Vai al contenuto
Difesa News
ULTIMEAlpini, 154 Anni di Storia e Valori: il Significato Operativo e Umano delle Penne Nere
Blog

Giù le Mani dalle Forze Armate: I Sindacati Militari Fermino l'Attacco Ideologico della FLC-CGIL/Emilia-Romagna

La FLC-CGIL dell'Emilia-Romagna ha chiesto all'Ufficio Scolastico Regionale di revocare le convenzioni con l'Esercito Italiano e invita le scuole a non aderire agli incontri di orientamento su Accademie e Scuole Militari. Le Associazioni Sindacali Militari intervengano in difesa del Ruolo delle Forze Armate nelle Scuole.

Giù le Mani dalle Forze Armate: I Sindacati Militari Fermino l'Attacco Ideologico della  FLC-CGIL/Emilia-Romagna
Giù le Mani dalle Forze Armate: I Sindacati Militari Fermino l'Attacco Ideologico della FLC-CGIL/Emilia-Romagna
Giù le Mani dalle Forze Armate: I Sindacati Militari Fermino l'Attacco Ideologico della  FLC-CGIL/Emilia-Romagna
Blog
Giù le Mani dalle Forze Armate: I Sindacati Militari Fermino l'Attacco Ideologico della FLC-CGIL/Emilia-Romagna
Giù le Mani dalle Forze Armate: I Sindacati Militari Fermino l'Attacco Ideologico della FLC-CGIL/Emilia-Romagna
Redazione Redazione 4 min di lettura 1 Scarica PDF

La FLC-CGIL dell'Emilia-Romagna ha chiesto all'Ufficio Scolastico Regionale di revocare le convenzioni con l'Esercito Italiano e invita le scuole a non aderire agli incontri di orientamento su Accademie e Scuole Militari. Le Associazioni Sindacali Militari intervengano in difesa del Ruolo delle Forze Armate nelle Scuole.

La FLC-CGIL dell'Emilia-Romagna ha chiesto all'Ufficio Scolastico Regionale di revocare le convenzioni con l'Esercito Italiano, incitando apertamente le scuole alla "disobbedienza" contro gli incontri di orientamento su Accademie e Scuole Militari, etichettati come propaganda bellicista.
L'ennesima offensiva ideologica contro la dignità e la funzione costituzionale delle nostre Forze Armate porta questa volta la firma esplicita della FLC-CGIL dell'Emilia-Romagna. La pretesa del sindacato confederale di bloccare i colloqui orientativi dell'Esercito Italiano nelle scuole superiori — arrivando a teorizzare un'incredibile "disobbedienza" degli istituti — rappresenta un punto di non ritorno che non può e non deve rimanere privo di una risposta incisiva e corale.
Spacciare la presentazione dell'offerta formativa delle Accademie e delle Scuole Militari per un reclutamento volto a "preparare alla guerra" non è soltanto un palese stravolgimento della realtà: è una vera e propria aggressione culturale contro donne e uomini che, per tradizione e dovere di stato, sono "usi ad obbedir tacendo" servendo la Nazione con discrezione e spirito di sacrificio.
"Non si può consentire alla CGIL di trasformare la cultura della Difesa e del servizio alla Patria in un bersaglio di parte."

Chi indossa la divisa assicura ogni giorno la cornice di sicurezza e stabilità democratica che garantisce le libertà fondamentali di tutti i cittadini, comprese quelle di associazione e di insegnamento che la stessa CGIL oggi strumentalizza.

La Risposta Necessaria del Sindacalismo Militare

In questo scenario di ingiustificato attacco istituzionale, la recente nascita e strutturazione dei sindacati militari assume una rilevanza fondamentale che va ben oltre gli aspetti strettamente contrattuali e retributivi. È il momento che le associazioni professionali con le stellette assumano la difesa dell'onore e dell'immagine della categoria.
Ci rivolgiamo innanzitutto ad USMIA (Unione Sindacale Militare Interforze Associata), realtà di primario rilievo e riconosciuta autorevolezza, affinché guidi con fermezza una presa di posizione unitaria di tutto il comparto. I sindacati militari devono farsi scudo contro le pretese egemoniche e le derive ideologiche di frange politicizzate che mirano a delegittimare il ruolo della Difesa. 
Toglier voce all'Esercito, all'Aeronautica, alla Marina e ai Carabinieri all'interno degli istituti scolastici significa privare i giovani dell'opportunità di conoscere percorsi di vita improntati alla disciplina, alla solidarietà e al senso dello Stato.
La retorica che oppone la scuola alla cultura della difesa tradisce la Costituzione stessa: non si difende la pace demonizzando chi si addestra e lavora quotidianamente per garantirla.

Il Dovere di Alzare la Voce di Fronte al Pregiudizio

La pretesa della CGIL di erigersi a censore morale di ciò che è ammissibile o meno nelle aule scolastiche svela una visione faziosa della vita civile. L'Articolo 52 della nostra Costituzione sancisce senza infingimenti che "la difesa della Patria è sacro dovere del cittadino". Negare agli studenti la possibilità di interagire con il personale militare significa oscurare la portata etica di questo precetto costituzionale.
I vertici militari, per il ruolo di neutralità che rivestono nel sistema democratico, mantengono giustamente un profilo di sobria riservatezza. Tuttavia, questo riserbo istituzionale non deve diventare la breccia attraverso la quale fazioni ideologizzate possano colpire impunemente l'immagine del personale in divisa.
È proprio qui che subentra il ruolo chiave di USMIA e delle altre sigle sindacali militari: rompere il muro di passività e far sentire una voce forte, autorevole e giuridicamente fondata in tutti i consessi pubblici e mediatici.
Il sindacalismo militare non può rimanere uno spettatore neutrale quando si tenta di ghettizzare la professione delle armi. Difendere la dignità del soldato significa rivendicare il rispetto che si deve a chi garantisce la sicurezza nazionale nelle missioni estere come nel soccorso alle popolazioni in patria.
I valori della sicurezza, della difesa della Patria e dell'appartenenza nazionale non appartengono a un colore politico: sono il patrimonio comune dell'intera Repubblica e non possono essere sviliti da campagne d'odio o da pregiudizi sbandierati come battaglie civili.

 
Servire in silenzio non significa tollerare delegittimazioni. USMIA e i sindacati militari intervengano subito per riaffermare che l'Esercito nelle scuole porta cittadinanza, valori e rispetto delle istituzioni.

Conclusioni: Rispondere con la Forza dei Valori

Di fronte alla deriva ideologica della CGIL, il comparto della Difesa merita una rappresentanza fiera, coesa e reattiva. USMIA e le associazioni sindacali delle Forze Armate raccolgano la sfida e si facciano portavoce di un riscatto culturale necessario. Rispondere alle provocazioni non significa politicizzare le stellette, bensì tutelare l'onore, la dignità e la veridicità del servizio reso alla Nazione. È ora di chiarire che chi indossa l'uniforme non accetterà più di subire attacchi preconcetti da chi confonde la difesa della Patria con una minaccia alla democrazia.

Condividi

Newsletter

Resta aggiornato

Iscriviti alla newsletter di DIFESA NEWS e ricevi le ultime notizie direttamente nella tua casella email.

oppure

RICEVILE PER TELEGRAM

Commenti

Nessun commento ancora. Sii il primo!

Lascia un commento

Non sarà pubblicata.

I commenti vengono moderati prima della pubblicazione.