei italiana Cavour, la Nave d'assalto anfibio turca Anadolu e la Portaerei britannica Prince of Wales.
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Reattività, interoperabilità e catena di comando

A coordinare la complessa architettura strategica dall'hub operativo partenopeo è il Joint Force Command di Napoli, dove il ruolo di Capo di Stato Maggiore è affidato al Generale Rodolfo Sganga, Ufficiale dei Paracadutisti ed ex comandante della Brigata "Folgore" ("Aquila 1").

L'obiettivo primario di Neptune Strike è integrare le capacità di attacco marittimo nazionali in un'unica forza NATO coesa e altamente interoperabile, capace di offrire al Supreme Allied Commander Europe (SACEUR) opzioni flessibili su tutta la sua area di responsabilità.

Contrammiraglio Eduardo Guitian Crespo (vice Chief of Staff per le Operazioni di STRIKFORNATO):

«Il nostro compito è garantire che, quando l'Alleanza chiama, le nostre forze siano pronte ad agire insieme, con rapidità, precisione e determinazione. Questa fiducia si costruisce attraverso una pianificazione rigorosa, uno stretto coordinamento con le nazioni alleate e il lavoro quotidiano per trasformare le capacità nazionali in una forza NATO integrata.»

L'attività addestrativa è concepita per rispondere in modo concreto alle minacce allo spazio aereo alleato e alla sicurezza marittima, con particolare attenzione alle criticità lungo il fianco orientale della NATO e alla tutela della libertà di navigazione.

Ammiraglio George Wikoff (Comandante del Joint Force Command di Napoli):

«Neptune Strike è particolarmente rilevante nell'attuale contesto di sicurezza. Per i nostri alleati offre rassicurazione sostenuta da una credibile capacità militare. Dimostra che la NATO è pronta a difendere il territorio alleato e a negare a un potenziale avversario il raggiungimento dei suoi obiettivi. Il nostro scopo è preservare la pace, e abbiamo la capacità, la coesione e la determinazione per difenderla.»

Una cornice strategica e difensiva

Il Comando di Napoli ribadisce che tutte le manovre di Neptune Strike hanno carattere strettamente difensivo e vengono condotte nel pieno rispetto del diritto internazionale e degli standard di sicurezza marittima ed aerea riconosciuti a livello globale.

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