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Geopolitica

Guerra in Ucraina e diplomazia del petrolio: le trattative USA-Russia includono un maxi-accordo energetico

Secondo The New York Times, i colloqui USA-Russia sulla guerra in Ucraina includono la vendita degli asset esteri di Lukoil, valutati circa 20 miliardi di dollari. Steve Witkoff e Jared Kushner avrebbero discusso l'operazione con Vladimir Putin. Un consorzio guidato da Todd Boehly e con la DFC attende le autorizzazioni di Casa Bianca e OFAC.

Guerra in Ucraina e diplomazia del petrolio: le trattative USA-Russia includono un maxi-accordo energetico
Guerra in Ucraina e diplomazia del petrolio: le trattative USA-Russia includono un maxi-accordo energetico - © https://www.whitehouse.gov/
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Guerra in Ucraina e diplomazia del petrolio: le trattative USA-Russia includono un maxi-accordo energetico
Guerra in Ucraina e diplomazia del petrolio: le trattative USA-Russia includono un maxi-accordo energetico - © https://www.whitehouse.gov/
Redazione Redazione 3 min di lettura 18 Scarica PDF

Secondo The New York Times, i colloqui USA-Russia sulla guerra in Ucraina includono la vendita degli asset esteri di Lukoil, valutati circa 20 miliardi di dollari. Steve Witkoff e Jared Kushner avrebbero discusso l'operazione con Vladimir Putin. Un consorzio guidato da Todd Boehly e con la DFC attende le autorizzazioni di Casa Bianca e OFAC.

Secondo quanto riportato in un'inchiesta pubblicata il 3 ottobre 2026 dal The New York Times, i colloqui tra gli Stati Uniti e la Russia volti a mettere fine alla guerra in Ucraina si sono ampliati fino a comprendere un accordo petrolifero multimiliardario che coinvolge soggetti vicini all'entourage del presidente Donald Trump.

Un negoziato di pace con risvolti finanziari

I negoziati diplomatici per porre fine al conflitto in Ucraina, condotti dagli inviati Steve Witkoff e Jared Kushner, vedono ora al centro delle discussioni la cessione del patrimonio internazionale di Lukoil, una delle maggiori compagnie energetiche russe. La vendita riguarda un vasto pacchetto di asset che include giacimenti petroliferi in Camerun, raffinerie in Europa (Paesi Bassi, Bulgaria e Romania) e stazioni di servizio negli Stati Uniti (tra cui nel New Jersey). Valutate all'inizio dell'anno circa 20 miliardi di dollari, queste attività sono state messe sul mercato a causa delle sanzioni imposte dall'amministrazione statunitense per esercitare pressione su Mosca.

Secondo fonti concordanti, il presidente russo Vladimir Putin avrebbe sollevato direttamente la questione durante un incontro al Cremlino il 5 settembre con Witkoff e Kushner. La proposta di Putin puntava a dimostrare la fattibilità di intese commerciali con Washington. Dal canto loro, i negoziatori americani hanno accolto con interesse l'operazione, considerandola un'opportunità sia per favorire il dialogo diplomatico con la Russia, sia per contribuire a ridurre i prezzi globali dell'energia.

I protagonisti dell'offerta

Mentre offerte precedenti (tra cui quella del gruppo di private equity Carlyle) si sono bloccate in attesa delle necessarie autorizzazioni governative, a guidare il consorzio acquirente è ora un gruppo di investitori privati in partnership con un'agenzia governativa statunitense:
  • Todd Boehly: L'imprenditore statunitense, comproprietario dei Los Angeles Dodgers e a capo di Eldridge Industries, guida la cordata. Boehly ha sostenuto finanziariamente le cause politiche di Trump con donazioni per circa 2 milioni di dollari.
  • Moutaz e Ramez Al-Khayyat: I due fratelli investitori d'origine siriana basati in Qatar sono partner in affari di Jared Kushner e Ivanka Trump per la realizzazione di un resort di lusso multimiliardario in Albania.
  • Lo sceicco Tahnoon bin Zayed Al Nahyan: Consigliere per la sicurezza nazionale degli Emirati Arabi Uniti, controlla fondi sovrani ad Abu Dhabi che detengono partecipazioni sia nella società di private equity di Kushner, sia in World Liberty Financial, la piattaforma di criptovalute co-fondata da Witkoff e legata alla famiglia Trump.
  • US International Development Finance Corporation (DFC): L'agenzia statale americana partecipa all'operazione per garantire profitti al fisco USA e tutelare la sicurezza energetica nazionale.

Interessi incrociati e dubbi etici

L'intreccio tra trattative geostrategiche e relazioni d'affari private ha sollevato forti perplessità tra gli esperti di etica pubblica. Hui Chen, ex procuratrice del Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti, ha evidenziato come tali legami personali e finanziari rischino di condizionare impropriamente le decisioni di politica estera e la valutazione delle offerte.

A fronte delle critiche, una portavoce di Steve Witkoff ha dichiarato che il negoziatore lavora a titolo gratuito e a proprie spese nell'esclusivo interesse della pace, escludendo qualsiasi conflitto di interessi o profitto personale. Un alto funzionario dell'amministrazione ha inoltre confermato la partecipazione diretta di Witkoff e Kushner nella definizione dei termini finanziari, volti ad assicurare un sostanziale pagamento anticipato e la partecipazione agli utili per gli Stati Uniti.

Prospettive ed evoluzione

L'intesa, la cui approvazione definitiva spetta alla Casa Bianca e al Dipartimento del Tesoro (tramite l'Ufficio sanzioni OFAC), si colloca nel contesto delle strategie volte a ricomporre gradualmente le relazioni economiche con la Russia. L'esito della vendita di Lukoil rimane subordinato alla firma finale e alle scadenze tecniche delle licenze temporanee concesse dal Tesoro americano.

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